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Tutto il Torresin minuto per minuto 

Progetto insediamento produttivo AGB al Torresin: il sindaco di Marostica Matteo Mozzo replica a Italia Nostra ripercorrendo l’iter della vicenda. Oggi il procedimento è sospeso per le “certezze puntuali” richieste all’azienda. Ma l’intervento si farà, accogliendo tutte le richieste dei cittadini espresse in assemblea due anni fa.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Set 18, 2026

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In rosa: la porzione già lottizzata e prevista. In verde: l’area soggetta a variazione urbanistica.

Un comunicato stampa “torrenziale”. Una pioggia di parole, che in un articolo giornalistico è necessario sintetizzare, con cui il sindaco Matteo Mozzo replica al comunicato della sezione di Bassano del Grappa di Italia Nostra sul progetto di insediamento produttivo della azienda metalmeccanica di Romano d’Ezzelino AGB – Alban Giacomo S.p.A. in località Torresin a Marostica. Leggasi al riguardo il nostro già assai cliccato articolo “Suolo ed esclusivamente”.

Mozzo ripercorre l’intera cronistoria della vicenda “per fare chiarezza” e “per onor di cronaca”. Per la serie: tutto il Torresin minuto per minuto.

E pur senza nominare chi ha tirato fuori la questione all’improvviso, e cioè Italia Nostra BdG, la rimprovera per non aver chiesto prima “un appuntamento all’amministrazione comunale per acquisire le informazioni e conoscere nel dettaglio il percorso seguito”, evitando in questo modo che “una vicenda ancora in fase istruttoria venisse raccontata attraverso una ricostruzione che finisce con l’omettere alcuni passaggi fondamentali”.

Tutta questa storia di Marostica parte a… Bassano del Grappa, dove nel 2023 venne bocciato il piano di insediamento produttivo di AGB (assieme a MEB e a Brunello Salumi) nell’area Riva Bianca a San Lazzaro. Verso la metà del 2024 è arrivata all’amministrazione Mozzo la richiesta di AGB “di un incontro per ragionare su una possibile prospettiva di sviluppo a Marostica”. L’azienda aveva individuato l’area del Torresin, “dove peraltro preesisteva – e tuttora esiste – una vecchia lottizzazione mai completata”. In quella fase, spiega il sindaco, “non esisteva ancora alcun progetto formalmente presentato né un interesse legittimo non essendo stato attivato alcun procedimento amministrativo”.

“L’Amministrazione – puntualizza il comunicato – avrebbe potuto limitarsi ad attendere l’eventuale presentazione di una proposta e procedere secondo l’ordinario iter urbanistico. Non ha scelto questa strada. Nonostante le prospettive allora rappresentate dall’azienda, tra cui la possibilità di arrivare a 100 nuove assunzioni e il versamento all’Ente di possibili importanti oneri perequativi, abbiamo ritenuto necessario procedere in maniera diversa e soprattutto trasparente, anche alla luce di quanto accaduto precedentemente a Bassano.”

Da qui gli step successivi: discussione in giunta e in maggioranza e quindi la decisione di confrontarsi preventivamente con il territorio. È stato prima convocato il comitato di quartiere San Vito e poi indetta una riunione pubblica aperta la cittadinanza “per conoscere l’opinione dei cittadini nonché per confrontarsi sulla fattibilità del progetto”. Alla riunione, svoltasi il 29 luglio 2024 a Palazzo Baggio, hanno partecipato oltre 60 cittadini oltre ad alcuni componenti delle minoranze consiliari e della maggioranza.

A fronte “dell’iniziale disponibilità dell’Amministrazione a valutare favorevolmente un possibile insediamento produttivo”, dall’assemblea “sono state poste condizioni e richieste puntuali”. Ovvero: la sistemazione idraulica dell’area; il recupero delle ex scuole elementari di San Vito, edificio in stato di degrado da circa trent’anni, affinché potesse diventare sede del quartiere e la sistemazione della viabilità e delle strade interessate. E ancora la realizzazione di una comunità energetica, con beneficio prioritario per i residenti della zona e la riduzione delle altezze del nuovo insediamento, valutando anche la possibilità di sviluppare parte dei volumi al di sotto del piano stradale.

Dopo quell’incontro, per oltre un anno, l’azienda non ha avuto ulteriori incontri con l’Amministrazione comunale che in questo periodo “ha avuto modo di verificare la fattibilità tecnica dell’intervento e, soprattutto, se fosse concretamente possibile farsi carico delle richieste emerse dal confronto con il territorio”. Solo successivamente, una volta verificata la possibilità di dare risposta alle richieste formulate, è stato avviato l’iter amministrativo.

Ma arriviamo al dunque: oggi a che punto siamo?

“Oggi il procedimento è sospeso – chiarisce Mozzo –, proprio perché l’Amministrazione comunale e gli altri Enti coinvolti hanno chiesto e stanno chiedendo certezze puntuali, documentate e approfondite su ogni singolo aspetto dell’intervento.”

Ma intanto, partendo dall’incontro con la cittadinanza di due anni fa, l’Amministrazione di Marostica “con l’ausilio dei tecnici comunali ha saputo concertare ed ottenere dall’azienda oltre al pagamento del contributo perequativo anche questi importanti risultati”. Vale a dire, in primis: la la sistemazione idraulica definitiva della strozzatura sotto la provinciale nei pressi delle ex scuole. Poi il recupero e restauro delle ex scuole di San Vito (che da solo vale quasi 1.000.000 € extra oneri) il cui piano terra sarà destinato al comitato di quartiere, mentre al piano superiore verranno realizzati due appartamenti che l’amministrazione vuole destinare l’uno a giovani coppie a prezzo calmierato, l’altro da tenere a disposizione per le emergenze di protezione civile nel caso di gravi criticità.

E ancora: la realizzazione di una comunità energetica con una base di disponibilità immediata per i cittadini di oltre 300 kWh di energia elettrica “quindi con un abbattimento importante delle bollette dei cittadini”. E inoltre: la riduzione delle altezze di 5 metri con la realizzazione dell’insediamento 5 metri sotto il manto stradale. “Ed è in fase di valutazione tecnica con il geologo – informa sempre il sindaco – la possibilità di aumentare la parte di struttura interrata per ridurre ulteriormente l’altezza esterna del fabbricato.” Inoltre bis: la viabilità verrà sistemata con gli oneri che saranno pagati al Comune di Marostica per la realizzazione del progetto.

Sono poi state chieste “modifiche al progetto prevedendo ulteriori interventi idraulici e uno studio più accurato del verde che dovrà mitigare e attenuare la visibilità e favorire l’inserimento ambientale dell’opera nel paesaggio circostante con piante ad alto fusto”. E sono state richieste a tale scopo “alberature con altezze che vanno dai 15 ai 20 mt e con un numero di essenze varie e di importante quantità”.

“Questo atteggiamento di totale trasparenza con i cittadini – conclude il sindaco di Marostica in un sussulto di orgoglio mozziano – credo possa essere preso ad esempio da altre Amministrazioni nella gestione di attività così complesse per ottenere benefici maggiori rispetto al minimo di normativa di legge per i propri cittadini ma anche per dare possibilità di sviluppo per le aziende del territorio che in momenti storici particolarmente complessi come quelli attuali decidono di rimanere e investire nel nostro territorio invece che delocalizzare all’estero!”.

Tutto il Torresin minuto per minuto: qui Marostica, a te Ciotti.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.