Non esageriamo, per carità: non è stato come lo storico incontro di Teano, quello fra Garibaldi e il Re. Anche perché, in questo contesto, non saprei dire chi sia l’uno e chi sia l’altro. Ma si tratta comunque di un incontro ravvicinato davvero degno di considerazione: quello avvenuto sabato scorso fra Sandro Venzo, presidente mandamentale degli Artigiani di Bassano e sostenitore del Risorgimento del Tribunale di Bassano del Grappa, e l’avv. Gaetano Crisafi, presidente del Comitato per una Giustizia di Qualità a Vicenza e difensore – vista anche la professione che svolge – del mantenimento dell’annessione del vecchio circondario del Tribunale di Bassano al Regno delle Due Vicenze. Altro che guerra d’indipendenza.
E tutto questo perché, Houston, avevamo un problema. E cioè la dichiarazione a mezzo stampa di Crisafi, al termine di un’intervista sul dibattito ancora in corso sulle sedi di giustizia, rilasciata nei giorni scorsi al GdV: “Forse sarebbe meglio sentire meno gli artigiani di Bassano e di più le categorie che in tribunale ci lavorano.” La dichiarazione, sicuramente ad effetto, ha inevitabilmente scatenato i moti rivoluzionari dal fronte bassanese, per voce in primis della consigliera regionale Morena Martini (come dal nostro precedente articolo “Baila Morena”) e quindi di Confartigianato e delle altre categorie economiche territoriali.
Ma a scongiurare quelle che avrebbero potuto essere le Cinque Giornate di Bassano, è stata una mossa a sorpresa, favorita – a quanto pare – da un comune amico dei due rappresentanti della querelle giornalistica: per l’appunto, l’incontro diretto e chiarificatore, per non dire “pacificatore”, di Crisafi e Venzo, con tanto di doppio appuntamento. Il primo per un confronto privato nella sede della Venzo Stampi a Romano d’Ezzelino, l’azienda del presidente dell’Assoartigiani mandamentale di Bassano, e il secondo per una doppia intervista pubblica negli studi di Cassola dell’emittente televisiva Tva.
“Fra Trump che fa il matto e l’economia del cavolo di questo periodo, mi sono chiesto a cosa serva andare ad accendere gli animi e a litigare per che cosa – dichiara a Seven Sandro Venzo, con la sua solita schiettezza –. Con l’avvocato Crisafi abbiamo chiarito il “virgolettato” che era uscito sul giornale e, pur essendo su posizioni molto distanti, perché lui è per il No e io sono per il Sì, l’importante secondo me è che anche persone che la pensano in maniera diversa non debbano “bestemmiarsi dietro”. Quindi, dal mio punto di vista, ho accettato le scuse dell’avvocato su una posizione che lui ha chiarito. Non potevo fare altro, anzi l’ho apprezzato anche se all’inizio, prima dell’incontro, ci ho dovuto un po’ pensare. Posizioni diverse, ma cordialità.”
“È stato un incontro piacevole – conferma alla nostra testata l’avv. Gaetano Crisafi – nel quale ognuno è rimasto sulle sue posizioni ma ci siamo chiariti, anche se il presidente Venzo lo aveva già capito, che il mio non era stato un attacco agli artigiani come categoria ma alla classe politica che anziché ascoltare anche gli avvocati e i magistrati, ascolta solo le altre istanze del territorio. Lo spirito dell’incontro è stato assolutamente positivo, cioè non c’erano due “nemici” ma due persone che hanno due idee diverse e che si sono incontrate, come a me capita quotidianamente nel mio lavoro.”
Diciamo quindi che per dirimere la controversia sugli artigiani e il Tribunale, il presidente di categoria Venzo e il presidente del Comitato di Vicenza avv. Crisafi si sono rivolti idealmente al giudice di pace. Per quanto l’ufficio del giudice di pace di Bassano, quale conseguenza diretta della sofferenza di personale del Tribunale di Vicenza, stia subendo, e non da oggi, una grave scopertura di organico.
Siamo sempre lì, al gatto che si mangia la coda, l’estremo opposto di Vicenza magnagati: continuiamo a parlare di istituire nuovi tribunali, con risorse umane da reperire ad hoc, quando quelli già esistenti non riescono a colmare le croniche lacune del personale previsto in pianta organica. Così è se vi pare: ma comunque sia, scambiamoci un segno di pace. Amen.