Sì, è vero: il bilancio, le opere pubbliche, la sicurezza, le scuole, i grandi proclami eccetera. Sono sempre questi i “macro temi” su cui ruota mediaticamente l’attività, e la conseguente ricerca di consenso, di un’amministrazione comunale come quella di Bassano. Ma bisogna stare attenti anche a quelle che sono apparentemente delle piccole cose e in questi giorni la maggioranza di governo cittadino, già in tensione per conto proprio, si è improvvisamente sfilacciata per colpa di…una casa.
La casa in questione è l’edificio privato di via Santissima Trinità che avrebbe dovuto essere abbattuto, ricostruito ed ampliato per realizzare un nuovo e ben più grande fabbricato residenziale di cinque unità abitative. Come ho riportato nel precedente articolo “La casa di carta”, lo schema di convenzione urbanistica per il rilascio del relativo permesso di costruire convenzionato, presentato in consiglio comunale dall’assessore Andrea Zonta, è stato respinto col decisivo voto contrario del consigliere di maggioranza Gianluca Pietrosante e con le altrettanto decisive astensioni di altri cinque consiglieri di maggioranza.
In più, come riferitomi da un informatore del KGTich, il capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Giunta era contrario, per varie e motivate ragioni, all’intervento urbanistico da approvare. Al punto che, dopo avere espresso le sue perplessità sia in commissione che in maggioranza, alla riunione di maggioranza della settimana scorsa ha dichiarato che avrebbe votato contro. La linea del coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia era però quella di votare a favore. E così, al consiglio comunale di martedì scorso 28 aprile, probabilmente per non creare attriti pubblici col suo partito e col suo stesso assessore, Stefano Giunta non si è presentato.
Cosa avrà mai avuto di così tanto scabroso quello che all’apparenza era un normale iter urbanistico di ampliamento edificatorio? Non ci resta che indagare. Questo è un lavoro per Sherlock Holmes.
Questione di cubi
La procedura del “permesso di costruire convenzionato” consente delle premialità di aumento edificatorio (incremento di superficie e di cubatura), previste dalla legge, a fronte della sottoscrizione di una convenzione con l’amministrazione pubblica che specifica gli obblighi del proponente privato per soddisfare gli interessi pubblici. In altre parole, si può costruire di più rispetto agli standard urbanistici consueti, a fronte dell’impegno del privato di realizzare opere di interesse pubblico quale avrebbe potuto essere, come in questo caso, un parcheggio ad uso pubblico di 136 metri quadri.
Il consiglio comunale ha discusso e votato appunto l’approvazione dello schema di convenzione per il permesso di costruire del fabbricato residenziale di via Santissima Trinità. E come affermato dall’assessore Andrea Zonta nella sua presentazione al consiglio comunale, il passaggio in consiglio, come previsto dalla normativa regionale, si è reso necessario in quanto “il volume di progetto di costruzione è superiore ai 2000 metri cubi”.
Già: ma superiore di quanto? Di quasi 1000 metri cubi. Per l’esattezza: 2.978,71 metri cubi di volume totale, come è attestato nelle tabelle di progetto. Una volumetria relativa ad un unico corpo di fabbrica a destinazione residenziale sviluppato su tre piani fuori terra ed un piano interrato, su un lotto di terreno di 1.086 mq di superficie e su una superficie utile di progetto di 504,75 mq. Davvero un aumento consistente di volume edificabile, come mi viene riferito, rispetto a quelle che erano state le indicazioni iniziali rese note dall’amministrazione. E non solo per questo, ma anche per questo il capogruppo FdI Stefano Giunta avrebbe maturato la sua posizione contraria all’approvazione dell’intervento.
Questione di Zonta
Ma il vero cuore della nostra indagine è un dettaglio non da poco contenuto nella relazione tecnica descrittiva dell’intervento alla Ss. Trinità. Riguarda un passaggio del paragrafo relativo ai parametri urbanistici, che recita testualmente così: “Le cinque unità abitative avranno le caratteristiche di quanto sopra, come dimostrato nella simulazione dell’attestato di qualificazione energetica redatto dal Dott. Ing. Zonta Daniele.”
