È vero, lo scrivo spesso: dal punto di vista politico, a Bassano del Grappa non ci si annoia mai. Ma anche Rosà, ogni tanto, non è da meno. La conferma arriva dalla cerimonia di conferimento del Premio “Città di Rosà” 2026, che viene consegnato in occasione della festa del patrono S. Antonio Abate, secondo un meccanismo molto particolare. Funziona così: nei giorni precedenti una apposita commissione comunale, composta da tre consiglieri di maggioranza e due di minoranza, decide il nome del premiato. Vale a dire un esponente della comunità rosatese ritenuto degno del riconoscimento per i propri meriti personali, per i risultati della propria carriera, per la promozione dei valori civici o per l’ingegno al servizio del bene comune. Dopodiché l’amministrazione comunale, tramite comunicato stampa, rende pubblico il nome del destinatario del premio.
È successo regolarmente anche quest’anno: come comunicato dal Comune di Rosà lo scorso 13 gennaio, il Premio “Città di Rosà” 2026 è stato assegnato al musicista Stefano Fabris, maestro di corno di chiara fama e cornista per oltre trent’anni nell’orchestra del Teatro La Fenice di Venezia. E fin qui, nulla di trascendentale. Il fatto è che l’attribuzione del premio deve essere approvata dal consiglio comunale contestualmente alla cerimonia di consegna che si svolge nella sala consiliare del municipio di Rosà. Il tutto mentre il premiato è già seduto in prima fila, in attesa del fatidico verdetto che però non può che essere positivo. È come se al Festival di Sanremo il nome del vincitore venisse annunciato già alla prima serata e il compito della giuria fosse solamente quello di ratificare la decisione già presa.
Quest’anno però, le cose sono andate diversamente dalle edizioni passate. Venerdì 16 gennaio, sempre tramite comunicato stampa, il gruppo di minoranza Riparte Rosà ha annunciato infatti la decisione di non partecipare al consiglio comunale dedicato al Premio in quanto “è stato negato lo scrutinio segreto”. “Il consiglio comunale – ha affermato la nota a firma della consigliera Giulia Vanin – è stato convocato alla presenza del premiato, con una votazione prevista per alzata di mano. Riteniamo che queste condizioni non garantiscano piena libertà di espressione del voto dei consiglieri.”
Ma ecco che, come per incanto, due consiglieri di minoranza del gruppo Riparte Rosà presenziano al consiglio comunale. Una decisione presa in extremis, dopo l’accettazione della modalità del voto segreto da parte dell’amministrazione.
Ma a cosa è stata dovuta cotanta richiesta di segretezza nei confronti della persona da premiare? Lo si capisce dalle parole pronunciate in sala consiliare della stessa Giulia Vanin, che prende la parola dopo l’intervento del presidente della commissione del Premio Antonio Marchiorello. L’esponente di opposizione ricorda che “già l’anno scorso avevamo sollevato l’idea che per il Premio Città di Rosà 2026 venisse considerata la candidatura della Parrocchia, in occasione della ricorrenza storica del 500° anno dalla sua fondazione”. “Tale proposta – prosegue la consigliera – è stata presentata anche nella commissione del 7 gennaio di quest’anno, ma non è stata accolta. La scelta compiuta dalla maggioranza evidenzia ancora una volta come la modalità di selezione attuale, presentata in commissione e poi ratificata in consiglio, non consenta sempre di valorizzare pienamente eventi e ricorrenze di particolare rilievo per la comunità.” Il tutto dichiarato pubblicamente sempre alla presenza del premiato annunciato, il maestro Stefano Fabris.
Dopo gli interventi del vicesindaco Paolo Bordignon che sottolinea che il voto del Premio “è sempre stato palese”, della consigliera Federica Zonta che ripercorre il prestigioso curriculum del destinatario del Premio e del consigliere Filippo Baggio che ricorda gli esordi “rosatesi” della carriera musicale del maestro, il sindaco Elena Mezzalira legge la motivazione del riconoscimento comunale. Si passa quindi e finalmente alla fatidica approvazione, con voto segreto. Risultato finale: il Premio “Città di Rosà” al maestro di corno Fabris, col diretto interessato presente in prima fila, viene approvato con 10 voti favorevoli e 2 voti contrari. Sarà stato anche un voto segreto, ma poiché sono presenti due consiglieri di opposizione, è un segreto di Pulcinella.
Il resto è invece tutta cronaca di una festa. Il sindaco Mezzalira consegna la pergamena del Premio al maestro Stefano Fabris e il premiato, nel suo pacato, piacevole e ovviamente applaudito discorso, ricorda alcuni momenti significativi della sua carriera esprimendo anche l’attaccamento alla sua comunità di origine.
Si passa poi alla lunga serie di premi dedicati al mondo dell’economia locale, che cito integralmente per dovere di cronaca. Partendo dal Premio “Rosà che lavora” 2026, attribuito in accordo con le categorie economiche ed assegnato alle imprese Moretto Spa (industriali), Alla Pigna dal 1971 di Battaglia Enrico & C. (commercianti), Garberino Massimo (artigiani) e Società Agricola S. Anna di Gastaldello (agricoltura).
Quindi i tre riconoscimenti “alla carriera” per Sebastiano Baggio, dipendente da 50 anni dell’azienda Coma; per Caterina Bizzotto, per 50 anni direttrice didattica dell’ente di formazione I.RI.GEM. e per l’ex allevatore ed attuale presidente del Caseificio San Rocco Sebastiano Bolzon. Infine i riconoscimenti per gli “anniversari” aziendali alla Bernardi Livio Snc di Bernardi Antonio & C. (70 anni), all’Arte Brotto Mobili Srl (60 anni), alla F.lli Bordignon Snc di Bordignon Francesco (60 anni), alla Fratelli Comunello Spa /60 anni), alla CP Cusinati Snc di Nicoletti Eugenio (40 anni) e all’Impresa Guarise Giovanni (40 anni).
Nel corso delle premiazioni, con l’intervento dei rappresentanti delle associazioni di categoria, giunge inatteso un altro sussulto per il mio bloc notes. Accade quando il presidente del raggruppamento di Bassano del Grappa di Confartigianato Sandro Venzo, prendendo la parola, prende di mira i due consiglieri comunali che hanno votato contro l’assegnazione del premio a Stefano Fabris. “In occasioni come queste ci vogliono meno polemiche e un po’ più di festa – afferma Venzo –. Conosco da anni il maestro Fabris, due voti contrari non se li meritava proprio.”
Per la serie: di tutto e di più. Visti gli antefatti, non potevo quindi mancare al consiglio comunale di Rosà per l’assegnazione del premio “Città di Rosà” 2026, portandomi dietro, come al cinema, un’adeguata dose di pop-corn. Anzi, pardon: in onore al musicista premiato, un’adeguata dose di pop-corno.
