Bassano del GrappaEventiEvidenza
  • 6 min lettura

La Vera bravura

Il Premio Eccellenze Musicali “Mario Michele Faliero” assegnato quest’anno alla giovane pianista Vera Cecino, che a Villa Rezzonico ha strabiliato il pubblico presente per la sua qualità interpretativa. Un altro talento della musica del nostro territorio premiato dalla promotrice e madrina dell’evento Susanna Gherlani.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ott 9, 2026

magzin magzin
Vera Cecino

E sono cinque. Dalla prima edizione del 2022, il Premio Eccellenze Musicali “Mario Michele Faliero” ha acceso meritatamente i riflettori su una cerchia selezionata di artisti di cui, come veneti, dobbiamo andare fieri: il clavicembalista Cristiano Gaudio (2022), il sassofonista Luis Lanzarini (2023), il violista Teodoro Baù (2024), il pianista Marco Pomelli (2025). C’è anche il premiato – anzi la premiata – 2026, ma è la figura protagonista di questo articolo e quindi ne scriverò di seguito. Segni particolari: sono tutti giovani talenti della musica, originari dei nostri territori e già affermati sul piano internazionale.

I loro curriculum, tra premi, concerti e anche incisioni discografiche, sono impressionanti, con successi mietuti non solo ma principalmente all’estero. Ciò che mancava era un riconoscimento alla loro arte musicale nella loro terra d’origine.

Ed è proprio questo lo scopo del Premio Eccellenze Musicali “Mario Michele Faliero”, istituito e annualmente promosso da Susanna Gherlani, medico odontoiatra per professione e cantante di musica antica per passione, in memoria dell’amatissimo marito, prematuramente scomparso nel 2022.

Un evento con concerto, di cui la consegna del Premio costituisce l’atto conclusivo, che nel mese di ottobre di ogni anno prende vita nel salone principale di Villa Rezzonico in città. Quest’anno la serata viene come sempre introdotta dalla promotrice e madrina dell’iniziativa Susanna Gherlani, che legge la sua dedica al marito, affiancata dal curatore di Villa Rezzonico Mario Bonaldi per il suo saluto a nome della struttura settecentesca che ospita l’avvenimento.

Il tutto in onore della destinataria dell’edizione 2026 del Premio Eccellenze Musicali: la pianista Vera Cecino.

Non riporto per intero il suo curriculum artistico perché finirei col riempire lo spazio di questo articolo. E il bello è che Vera ha soltanto 22 anni. Basterà dire, in poche righe, che si è avvicinata allo studio del pianoforte all’età di 6 anni con l’insegnante Maddalena De Facci, sotto la guida della quale si è diplomata a soli 17 anni, con 10 e Lode, al Conservatorio “Maderna” di Cesena. Si è poi perfezionata al Conservatorio “Pollini” di Padova e attualmente frequenta la Kunstuniversität, università di Musica e Arti dello Spettacolo di Graz e il Corso di musica da camera con archi all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma.

Dal 2018, e cioè da quando aveva 14 anni, si è esibita regolarmente in recital solistici e cameristici in tutta Italia e in tutta Europa. A 13 anni ha debuttato da solista con l’orchestra e da allora ha suonato con varie orchestre italiane e non solo. Ha inoltre già vinto numerosi premi in concorsi pianistici internazionali. Stiamo parlando quindi di un enfant prodige che in pochi anni ha non solo confermato, ma persino superato le aspettative.

Dopo il consueto ricordo di Mario Michele Faliero, colonnello in congedo dell’Esercito, tratteggiato come sempre con affetto dal generale in congedo Matteo Quercia, che è stato suo superiore militare ma anche suo fraterno amico e testimone di nozze, la serata apre il programma artistico.

E la scaletta dell’evento comincia con l’altrettanto consueta lettura di una poesia “dedicata a Michele con affetto”, scritta dalla poetessa Mimma Faliero, sorella dello scomparso, e declamata da Mercedes Vidale con l’accompagnamento al pianoforte del maestro, napoletano di nascita ma bassanese di adozione, Luigi Ferro.

Quello del maestro Ferro è un nome noto alla cronache cittadine e non solo, nella sua veste di organizzatore delle “Maratone pianistiche”, le non-stop al pianoforte, con vari musicisti che si susseguono alla tastiera, che da ben 25 anni regalano liberamente al pubblico dei concerti all’aperto in storici e prestigiosi luoghi del Veneto, Ponte di Bassano, Piazza degli Scacchi di Marostica, Logge di Asolo e Tempio di Canova a Possagno compresi.

La presenza di Luigi Ferro alla serata non è casuale. Come racconta lui stesso, conosce infatti Vera Cecino sin da quando era bambina e partecipava con entusiasmo alle sue maratone col pianoforte. Poi, parafrasando Celentano nella Via Gluck, quella ragazza ne ha fatta di strada.

E quella strada la porta adesso a Villa Rezzonico. La pianista Vera si presenta con un dolce e quasi timido sorriso che nasconde la grinta e la potenza espressiva della sua arte che rivelerà di lì a poco. Prima accompagna Susanna Gherlani che esegue al canto l’aria “Che farò senza Euridice” dall’opera “Orfeo” di Christoph Willibald Gluck (a proposito di Via Gluck). Poi la scena è tutta sua e Vera, senza spartiti e con le note tutte nella sua memoria, esegue il suo concerto con un repertorio a dir poco tosto.

Il Preludio e Fuga in La Bemolle maggiore BWV 862, WK I di Johann Sebastian Bach, il Preludio, Fuga e Variazione, Op. 18 di César Franck, la Pavane pour une infante défunte di Maurice Ravel, la Toccata – troncata della compositrice russa Sofija Gubajdulina, tre Sonate di Domenico Scarlatti e come gran finale il Preludio, Corale e Fuga ancora di César Franck. Sono le musiche suonate al pianoforte che riempiono l’atmosfera del salone della Villa.

In questa occasione mi trovo a sedere su un lato della prima fila del pubblico, dietro alle spalle della concertista. Riesco quindi ad osservarne completamente i movimenti delle mani e delle dita sulla tastiera, che nonostante la difficoltà esecutiva dei brani prescelti sembrano muoversi, come avrebbe detto il grande Sandro Ciotti nelle sue radiocronache calcistiche, “con irrisoria facilità”. Ma più che “irrisoria” è una facilità “illusoria” perché è il frutto di anni e anni di studio, costanza, applicazione e continuo perfezionamento tecnico. C’è anche “l’emotività” dell’interpretazione, ma quella è la conseguenza della padronanza dello strumento e non la causa.

Grandi applausi al termine di ogni brano e applausometro alle stelle al termine del concerto. Vera Cecino riceve quindi da Susanna Gherlani il meritato Premio Eccellenze Musicali “Mario Michele Faliero”, prima di concludere la sua esibizione accompagnando nuovamente la madrina e promotrice dell’evento, che canta la celebre Plaisir d’amour (tanto per capirci, la romanza ripresa da Elvis Presley nel suo classico successo Can’t Help Falling in Love with You), composta nel ‘700 da Jean Paul Egide Martini.

È il culmine di una serata che non è stata solo un riconoscimento all’eccellenza nell’arte musicale.

È stata anche e soprattutto un’occasione per apprezzare la Vera bravura.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.