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Frane a Marostica: al via i cantieri

Iniziati oggi i grandi interventi di messa in sicurezza del settore collinare. Il Comune ha ricevuto oltre 5 milioni e mezzo di euro di finanziamenti ministeriali

Michela Cola Michela Cola
  • Gen 19, 2026

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“Al tempo non si comanda” suona un antico adagio popolare e Marostica ne sa qualcosa. Le frane e gli importanti dissesti idrogeologici, verificatisi a causa di ripetuti episodi di forti piogge nel 2023 con un picco eccezionale nel maggio 2024, hanno fatto pagare al Comune scaligero un prezzo decisamente alto. Se però al tempo non ha comandato, Marostica ha cercato almeno di far sentire la propria voce a Roma e ha ottenuto in tal modo la somma di 5 milioni e 530 mila euro giunti in questi giorni nelle casse comunali. Nuova linfa che permette di far partire da subito il primo dei 15 grandi cantieri, messi in programma da qui a fine 2026, per il ripristino di altrettante aree collinari danneggiate. In quel periodo infatti sul territorio comunale erano caduti 1.575 mm di pioggia, di cui quasi 1.000 concentrati fra maggio e giugno 2024. Un carico d’acqua straordinario che ha messo sotto pressione l’intero sistema idrogeologico e che ha portato alla registrazione di ben 75 frane.

«Il primo intervento che oggi prende avvio – afferma Matteo Mozzo, sindaco di Marostica – riguarda la frana di via Sisemol- Cerini, sotto il cimitero di Crosara. Un intervento strutturalmente complesso che richiede lavorazioni articolate, tempi tecnici adeguati e misure di sicurezza rigorose. È un’operazione di per sé fortemente impattante la cui reale estensione, però, non è immediatamente percepibile né dalla strada sottostante né dall’area soprastante».

Ad essere interessato è il tratto di strada di via Roveredo Alto, fra il Castello Superiore e la frazione di San Luca, dove, in corrispondenza del cantiere, sarà installato un semaforo a senso alternato che permetterà di gestire il traffico in sicurezza almeno nella fase iniziale. Con l’avanzamento delle opere, tuttavia, si renderà necessaria la chiusura totale della strada.

Altro cantiere al via nelle prossime settimane sarà quello di via Guizze, interessata da forti ribassamenti della sede stradale, a cui ne seguiranno altri, come precisa il sindaco: «Si tratta di singoli appalti in quanto le zone sono state interessate da criticità diverse fra loro che richiedono l’intervento di aziende specializzate. Tutto è stato programmato per accelerare i tempi di esecuzione e ridurre il più possibile i disagi per gli utenti della strada».

All’emergenza metereologica di quel periodo, tuttavia, il Comune aveva dovuto far fronte da subito con una precedente spesa di 320 mila euro, finanziata in tal caso da altri fondi ministeriali. Nell’immediato infatti erano stati eseguiti i primissimi interventi di sgombero delle strade e poi altri programmati che hanno riguardato soprattutto il rinforzo degli argini del Longhella e il rialzo del muro di contenimento nell’incrocio idraulico tra Longhella, Valletta e Marocalda finalizzato alla messa in sicurezza dell’asilo di Ponte Campana.

A queste risorse si devono aggiungere, inoltre, quasi 700 mila euro di interventi straordinari finanziati direttamente dal Comune con il proprio bilancio. Una fragilità territoriale non nuova al Comune di Marostica che nel primo mandato dell’attuale sindaco, Matteo Mozzo, aveva già speso circa due milioni di euro per opere idrauliche eseguite nella zona pianeggiante in collaborazione con il Consorzio di Bonifica, il Servizio Forestale e il Genio Civile.

«L’avvio dei cantieri non rappresenta un punto di arrivo – sottolinea il sindaco – ma l’inizio della fase più visibile di un lavoro lungo, complesso e spesso silenzioso, fatto di progettazione, verifiche, confronti istituzionali e scelte tecniche necessarie per garantire sicurezza, efficacia e durabilità degli interventi finalizzati a dare risposte concrete a un territorio duramente colpito».

Per quest’ultimo finanziamento, che ha coperto il 100% della spesa rendicontata dall’ufficio tecnico comunale, Matteo Mozzo non manca di ringraziare «tutte le persone che, a vario titolo, hanno lavorato con impegno, competenza e dedizione in ogni fase di questo lungo percorso, a partire dai nostri insostituibili volontari».

«Un ringraziamento particolare alla senatrice Mara Bizzotto e al Gruppo Lega al Senato – ancora Mozzo – per l’importante emendamento che ha reso possibile lo stanziamento delle risorse ministeriali. Al personale dell’ufficio tecnico comunale per il lavoro straordinario svolto, al personale della Protezione Civile Regionale per il continuo e qualificato supporto fornito, alla Prefettura di Vicenza e all’allora prefetto Salvatore Caccamo, alla Guardia di Finanza per i rilievi dei fronti franosi, alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco di Bassano e Vicenza per il prezioso contributo assicurato nelle fasi più critiche dell’emergenza e per la costante presenza a tutela della sicurezza dei cittadini».

La partita però non si chiude qui, «All’appello mancano ancora una parte delle risorse per l’ulteriore messa in sicurezza idraulica del territorio di pianura – conclude il primo cittadino – ma come amministrazione stiamo lavorando per ottenere gli stanziamenti necessari, in collaborazione con altri enti».

Michela Cola

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