Lo scorso 7 marzo la 35enne Nicoletta Bresolin, assessore a sociale, pari opportunità e politiche giovanili del Comune di Cartigliano ha ricevuto a Mestre l’edizione 2025-2026 del premio “Quando la Volontà vince ogni Ostacolo” .
Ogni anno il riconoscimento viene assegnato a uno tra i candidati segnalati dai vari club Rotary – Inner Wheel del nord-est italiano, scelti per aver dimostrato una particolare forza d’animo e capacità nell’affrontare e superare la propria situazione di disabilità, ritagliandosi un ruolo di rilievo nella società. La destinataria del premio di quest’anno, si legge nella motivazione “si è dimostrata esempio di rinascita attraverso un processo costellato di volontà ed energia, essendo riuscita a realizzarsi nello studio, nel mondo del lavoro e come assessore ai servizi sociali”.
Nicoletta attualmente lavora e dal 2019 ricopre la carica di assessore a Cartigliano. La sua storia è un esempio di resilienza e forza d’animo: l’abbiamo ripercorsa con lei.
Nicoletta, se dovessi spiegarlo a chi non ti conosce, per che cosa sei stata premiata?
Prima di tutto devo dire che per me è stato un riconoscimento davvero emozionante: hanno premiato la mia forza di volontà, la determinazione e il coraggio nell’affrontare gli ostacoli quotidiani. La mia vita di normale adolescente è stata travolta a 16 anni, a causa di un incidente stradale. Improvvisamente sono stata catapultata in una realtà che non conoscevo. Sei mesi di ospedale e poi un periodo di rifiuto totale della nuova situazione: non uscivo più di casa e non volevo vedere nessuno per la vergogna.
Poi però c’è stato un momento di svolta… ci parli del percorso che ti ha portato a quella che sei ora?
La mia famiglia mi ha sempre sostenuta, ma la figura che davvero mi ha dato una spinta è stata una docente dell’istituto che frequentavo prima dell’evento. La ringrazierò sempre perché senza la sua benevola insistenza non avrei finito le scuole superiori. Ce l’ho fatta, e non solo, mi sono iscritta all’università e ho conseguito la laurea in Servizio Sociale. Le scelte che ho fatto seguendo le mie inclinazioni e il mio nuovo modo di vedere il mondo si sono concatenate in modo positivo, tanto che nel 2019 il Sindaco del mio paese mi ha chiesto di candidarmi con la sua squadra alle amministrative e sono diventata assessore. Poco dopo sono riuscita a trovare un lavoro nell’Ulss 7 di Bassano e oggi ho una vita super impegnata e colorata!
Hai parlato del tuo nuovo modo di vedere il mondo: cosa ha cambiato in te l’essere una persona con disabilità?
MI ha cambiato radicalmente, perché purtroppo finché un problema non ti travolge, non lo capisci, non lo comprendi e lo eviti. Sono cresciuta e sono riuscita a riportare la mia esperienza nella quotidianità delle scelte che facciamo come amministrazione comunale, tenendo sempre presente le barriere architettoniche.
Secondo te in questi vent’anni è cambiata la sensibilità verso la disabilità nei contesti pubblici?
Qualcosa è cambiato, c’è più attenzione ma se mi chiedi se abbiamo superato l’ostacolo della disabilità io ti rispondo assolutamente no! Le persone oggi sono piene di stereotipi difficili da scardinare.
Cosa ti dà più fastidio nella tua vita di tutti i giorni?
Può sembrare un cliché, ma uno tra gli atteggiamenti più fastidiosi è sicuramente quello di chi parcheggia nel posti riservati alle persone con disabilità senza avere il relativo contrassegno. A questo si aggiungono, spesso in modo ancora più sottile, ma altrettanto pesante, l’indifferenza, l’apatia, il disinteresse e l’insensibilità.
I limiti sono superabili secondo te?
È importante provarci sempre, anche quando ci si trova di fronte a un ostacolo apparentemente insormontabile e fermarsi potrebbe sembrare la soluzione più semplice. Tentare ha valore comunque, perché permette di mettersi in gioco e di sviluppare una consapevolezza di sé che spesso non si immaginava di possedere. Il supporto degli altri è fondamentale, però la forza e la determinazione hanno origine, in primo luogo, dentro ciascuno di noi.


