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Sanità Pubblica: arrivano i nuovi LEA

Livelli Essenziali di Assistenza: 800 prestazioni in più possibili. Ma per adesso senza fondi aggiuntivi alle Regioni.

Domenico Riccio Domenico Riccio
  • Ott 3, 2026

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Foto di Antonio_Corigliano da Pixabay

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero della Salute con cui il governo ha aggiornato la lista delle prestazioni che si posso fare con il Servizio Sanitario Nazionale, gratuitamente o con il pagamento del ticket. Sono state aggiunte circa 800 prestazioni e terapie, tra le più significative l’ampliamento dei programmi di screening neonatale per il controllo di patologie rare già dalle prime settimane di vita, controlli per la prevenzione oncologica, oltre a nuovi protocolli per le malattie croniche e aggiornamenti nell’ambito dei dispositivi medici e protesi. Verranno implementate anche le prestazioni legate ai disturbi dell’alimentazione, come cicli di psicoterapia sia individuale che collettiva.

L’ultimo aggiornamento dei LEA risale al 2017, ma è arrivato alla piena attuazione solo nel 2024 con lo sblocco del “decreto tariffe”.

Le prestazioni saranno erogate sia nelle strutture pubbliche che in quelle private convenzionate a partire dal 30 ottobre.

Il decreto prevede una spesa intorno ai 149,5 milioni di euro annui, ma allo stesso tempo non stanzia nuove risorse apposite da destinare alle Regioni per coprire la spesa, imponendo alle stesse di riorganizzare autonomamente i bilanci per far fronte alla spesa.

Il rischio concreto è di aggravare la disuguaglianza dei sistemi sanitari regionali e che le prestazioni siano davvero disponibili solo per chi vive in determinate Regioni o potrà permettersi di spostarsi per le cure.

“Con la pubblicazione dei nuovi LEA in Gazzetta Ufficiale scriviamo un capitolo decisivo per dare ai cittadini un Servizio Sanitario Nazionale più moderno, più equo e più vicino ai loro reali bisogni di salute. Si tratta di un provvedimento che ho fortemente voluto per garantire a tutti gli italiani, ovunque risiedano, l’accesso a prestazioni e servizi innovativi. Perché non ci siano una sanità di serie A e una di serie B, ma ci sia un Servizio Sanitario Nazionale più giusto per tutti. Questo è stato un obiettivo di governo fin dal nostro insediamento”. Così il Ministro della Salute, Orazio Schillaci.

“L’aggiornamento dei Lea è un risultato importante per il Servizio sanitario nazionale e va dato atto al ministro della Salute, Orazio Schillaci, e alle istituzioni coinvolte di aver portato a compimento un intervento atteso e significativo. Ora la sfida è tradurre queste nuove opportunità in assistenza concretamente accessibile in tutto il Paese, riducendo le differenze tra i territori” ha dichiarato Giuseppe Quintavalle, presidente della FIASO, la Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere.

Dopo l’aggiornamento dei LEA, atteso da anni, ora la partita si sposta dalle norme alla loro applicazione. Alle Regioni il compito di trasformare il decreto in visite, esami e terapia realmente disponibili. Ma avendo solo 30 giorni a disposizione, sarà quasi impossibile coprire queste 800 prestazioni, oltre che per le spese vive anche per una questione di macchinari e personale qualificato. Quindi, per ora, l’unico modo di accedere a molte di queste prestazioni è rivolgersi ai centri convenzionati, quindi continuare a creare debito per le regioni in favore della sanità privata.

Come diceva Antonio De Curtis… e io pago!

Domenico Riccio

“Ho lavorato come Responsabile Comunicazione in ambito politico per anni, poi ho deciso di fare il salto dall’altro lato. Appassionato di politica, storia e citazioni. Vedo il giornalismo come l’arte di raccontare la verità, non formare opinioni.”