Non c’è che dire: il Mago Poletto ci aveva visto bene. Nella conferenza stampa di venerdì scorso per la presentazione delle mozioni delle minoranze in consiglio comunale, l’ex sindaco Riccardo Poletto si era soffermato anche su una questione urbanistica in scaletta nei lavori consiliari. Vale a dire, come da intestazione burocratica del punto all’ordine del giorno, “Approvazione dello schema di convenzione per il rilascio del permesso di costruire convenzionato (…) per ristrutturazione mediante demolizione, ricostruzione ed ampliamento del fabbricato residenziale in via Santissima Trinità 22 a Bassano del Grappa (…)”. Si tratta di una proprietà privata ubicata all’angolo tra via Santissima Trinità e via Contrà San Giorgio, di fianco alla Pizzeria Bella Napoli.
“Il permesso di costruire convenzionato consente alcune premialità ma è uno sfruttamento di questa possibilità che pare eccessivo – aveva affermato Poletto –. Ci vuole equilibrio, mentre l’intervento prevede la costruzione di più appartamenti che è impropria in quella zona, anche per ragioni di viabilità. Noi in consiglio comunale ci opporremo, chiederemo quantomeno di ampliare i parcheggi da dare al pubblico. Da informazioni in nostro possesso sembra che anche all’interno della maggioranza non tutti siano d’accordo.”
Eccola qua, la profezia polettiana che si è avverata in consiglio comunale, martedì sera 28 aprile. Lo schema di convenzione urbanistica, presentato e sostenuto dall’assessore Andrea Zonta, è stato infatti bocciato proprio a seguito di una spaccatura, giornalisticamente interessante, all’interno della maggioranza. Ma come sempre, e cercando di sintetizzare al massimo, andiamo con ordine.
Vi tralascio in questa sede tutte le normative che hanno reso tecnicamente regolari l’iter della proposta urbanistica, peraltro già dibattuta per due volte nella competente commissione consiliare, e le “premialità” di aumento edificatorio previste dalla legge. Andiamo al sodo e cioè alle caratteristiche del “nuovo edificato” che si voleva realizzare in questo angolo della città, su iniziativa della ditta Progetto Intercasa Srl, così come illustrato in consiglio dall’assessore Andrea Zonta.
L’attuale edificio di 170 mq di superficie utile e 7 metri di altezza sarebbe stato abbattuto per costruire al suo posto un fabbricato di oltre 500 mq di superficie utile e di 10 metri e mezzo di altezza “con un incremento più che duplicato sulla capacità edificatoria in superficie”. Previsti anche parcheggi ad uso pubblico su un’area di 140 mq e un beneficio pubblico quantificato in 26 mila euro. Il passaggio in consiglio comunale si è reso necessario in quanto “il volume di progetto di costruzione è superiore ai 2.000 metri cubi”.
In sede di discussione e quindi di dichiarazione di voto, i consiglieri di minoranza hanno ribadito e motivato la loro posizione di contrarietà su un intervento urbanistico e edilizio ritenuto impattante nell’ubicazione prevista, rispetto anche “a un beneficio pubblico che non vediamo” (Manuel Remonato).
La vera notizia è stata la levata di scudi contro il nuovo fabbricato residenziale plurifamiliare alla Santissima Trinità, anche se per di più ammorbidita da un astensionismo prudenziale, di una parte della maggioranza.
In primis di Federica Finco, nel dichiarare il voto di astensione suo e della sua collega di gruppo Giulia Bindella: “Questa non mi pare che debba essere una terra di conquista degli speculatori perché non è il Far West.” “È il tempo di dire – ha aggiunto – che questa cosa non si fa.” Gianluca Pietrosante, ora del Gruppo Misto, nell’annunciare il suo voto contrario: “Ci troviamo di fronte a un’operazione di massimizzazione edilizia: non sostituisce un edificio esistente ma ne prevede l’abbattimento per costruirne addirittura cinque. È davvero questa la rigenerazione urbana di cui ha bisogno il quartiere?”. Ad annunciare la propria astensione è stato anche Valentino Antonio Piccolotto, nella sua doppia veste di consigliere e di presidente della commissione consiliare Urbanistica: “Pur prendendo atto della legittimità tecnica della pratica verificata dagli uffici, passare da una singola abitazione a cinque alloggi su un lotto da 1000 mq, è una trasformazione che merita cautela.”
Risultato finale: lo schema di convenzione per il rilascio del permesso di costruire convenzionato è stato respinto con 9 voti contrari (8 delle minoranze più Pietrosante, che in quanto ad abbinata è un inedito assoluto), 8 favorevoli (tutti di maggioranza) e 5 astenuti (tutti di maggioranza). L’assessore Zonta, per il “No” di Pietrosante e le cinque astensioni di altrettanti consiglieri della sua stessa coalizione, è rimasto col cerino in mano e il nuovo fabbricato residenziale alla Santissima Trinità resta solamente una casa di carta.