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I pensieri di Tich

L’editoriale definitivo sul caso Giada Pontarollo – Giuseppe Pippo Fraccaro

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ott 7, 2026

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Giuseppe Pippo Fraccaro al “buffet della discordia” nel belvedere di Palazzo Sturm, assieme al presidente della Camera Lorenzo Fontana (foto da Facebook / Giuseppe Pippo Fraccaro)

E dopo i pensieri di Pippo, arrivano i pensieri di Tich. Mai avrei pensato di dedicare il mio tempo a una vicenda apparentemente di poco conto, se non trascurabile rispetto alle vere questioni della città, come la performance social dell’assessore comunale alla Cultura di Bassano del Grappa Giada Pontarollo nei confronti del noto volontario bassanese Giuseppe Pippo Fraccaro.

Ma ho scritto “apparentemente” perché non si tratta di una vicenda di poco conto.

È un campanello d’allarme sugli atteggiamenti di certa politica di oggi, applicati in questo caso a livello comunale, che tendono sempre più all’impunità delle parole. Vale a dire il preoccupante precedente di un amministratore comunale che si permette di dileggiare su Facebook – e quindi pubblicamente – un privato cittadino, facendolo passare come un mangiatore a scrocco, solo perché il privato cittadino ha postato un intervento su cui l’amministratore pubblico non era d’accordo.

L’imbarazzante episodio, già riportato nel nostro cliccatissimo articolo di ieri “I pensieri di Pippo”, è ormai noto in città. Lo riassumo ai minimi termini.

Giuseppe Pippo Fraccaro, in veste di rappresentante dell’RDS (Reparto Donatori di Sangue) Monte Grappa, domenica scorsa 4 ottobre ha partecipato alla cerimonia di presentazione al Castello e di inaugurazione della statua di Sammy Basso al belvedere del Terraglio. Il giorno dopo è tornato sul posto, ha scattato una foto dalla “panchina di Sammy” per riprodurre la “visuale” della statua, limitata dal muro del belvedere, e ha scritto sul suo profilo Fb: “Questo è quello che vede Sammy, non è un bel vedere, almeno vedesse il ponte del Palladio!!!”. Un intervento certamente discutibile, e infatti così è stato.

È scattata la solita ridda di commenti (Fraccaro è attivissimo su Facebook e i suoi post si spargono urbi et orbi), in gran parte negativi. Tra questi, il commento dell’assessore Giada Pontarollo che ha scritto le seguenti testuali parole: “Poi però il buffet a scrocco era ottimo vero caro Giuseppe?”.

Il riferimento era al buffet offerto dal Comune di Bassano agli invitati alla cerimonia, al termine della stessa, su un altro belvedere: quello di Palazzo Sturm. A quel buffet ha partecipato anche Fraccaro, come tutti gli altri convenuti, dal presidente della Camera Lorenzo Fontana in giù.

Fraccaro ha subito risposto all’assessore: “Giada Pontarollo non era a scrocco ero invitato”. E ha postato lo screenshot dell’invito del sindaco Nicola Ignazio Finco alla cerimonia. Infine, il volontario bassanese ha postato ieri un lungo e serio intervento, rivolto alla Pontarollo, in cui ha espresso tutte le ragioni del suo sentirsi “profondamente umiliato da una frase che, sinceramente, non avrei mai pensato di sentirmi rivolgere dopo una vita dedicata al volontariato”.

Voglio essere chiaro e limpido: l’assessore Giada Pontarollo, come tutti, è liberissima di intervenire sui social. Ma sui social si sparano troppo spesso parole a caso e chi riveste un ruolo pubblico dovrebbe ricordarsi dell’istituzione che rappresenta. Perché le sue parole hanno un valore istituzionale a prescindere. Il problema è che invece di rispondere nel merito al post di Fraccaro, contestando anche duramente le considerazioni di quest’ultimo sul “belvedere di Sammy”, l’esponente di giunta è uscita dal seminato dandogli dello scroccone. Una replica fuori tema, un errore tattico e soprattutto una gaffe stratosferica, visto che alla cerimonia con buffet conclusivo il volontario Pippo Fraccaro era stato formalmente invitato.

Sempre ieri, dopo la pubblicazione dell’articolo “I pensieri di Pippo” su Seven Magazine, l’assessore Pontarollo mi ha scritto su WhatsApp affermando che non c’è stata “nessuna gaffe” e che “non sa più come spiegarlo”. Le ho risposto che se voleva replicare, io ero a disposizione. Fine della chat. La replica non è arrivata e adesso è fuori tempo massimo.

E allora sono andato a riguardarmi sul dizionario il significato della parola “gaffe”: “Una parola detta o un’azione compiuta in modo inopportuno che genera imbarazzo…” eccetera eccetera.

Cos’altro è stata dunque, se non è stata una gaffe, la sortita dell’amministratrice comunale? Perché spero ardentemente che l’assessore alla Cultura della giunta del sindaco Nicola Finco sia a conoscenza della determinazione dirigenziale del Comune di Bassano del Grappa, firmata dal responsabile dei Servizi di Staff, per l’“Affidamento del servizio di rinfresco per la cerimonia dedicata a Sammy Basso – 4 ottobre 2026”.

Nell’atto dirigenziale che ha stabilito l’affidamento del servizio alla ditta Miotti (Caffè Danieli), viene considerato che “al termine della Cerimonia che si svolge in Città, l’Amministrazione desidera offrire un piccolo rinfresco riservato alle Autorità ed alle Rappresentanze ufficiali delle Associazioni allo scopo di perseguire, nell’ambito dei propri fini istituzionali, un’adeguata proiezione all’esterno della propria immagine, di mantenere ed accrescere il proprio prestigio e di valorizzare il ruolo di rappresentanza”.

Tutto scritto, nero su bianco. Ergo: il rinfresco era riservato alle Autorità e “alle rappresentanze ufficiali delle Associazioni”. Fraccaro, invitato alla cerimonia, rappresentava ufficialmente all’evento per Sammy un’associazione e cioè l’RDS – Reparto Donatori di Sangue Monte Grappa. Quindi Fraccaro rientrava nel novero dei destinatari del buffet e non era assolutamente a scrocco.

Fine. Stop. Autogol dell’assessore e palla al centro. E spero proprio che la “narrazione” distorta su questo episodio volga al termine. Perché se al buffet dopo la cerimonia ha scroccato Giuseppe Pippo Fraccaro, allora ha scroccato anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana. Chi avrà il coraggio di dirglielo?

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.