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Cittadella…della Giustizia

Anche il sindaco di Cittadella Luca Pierobon tra i testimonial a favore del Tribunale di Bassano del Grappa alla conferenza stampa di Morena Martini in consiglio regionale a Venezia. Una presenza che non era scontata

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Mag 6, 2026

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Il sindaco di Cittadella Luca Pierobon alla conferenza stampa in consiglio regionale

Se c’è una telenovela tra le telenovele, che continua a riempire ciclicamente le cronache senza farci prevedere quando sarà trasmessa l’ultima puntata, questa è la Tribunovela. Vale a dire l’infinita questione dell’istituzione del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa, alias Tribunale della Pedemontana, che dovrebbe sorgere in quel deserto dei Tartari che ormai da dodici anni a questa parte è la Cittadella della Giustizia di via Marinali. Ampliata, ristrutturata, con un edificio costruito ex novo, costata complessivamente allo Stato 20 milioni di euro e infine abbandonata a sé stessa dopo il taglio dei Tribunali periferici sancito dalla riforma della geografia giudiziaria del 2012 e dopo l’accorpamento del vecchio Tribunale di Bassano al Tribunale di Vicenza, divenuto operativo nel 2014. Appunto dodici anni fa.

Gli ultimi sviluppi della vicenda sono noti anche ai sassi del Brenta: il 22 luglio dell’anno scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge governativo per la riapertura di otto tribunali soppressi dalla riforma del 2012 – tra cui anche quello di Bassano ma con un circondario giudiziario molto più ampio rispetto a prima, comprendente ulteriori territori dell’Alto Vicentino, dell’Alta Padovana e del Trevigiano castellano e pedemontano – e il provvedimento è ora all’esame del Parlamento per la conversione in legge definitiva. Ma il tempo corre, tra circa un anno scade la legislatura nazionale, il disegno di legge è ancora parcheggiato negli anfratti delle Commissioni Giustizia delle due Camere e il timore del Partito dei Bassanesi è che il mandato dell’Esecutivo e della maggioranza Meloni si concluda senza che il traguardo dell’istituzione per legge del palazzo di giustizia della Pedemontana venga raggiunto.

Per questo motivo la consigliera regionale Morena Martini ha depositato in consiglio regionale una risoluzione che sollecita il Parlamento “al completamento dell’iter legislativo per l’istituzione del Tribunale di Bassano del Grappa e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bassano del Grappa”. Risoluzione che la stessa Martini ha presentato lunedì scorso in una conferenza stampa a Palazzo Ferro Fini a Venezia, con l’intervento tra gli altri del sottosegretario alla Giustizia sen. Andrea Ostellari e del presidente della Commissione Giustizia della Camera on. Ciro Maschio, della quale mi sono già ampiamente occupato nel precedente articolo “Cocktail Martini”.

Che a fare da testimonial alla conferenza stampa veneziana a sostegno del progetto giudiziario pedemontano siano stati il sindaco di Bassano del Grappa Nicola Finco, il presidente del raggruppamento di Bassano di Confindustria Vicenza Alessandro Bordignon e l’avvocato bassanese Giulia Vigna del Comitato pro Tribunale della Pedemontana, non costituisce in sé una novità. È stato molto meno scontato, invece, l’intervento in prima persona a favore del nuovo Tribunale bassanese del sindaco di Cittadella Luca Pierobon. Dai famosi “incontri coi territori” del 2023 a Bassano del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari sono infatti cambiate alcune cose. In primis il cambio di rotta dei sindaci dell’Alto Vicentino, col Comune di Thiene in testa, che dopo un’adesione di massima iniziale all’iniziativa giudiziaria bassanese si sono ufficialmente schierati contro il “progetto nostalgico e anacronistico” del Tribunale della Pedemontana, chiedendo in una lettera al ministro Nordio di potenziare il Tribunale di Vicenza e ritenendo la nuova struttura di via Marinali antieconomica e inadeguata a garantire servizi di qualità.

Cittadella invece no. Come Comune principale del territorio dell’Alta Padovana, è rimasta fedele all’adesione al progetto pedemontano già espressa ad Ostellari a Bassano nel 2023. Anche la città murata è stata toccata dalla riforma della geografia giudiziaria del 2012: qui aveva sede una sezione distaccata del Tribunale di Padova, che è stata soppressa dal Governo Monti come tutte le sezioni distaccate d’Italia, con tutte le cause civili e penali pendenti e con la giurisdizione sui Comuni del territorio dell’Alta trasferite al Tribunale Ordinario della città capoluogo. Ma a quanto pare, a Cittadella la vicinanza geografica col confinante comprensorio bassanese rende più appetibile portare una causa in riva al Brenta piuttosto che affidarsi agli uffici giudiziari della Città del Santo.  

Più realista del re, a Venezia Luca Pierobon è intervenuto subito dopo il suo collega bassanese Finco e ha espresso la sua preoccupazione per la stagnazione a Roma del provvedimento governativo da convertire in legge. “Non riusciamo a capire perché questa cosa si è arenata – ha dichiarato il primo cittadino cittadellese –. Abbiamo paura che passi il tempo.” “Stiamo parlando – ha aggiunto Pierobon – di un territorio omogeneo e dinamico dal punto di vista economico, con sindaci di diverse appartenenze politiche che chiedono l’istituzione del Tribunale della Pedemontana, preoccupati che i tempi si riducano in vista delle prossime scadenze elettorali. Abbiamo il dovere di dare risposte concrete ai nostri cittadini.”

Alla ricerca di truppe alleate per fare massa critica nei confronti del Parlamento, invitato a darsi una mossa per l’istituzione del nuovo Tribunale, Bassano del Grappa può dunque contare sull’importante appoggio del Comune di riferimento dell’Alta Padovana. Cittadella…della Giustizia.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.