Non c’è pace davvero per Stefano Giunta, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, al centro di una serie di questioni politiche che stanno da giorni animando le cronache di Palazzo cittadine.
Del suo “licenziamento” dal “perimetro” della maggioranza ad opera degli altri capigruppo di centrodestra, del caso della convocazione della VI Commissione consiliare Lavori Pubblici con il suo nome in calce ma da lui mai firmata e delle sue dimissioni da presidente della VI Commissione consiliare medesima abbiamo già ampiamente scritto. Ora si aggiunge quello che non avrebbe previsto neppure l’Oracolo di Delfi: il suo stesso partito, Fratelli d’Italia, che si dissocia da una sua presa di posizione.
Il pomo della discordia è stato cucinato nel tardo pomeriggio di ieri, in occasione della riunione della VI Commissione Lavori Pubblici che aveva come primo punto all’ordine del giorno l’elezione del nuovo presidente, dopo le dimissioni di Giunta che rimane comunque un componente della Commissione stessa. Per la cronaca, come nuovo presidente è stato eletto dai commissari il consigliere di maggioranza Luca Faccio, capogruppo di Finco Sindaco.
Proprio Stefano Giunta, però, è andato controcorrente indicando per la presidenza di Commissione il nome di Roberto Campagnolo, capogruppo consiliare del Partito Democratico. Apriti cielo. Anzi: apriti Giangregorio.
Con una nota stampa trasmessa questa mattina in redazione dal referente e portavoce Nicola Giangregorio, Fratelli d’Italia Bassano del Grappa prende infatti nettamente le distanze dalla sortita del proprio capogruppo consiliare.
“In merito alla proposta di indicare un esponente del Partito Democratico alla presidenza della Commissione Lavori Pubblici – afferma il comunicato –, Fratelli d’Italia precisa che tale iniziativa è stata assunta a titolo personale dal consigliere Giunta e non è stata preventivamente condivisa né concordata con il partito.”
“Fratelli d’Italia – continua il testo – ribadisce la propria linea politica e conferma che non vi sono accordi politici con il Partito Democratico, né vi è alcuna volontà di promuoverne.” “Riteniamo doveroso fare chiarezza su quanto accaduto affinché non vi siano strumentalizzazioni rispetto alla posizione del partito e alle responsabilità delle singole iniziative – conclude la nota di FdI Bassano –. La nostra linea politica è chiara e viene assunta nelle sedi proprie e nel rispetto delle decisioni condivise.”
Già ieri sera l’endorsement pro Campagnolo di Stefano Giunta aveva generato un comunicato stampa istantaneo del consigliere vannacciano del Gruppo misto e componente della VI Commissione medesima Gianluca Pietrosante, intitolato “FDI predica bene e razzola male” e sottotitolato: “FDI predica contro inesistenti accordi tra Finco, FNV e PD e poi vota Roberto Campagnolo come presidente commissione. L’ipocrisia è servita.”
“Per settimane Fratelli d’Italia ha attaccato il sindaco Nicola Finco, parlando di presunti accordi con il Partito Democratico in vista delle provinciali, quando si stava parlando di Casa dei Comuni a fronte di 85 sindaci firmatari della Provincia – scrive Pietrosante –. Addirittura si è accusato Futuro Nazionale di fare accordi col PD, come ha dichiarato Silvio Giovine, il quale avrebbe portato il caso al tavolo regionale.”
“Ma oggi i suoi consiglieri a Bassano del Grappa, ottava città del Veneto – prosegue testualmente –, hanno palesemente votato il capo gruppo del PD per la presidenza della Commissione lavori pubblici, dopo che il loro capogruppo si è dimesso – tra l’altro – senza validi motivi. Addirittura FDI, nel perorare la causa di Campagnolo, ha perfino elogiato pubblicamente l’operato da vicesindaco di Campagnolo, dimenticando forse come ha gestito la situazione del Ponte Vecchio.”
“È singolare che chi vedeva il PD ovunque quando si trattava di colpire Finco, oggi non abbia avuto alcun problema a sostenere un esponente del Partito Democratico – aggiunge il futurista bassanese –. Due pesi e due misure che dimostrano come le accuse rivolte alla maggioranza fossero soltanto propaganda politica e voler mettere zizzania nella coalizione. Diversamente, i dirigenti locali e provinciali non hanno il controllo del proprio partito in Consiglio a Bassano.”
“La politica richiede coerenza e serietà – conclude Pietrosante –. Non si può gridare allo scandalo per inesistenti accordi triangolari tra Lega, PD e FNv e poi votarne serenamente e convintamente un suo rappresentante nelle sale istituzionali a Bassano (sapendo di perdere la votazione). I cittadini meritano serietà, non lezioni di moralità a corrente alternata.”
Bene. Concluso adesso il capitolo “Dacci oggi il nostro Pietrosante quotidiano”, arriviamo al dunque.
Quello che è accaduto ieri in Commissione non è un puro e semplice malinteso, o se preferite un incidente di percorso, tra Stefano Giunta e il partito di cui è il capogruppo in consiglio comunale. Costituisce un precedente rilevante, come attestano le parole di FdI Bassano e come dimostra anche la stessa scelta di FdI Bassano di rendere pubblico tramite comunicato stampa il proprio disaccordo col diretto interessato.
Se il comunicato di Fratelli d’Italia è arrivato oggi vuol dire che un confronto tra le due parti c’è già stato ieri. E se il buongiorno si vede dal mattino (la nota stampa di FdI è pervenuta alle ore 10:21), la storia potrebbe non finire qui.

