Eccolo qua. Lo stavo aspettando. È il “Fascicolo emendamenti” al disegno di legge del Governo “Disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie” che prevede, tra le altre cose, l’istituzione del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa con un circondario di competenza ampiamente allargato rispetto a prima. Il fascicolo in questione è un clamoroso malloppo di ben 54 pagine, depositato alla Commissione Giustizia della Camera. Vi sono contenute tutte le proposte emendative al testo originario del ddl. Si tratta ancora di una “bozza non corretta”, ma dentro c’è tutto.
La Commissione di Montecitorio dovrà prima pronunciarsi sull’ammissibilità di ciascun emendamento contenuto nel documento. Ma per non essere ammissibile, una proposta di modifica dovrebbe essere, per usare un linguaggio spicciolo, quanto meno “fuori tema”. È probabile dunque che gli emendamenti passeranno tutti a questo primo vaglio di giudizio o comunque la stragrande maggioranza.
La riunione della Commissione sull’ammissibilità delle proposte doveva svolgersi ieri ma è stata rinviata. “La seduta è stata rinviata ma non è stata fissata ancora una nuova data – riferisce a Seven Magazine il deputato vicentino di Forza Italia Erik Pretto –. Potrebbe tenersi la prossima settimana ma non è neppure scontato perché la prossima settimana abbiamo la legge elettorale.”
In attesa della “calendarizzazione” ancora da fissare, staremo a vedere. Poi, in una successiva e decisiva riunione, la Commissione Giustizia voterà per l’approvazione degli emendamenti ammessi, uno per uno. È qui che sarà battaglia e avverrà la scrematura conclusiva del testo con la selezione risolutiva degli emendamenti: o dentro o fuori.
Infine, il testo definitivo emendato del ddl passerà all’Aula di Montecitorio per la discussione a approvazione. E qualora il testo di legge venisse approvato dalla Camera, saremmo appena a metà del percorso. Perché poi l’intero iter dovrà ripartire daccapo al Senato. E i tempi della legislatura nazionale che scadrà l’anno prossimo – tanto per intenderci – cominciano ad essere stretti.
Ma, Houston, abbiamo come sempre e per l’appunto un problema.
L’insieme degli emendamenti del fascicolo-monstre depositato in Commissione “stravolge” completamente il senso originario del ddl del ministro Nordio che si è concentrato su appena 8 (lo scrivo in numero così salta meglio all’occhio) sedi giudiziarie lungo lo Stivale, isole comprese. E di queste 8 sedi, l’unica che viene realmente istituita è quella di Bassano del Grappa. Le altre 7, anche se formalmente soppresse dalla riforma del 2012, hanno continuato a funzionare fino ad oggi, per motivi che qui ometto per non dilungarmi, con una sorta di “permesso speciale” dello Stato.
Si tratta dei quattro tribunali abruzzesi di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto e delle tre sedi distaccate insulari di Ischia, Lipari e Portoferraio. Per questi 7 uffici giudiziari già risparmiati dalla chiusura che era stata decretata, il ddl prevede la “stabilizzazione” e cioè il ripristino definitivo.
L’unico tribunale che rinascerebbe da zero, dopo le soppressioni a pioggia della riforma della geografia giudiziaria del 2012, è pertanto quello di Bassano del Grappa. La qual cosa ha fatto scoperchiare il vaso di Pandora, in modalità “E io chi sono?”: il fascicolo degli emendamenti contiene infatti proposte di ripristino di tribunali in tutta Italia, ovviamente presentate dai deputati di riferimento dei rispettivi territori.
C’è di tutto e di più. Partiamo innanzitutto dagli emendamenti di casa nostra, già anticipati da alcuni miei articoli precedenti, che riguardano l’articolo 2 del ddl che istituisce il Tribunale di Bassano.
C’è la proposta di modifica dell’on. Erik Pretto che chiede l’esclusione dalla circoscrizione giudiziaria di Bassano del Grappa di 18 Comuni dell’area thienese nell’Alto Vicentino. Non manca l’emendamento dell’on. Rachele Scarpa del Pd che oltre ai 18 Comuni dell’Alto Vicentino esprime la medesima proposta per 8 Comuni dell’area castellana nel Trevigiano.
E c’è pure la spada di Erik, che sarà accantonata in un primo momento ma che l’on. Pretto è pronto a tirare fuori nel caso in cui l’istanza relativa all’Alto Vicentino non venisse accolta: l’emendamento che chiede la soppressione secca dell’istituzione del Tribunale di Bassano del Grappa, cassandola dall’articolo 2 del ddl e annullando di conseguenza tutte le disposizioni successive.
Tutto il resto del fascicolo, che non sintetizzo nemmeno al minimo per non tediarvi, riguarda una lunghissima serie di proposte di modifica al testo per il ripristino di tribunali e di sedi distaccate oggetto della soppressione di quattordici anni fa, in tutta Italia, da nord a sud. Ogni ripristino ha ovviamente un suo costo e ogni emendamento ne indica anche la copertura, più l’indicazione al Ministero della relativa determinazione della pianta organica del personale necessario. Ma la coperta è corta, anzi cortissima, e dentro potranno starci solamente in pochi.
Gli onorevoli proponenti della resurrezione dei rispettivi palazzi di giustizia lungo lo Stivale e nelle isole non hanno tenuto minimamente conto che le procedure informatiche sempre più ricorrenti nella giustizia civile rendono sempre più esigua la presenza fisica delle persone all’interno dei tribunali. In altre parole, che di tutti questi tribunali “di prossimità” non c’è più bisogno. È il festival delle bandierine giudiziarie da appuntare sulla cartina geografica del Paese, che portano consensi e quindi voti sui territori di riferimento.
Prossimamente su questi schermi dunque, come ho già scritto prima, sarà battaglia in Commissione Giustizia. I commissari dovranno decidere col loro voto quali emendamenti inserire nel testo definitivo da portare in Aula e quali invece lasciare fuori. E la scelta, inevitabilmente visti i presupposti, avverrà non in base allo schieramento politico ma per appartenenza o convenienza territoriale.
Queste e altre cose potranno succedere, nella repubblica di Emendopoli.

