L’Italia: un Paese di santi e navigatori? Di più: un Paese di santi a cui votarsi, per i costi sempre in aumento dei trasporti, e di navigatori satellitari. Il mondo del trasporto pubblico non di linea – taxi e NCC, Noleggio Con Conducente – ha fatto il pieno. Non di carburante però, ma di sopportazione. E la notizia nella notizia è che per la prima volta tassisti e operatori NCC si muovono assieme per la causa comune.
Ma si muovono per fermarsi: di fonte alle mancate misure del Governo e del Parlamento per ridurre l’impatto del caro carburanti che sta mettendo in ginocchio entrambe le categorie, per la giornata di lunedì 26 ottobre è stato infatti indetto uno sciopero nazionale unitario degli NCC assieme ai tassisti.
Ad aggiornarci sugli sviluppi è come sempre Nereo Cuman, titolare di un’azienda di NCC a Pove del Grappa, nel suo ruolo di segretario regionale veneto dell’ANITraV (Associazione Nazionale Imprese Trasporto Viaggiatori) per le province di Vicenza, Verona, Rovigo e Belluno.
“Mercoledì pomeriggio – riferisce Cuman – si sono riuniti a Roma i presidenti nazionali delle associazioni di categoria, da MuoverSì ad ANITraV e altre ancora, e l’Unione RadioTaxi d’Italia, in quanto in mattinata erano stati pubblicati gli emendamenti da portare per la votazione alla Camera, con le agevolazioni che il Governo doveva applicare per i trasportatori, dagli NCC, ai taxi eccetera.”
“Non sono state confermate le richieste che erano state a suo tempo fatte dalle associazioni di categoria – continua –. Hanno, come sempre, agevolato in maniera palese i taxi dando a loro delle agevolazioni fiscali che non sono state assegnate agli NCC. In ogni caso, alla riunione delle associazioni di categoria si è deciso di fermarci per una manifestazione per una giornata. Quindi è ufficiale che lunedì 26 ottobre si fermerà il trasporto pubblico non di linea.”
“Tra i promotori principali – il segretario regionale ANITraV – c’è anche il presidente nazionale dell’Unione RadioTaxi, che nonostante il fatto che i taxi abbiano avuto delle agevolazioni maggiori da parte del Governo, ha pensato di proporre lui il blocco degli spostamenti nella giornata del 26. Le altre associazioni di categoria hanno ufficializzato oggi la loro adesione allo sciopero.”
“Il gasolio costa tanto per me, tanto per i tassisti, tanto per gli agricoltori con i trattori, tanto per i trasportatori con i camion – incalza il portavoce degli NCC –. Pertanto non ci vuole disequità, ci vuole eguaglianza per tutti. O ci danno quelle agevolazioni fiscali che ci hanno promesso oppure la sospensione dall’attività potrà essere anche più lunga di una giornata. Perché stavolta siamo decisi ad andare avanti.
“Le associazioni di categoria – conclude Nereo Cuman – sono stanche di farsi prendere per i fondelli da parte del Ministero dei Trasporti che ci disattende e non ci considera.”
In vista degli emendamenti al ddl n. 162/2026 in materia di misure urgenti su accise sui carburanti, autotrasporto ed esenzioni fiscali, da presentare alla Commissione Finanze della Camera prima del voto in Aula, la Federazione MuoverSì (a cui aderisce anche ANITraV) aveva trasmesso una propria proposta di emendamento finalizzata a istituire un fondo specificamente destinato agli operatori taxi e NCC, per un importo di 50 milioni di euro, senza introdurre limitazioni legate alla classe ambientale dei veicoli o alla data di stipula dei contratti di Noleggio Con Conducente.
“Taxi e NCC utilizzano il carburante per lavorare: per questo deve essere riconosciuto a tutti gli effetti come carburante professionale. Non si tratta di chiedere un privilegio, ma di riconoscere la specificità di attività economiche nelle quali il carburante rappresenta uno dei principali costi di esercizio.”
È quanto afferma un comunicato di ANITraV nazionale, a firma del presidente Mauro Ferri, diffuso l’altro ieri mattina, 7 ottobre, prima dell’approvazione degli emendamenti in Commissione. “Dopo mesi di aumenti e di richieste rimaste senza risposte concrete – ha aggiunto l’associazione nazionale di categoria –, il settore si attende adesso fatti.” Conclude la nota di ANITraV del 7 ottobre, in vista dell’esito degli emendamenti da approvare: “Non si escludono proteste di piazza.”
E così è stato. Le richieste delle associazioni di categoria non sono state accolte e il prossimo 26 ottobre per la prima volta NCC e tassisti incroceranno assieme le braccia, in mancanza di santi a cui votarsi, per un’intera giornata di mobilitazione, ma senza mobilità.
Insomma: animi accesi e motori spenti.