Carramba che sorpresa: il dott. ing. Daniele Zonta è infatti il fratello dell’assessore Andrea Zonta, anch’egli ingegnere, nonché suo consocio e contitolare della società di servizi di progettazione e di ingegneria integrata ADZ Srls, fondata dall’ing. Andrea Zonta e dal dott. ing. Daniele Zonta nel 2018, di cui Andrea Zonta è presidente del consiglio di amministrazione e Daniele Zonta è l’amministratore delegato. Lo attesta, nero su bianco, la visura camerale della società ADZ Srls.
Il fratello e socio dell’assessore, cioè, è stato uno dei professionisti incaricati dal proponente privato Progetto Intercasa Srl di redigere le carte necessarie per l’intervento di ampliamento edificatorio alla Ss. Trinità. Nulla di irregolare e nulla di illegittimo, sia chiaro. Ma la questione dell’opportunità politica da parte dell’assessore di esporsi in prima persona per presentare il progetto da approvare, inevitabilmente si pone.
In realtà non svelo nulla di segreto. Perché Bassano non è Londra e via Matteotti non è Baker Street: la città è piccola, ci si conosce soprattutto a certi livelli e certe cose sono risapute. La relazione tecnica descrittiva, inoltre, è un documento pubblico in quanto di competenza del Comune per la proposta di convenzione col privato e tutti (lo spero) i consiglieri comunali hanno avuto modo di consultarla.
Sorprende, tuttavia, che nel dibattito consiliare questa particolare relazione dell’assessore che ha presentato l’intervento da approvare con un professionista direttamente coinvolto nel progetto non sia emersa da nessuna voce e da nessuna parte. Fonti bene informate riferiscono che il sindaco Finco sapesse bene di questa cosa. Ma Nicola Finco, quando è giunto il momento di esprimersi sulla convenzione urbanistica, ha votato a favore.
Elementare, Watson
Perché dunque, come ho scritto nel sottotitolo di questo articolo, il nuovo ed ampliato fabbricato residenziale alla Ss. Trinità, la cui convenzione per il permesso di costruire è stata respinta dal consiglio comunale, è una questione più importante di quanto possa apparire? Elementare, Watson: perché l’assessore, seppure indirettamente, era parte in causa del progetto urbanistico da lui stesso presentato.
L’ultimo indizio
L’ultimo indizio rinvenuto da Sherlock Tich, pardon da Sherlock Holmes, è un messaggio di Gianluca Pietrosante nella chat di maggioranza dove il sindaco Finco ha postato l’articolo del GdV su quello che potremmo definire Quer pasticciaccio brutto de via Santissima Trinità, parafrasando Carlo Emilio Gadda. Così ha scritto l’ex Fratello di Giorgia e ora iscritto al Gruppo Misto: “Più che una spaccatura della maggioranza vedo una sfiducia all’assessore. Mi sembra palese. Il quale, spero, faccia le proprie considerazioni visto che anche i colleghi del suo partito non si sono certo fatti in quattro per essere presenti ad aiutarlo.”
Quella di Pietrosante, che parla di uno Zonta “sfiduciato”, è un’interpretazione molto libera di quanto è accaduto in consiglio. Nessuno ha infatti direttamente attaccato l’assessore né tanto meno ha criticato l’amministrazione. Federica Finco di Impegno per Bassano ha dichiarato la “benevola astensione” del suo gruppo e il leghista Valentino Antonio Piccolotto, nell’annunciare il suo voto di astensione, ha ribadito “il proprio sostegno al sindaco e alla giunta”. In più i due consiglieri di Fratelli d’Italia presenti al voto, il presidente del consiglio comunale Stefano Monegato e Deniz Caron, hanno votato a favore. Come ho scritto nel precedente articolo, con la bocciatura dell’atto consiliare Zonta è rimasto col cerino in mano. Ma non certo con la valigia di chi deve andarsene perché sfiduciato dalla sua maggioranza.
In realtà, Pietrosante – che sulla delibera urbanistica ha votato contrario – è appena uscito da Fratelli d’Italia dopo il noto provvedimento disciplinare che lo ha riguardato, come consigliere del Gruppo Misto può ora permettersi di fare la mina vagante, senza vincoli di scuderia, e in un primo impeto di rivincita contro il suo ex partito chiede adesso e di fatto la testa di Zonta, che è in quota FdI. E con messaggi come quello postato nella chat di maggioranza, sembra quasi che stia “sobillando” il sindaco Finco a rimuovere l’assessore.
Come proseguirà la storia? Il caso Zonta non è ancora concluso.