“Vorrei prenotare una camera singola, con prima colazione e una sessione di mental coaching”. Non è una frase di fantasia, perché sto scrivendo della realtà. Nella mia ormai lunga attività giornalistica ne ho viste davvero di ogni: mi mancava però la Spa del pensiero all’interno di un hotel. Niente saune, piscine, massaggi o compagnia bella ma uno spazio di relax e di dialogo per la mente, finalizzato a “ritrovare la calma autentica” e a “riordinare le idee”. Obiettivo ultimo: raggiungere il giusto grado di serenità mentale “per prendere le giuste decisioni”. Un allenamento “per fare chiarezza e lasciar emergere nuove idee creative” che, a quanto pare, viene incontro soprattutto alle esigenze di chi pernotta in hotel per lavoro, con la valigetta 24 ore pronta per l’impegno aziendale, per la visita in fiera, per l’appuntamento professionale o per l’incontro d’affari del giorno dopo. Potremmo quindi considerarlo come un antidoto contro il logorio della vita moderna, per citare la vecchia pubblicità televisiva di un noto aperitivo, celeberrima a noi boomers.
È l’idea, trasformatasi in concreta iniziativa, nata dalla mente – è proprio il caso di dirlo – di Angelo Faresin, mental coach professionista di Colceresa. E cioè quella di proporre delle sessioni di mental coaching all’interno degli hotel, in accordo con gli albergatori che li gestiscono, per i clienti più bisognosi di darsi una regolata allo stress della mente, spesso causato da calendari troppo fitti e da agende troppo piene.
“Il servizio Coaching Time, che è appunto la mia attività, si propone di completare a 360 gradi l’offerta di benessere che già un hotel propone – spiega Angelo Faresin –. Quindi, oltre al buon riposare, al buon mangiare e alla cura del corpo col servizio Spa, ci si prende cura anche della propria mente. Si fa ordine nei pensieri attraverso le sessioni di mental coaching e si esce con le idee più chiare, si prendono migliori decisioni. Possiamo paragonarlo un po’ come se fosse un massaggio mentale.”
Massaggio mentale, in che senso? “Se una persona va in albergo e si fa un massaggio di un’ora alla schiena ne esce che sta meglio – chiarisce il mental coach –. Se una persona fa una sessione di mental coaching in albergo ne esce più leggero e riesce ad affrontare meglio tutte le incombenze, soprattutto chi ha molte decisioni da prendere.”
“Come ogni servizio offerto dall’hotel, in questo caso io come mental coach sono un fornitore dell’hotel che propone il mio servizio al suo cliente – prosegue –. Non è l’albergatore che deve fare il coaching, semplicemente viene formato in modo che alla reception, proprio come sa raccontare il ristorante o la Spa, sappia raccontare anche che cos’è il mental coaching e chi può beneficiarne. Chi ne beneficia di più è ovviamente il cliente cha arriva con tante incombenze e con tanti pensieri per la testa. Quindi si parla principalmente del segmento business cioè di un imprenditore o di un manager che viaggia per lavoro. Una persona di solito singola che arriva in hotel tra un impegno e l’altro e tra una corsa e l’altra, si ritaglia un’oretta o un’oretta e mezza per fare una sessione e ne esce con le idee più chiare.”
“Il progetto – conclude Angelo Faresin – è già operativo, ci sono delle prime strutture alberghiere a Bassano del Grappa che lo stanno proponendo e vorrei sottolineare che è un progetto unico nel suo genere, cioè il primo in Italia a portare il mental coaching all’interno degli alberghi.”
Benvenuti dunque all’Hotel Chiara Mente, pensato per fare un po’ d’ordine in testa alle persone che soggiornano in albergo e che sono fin troppo prese dai tempi di lavoro. Come dire: astenersi perditempo.
