CVD. Ovvero Come Volevasi Dimostrare. Ieri, 23 aprile, nel giorno del suo reintegro in Fratelli d’Italia dopo la sospensione di tre mesi dal partito a seguito del provvedimento disciplinare nei suoi confronti richiesto dal coordinamento FdI di Bassano del Grappa, il consigliere comunale Gianluca Pietrosante ha comunicato le sue dimissioni dal partito medesimo. Continuerà a sedere sui banchi del consiglio comunale, ma nel Gruppo Misto.
Nessuna sorpresa per chi vi scrive perché dopo tutto quello che è successo, causa di tensioni continue col direttivo cittadino di Fratelli d’Italia coordinato da Nicola Giangregorio e di una rottura ormai insanabile col capogruppo consiliare FdI Stefano Giunta, l’uscita definitiva dal partito del “dissidante” (parola composta dalla fusione tra “dissidente” e “Pietrosante”) era ampiamente nell’aria. Diciamo che la sua è stata una “dimissione programmata”, parafrasando il titolo del libro dello stesso Pietrosante, “Estinzione programmata”, che in questi giorni l’autore sta presentando in un tour promozionale da destra a destra.
E che non sia stata una decisione improvvisa lo conferma anche il comunicato trasmesso ieri sera da Pietrosante alle redazioni, nel quale ha ufficializzato la sua scelta. “Comunico che, a seguito di una riflessione politica maturata negli ultimi mesi, nonostante il mio reintegro a pieno titolo nel gruppo consiliare di Fratelli d’Italia dopo il procedimento disciplinare che mi ha visto coinvolto, ho deciso di transitare nel Gruppo Misto del consiglio comunale di Bassano del Grappa, rassegnando così le dimissioni dal partito che mi ha visto eleggere nell’ultima tornata elettorale”, ha dichiarato il consigliere comunale.
“La decisione – ha aggiunto – è stata comunicata al sindaco, al quale ho rappresentato la volontà di proseguire seriamente e serenamente, con senso di responsabilità, il lavoro amministrativo, garantendo come sempre il mio pieno sostegno da consigliere comunale alla maggioranza di governo di centro destra, nel rispetto dei bassanesi che mi/ci hanno votato.” “Ho provveduto – ha concluso l’ormai ex esponente di FdI – ad informare la segreteria provinciale di Fratelli d’Italia di questa scelta, che si colloca in un percorso di evoluzione politica personale e territoriale: ringrazio il partito di Giorgia Meloni che ho rappresentato in questi sette anni di appartenenza attraverso la militanza, in consiglio comunale e nelle mie esperienze di segreteria come addetto stampa in Regione Veneto e nell’Europarlamento.”
Traduco per i non addetti ai Palazzi: “come addetto stampa in Regione Veneto” significa “come addetto stampa di Joe Formaggio”, l’ex consigliere regionale di Fratelli d’Italia non più rieletto a Palazzo Ferro Fini a Venezia mentre “come addetto stampa nell’Europarlamento” significa “come addetto stampa di Sergio Berlato” di cui Pietrosante è stato pure fido scudiero ma solo per un periodo transitorio.
Ritorno su una considerazione già espressa in tempi non sospetti, quando mi sono occupato della sospensione di tre mesi da Fratelli d’Italia irrogata al “dissidante” dalla Commissione provinciale di garanzia e disciplina del partito per “una serie di condotte pregiudizievoli nei riguardi dei componenti del coordinamento comunale e del gruppo consiliare”, come dal testo della richiesta di sospensione presentata alle autorità partitiche competenti da FdI Bassano.
Così avevo infatti scritto, riguardo al momento in cui Pietrosante sarebbe stato reintegrato al suo posto come consigliere del gruppo di Fratelli d’Italia: “Ne conseguirà un’imbarazzante convivenza forzata, con strascichi di arsenico e vecchi merletti per tutto il resto della legislatura comunale: e se già prima i rapporti erano tesi, nulla sarà più come prima.” “Con un precedente del genere – ho scritto inoltre in un secondo articolo –, è difficile pensare che i rapporti di Pietrosante con il direttivo cittadino di FdI, con il resto del gruppo consiliare e in particolare col suo capogruppo si normalizzeranno in qualche modo e proseguiranno nel nome di un ipotetico Peace & Love.”
Col senno di poi, ho avuto ragione. L’unica via d’uscita per evitare “un’imbarazzante convivenza forzata” era l’uscita dal partito. Ma per rientrare dove? Nella parte conclusiva del suo comunicato di ieri, Gianluca Pietrosante lascia un indizio da interpretare, quando scrive che la sua scelta “si colloca in un percorso di evoluzione politica personale”. E qui ritorna in gioco la figura di Joe Formaggio, con cui il consigliere comunale bassanese è buseta e boton o, se preferite, buseta e formajo.
Come è noto, di recente l’ex consigliere regionale di Fratelli d’Italia, rimasto scornato dalla bocciatura elettorale, ha lasciato il partito della Meloni per aderire a Futuro Nazionale, il partito di “destra pura” del generale Vannacci. Partito che, in questo momento, è notoriamente alla ricerca di nuovi adepti. E come pure ho già avuto modo di rilevare, non mi sorprenderei pertanto se il neo consigliere bassanese del Gruppo Misto seguisse le orme di Formaggio, prendendo la tessera di FN e trasformandosi in un Little Joe alla corte di Vannacci.
La situazione, come si suol dire, è in evoluzione: il Fritto Misto è servito.