AttualitàEvidenzaSeven +
  • 4 min lettura

Nuovo Codice della Strada

Via libera del governo al nuovo Codice della Strada: cosa prevede la nuova riforma.

Domenico Riccio Domenico Riccio
  • Ott 14, 2026

magzin magzin

Dopo un ampio confronto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con associazioni di settore, tecnici e imprese, il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Codice della Strada che ora dovrà completare l’iter normativo e potrebbe entrare in vigore nel 2027.

Tra le novità più importanti ci sarà il divieto di marcia a tempo indeterminato per chi viaggia senza assicurazione, una maggiorazione delle sanzioni per chi verrà trovato alla guida di autobus e mezzi adibiti al trasporto senza avere i dovuti requisiti e l’obbligo di assicurazione secondo le regole italiane per le auto straniere che circolano nel nostro paese per più di 30 giorni.
Il nuovo CDS prevede anche la semplificazione delle procedure relative al Contrassegno per i disabili, adattandosi alle procedure europee che prevedono il Contrassegno Unificato Disabili Europei (CUDE), che verrà riconosciuto su tutto il territorio nazionale uniformando le leggi tra i vari Comuni.
Più attenzione anche per i motocicli, con in programma l’istallazione di barriere stradali salva-motociclisti.

Anche se la nuova normativa prevede una riduzione delle multe, il ministero dei trasporti ha specificato in una nota a margine del Consiglio dei Ministri che:
“Le sanzioni devono avere una funzione deterrente e non vessatoria, infatti il testo prevede un inasprimento delle misure contro i comportamenti più pericolosi, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza di tutti gli utenti della strada”.
Sempre nella nota del Mit: “La riforma è orientata anche ad ottimizzare l’impiego delle risorse umane. L’attuale Codice prevede, infatti, un utilizzo limitato degli ausiliari di polizia stradale, circoscritto all’accertamento di specifiche violazioni delle norme di comportamento (in particolare, la sosta in assenza di titolo). Il nuovo testo, intende, per contro, riconfigurare il ruolo di tali soggetti, promuovendone l’impiego come veri e propri “ausiliari del traffico” per sopperire alle carenze di organico delle forze di polizia locale e per migliorare la gestione della circolazione stradale.
In particolare – si legge ancora nella nota – si prevede che, a seguito dell’ottenimento di specifica abilitazione, gli ausiliari di polizia stradale potranno essere utilmente impiegati in situazioni critiche per la circolazione, per la regolazione del traffico agli incroci delle strade, in assenza o in sostituzione dei semafori, o in ogni situazione di congestione della circolazione, ovvero per la segnalazione o rilevazione degli incidenti con soli danni a cose su strade diverse dalle autostrade e dalle extraurbane principali
”.

Tra le innovazioni previste nel nuovo Codice della Strada ci sarà anche l’introduzione dei controlli telematici: non ci sarà più l’obbligo di avere patente e libretto di circolazione cartacei, ma basterà una copia elettronica conservata in banche dati digitali nazionali.
Stessa sorte per i verbali di contestazione delle infrazioni che saranno redatti solo in copia digitale e caricate su apposite piattaforme telematiche.

Cambiano anche le sanzioni per il superamento dei limiti di velocità: la multa verrà calcolata su ogni km/h in eccesso rispetto al limite, con 10€ di sanzione per singolo km/h.
Questo vuol dire che se l’autovelox registrerà una velocità di 61 km/h in una strada con il limite a 50, la multa sarà di 110€. Una velocità di 130km/h su una strada col limite a 110 comporterà una multa di 200€.

In risposta alla nota del ministero è arrivata la reazione del Codacons:
“Ridurre o aumentare gli importi delle sanzioni non migliora la sicurezza stradale nelle nostre città, e le misure previste nel nuovo Codice della strada non sembrano andare nella direzione giusta. La riduzione generalizzata degli importi delle multe stradali di certo non spingerà gli automobilisti a prestare più attenzione alle regole, ma più in generale le novità del Codice della strada appaiono più come fumo negli occhi che come reali interventi in favore degli utenti delle strade e della sicurezza. La verità è che in assenza di controlli sul territorio qualsiasi nuova disposizione rimane sulla carta e non produce alcun effetto concreto: basti pensare all’esperienza dei monopattini, con le regole su casco, divieti di circolazione, divieto di trasportare passeggeri, limiti di velocità, costantemente violate nel nostro Paese. Ciò che davvero serve non è cambiare le norme del Codice della strada, ma ottenere il rispetto di quelle che già esistono, prevedendo controlli a tappeto contro i trasgressori e lottando contro il far west stradale che caratterizza le nostre città”.



E anche per oggi, dalle strade italiane, è tutto.

Condividi:
Domenico Riccio

“Ho lavorato come Responsabile Comunicazione in ambito politico per anni, poi ho deciso di fare il salto dall’altro lato. Appassionato di politica, storia e citazioni. Vedo il giornalismo come l’arte di raccontare la verità, non formare opinioni.”