Sono ben 36 anni – e cioè dal 1990, ininterrottamente – che il vostro umile cronista fa parte della giuria di Umoristi a Marostica, l’inossidabile concorso e rassegna internazionale di grafica umoristica organizzato dall’altrettanto sempiterno Gruppo Grafico Marosticense. Mi è sempre piaciuto farlo, e non solo per inclinazione personale e per gli incredibili incontri diretti coi grandi autori del mondo dei cartoon che nelle tante edizioni della manifestazione hanno presieduto la giuria. Solo per citarne alcuni, ovvero i primi cinque che mi vengono in mente: l’argentino Quino, il “papà” di Mafalda; il britannico David McKee, illustratore per l’infanzia di fama mondiale; Bruno Bozzetto, l’animatore italiano per antonomasia; Giorgio Cavazzano, celebre fumettista della Disney oppure Silver, quello di Lupo Alberto.
Ciò che trovo da sempre impagabile nell’ormai ultracinquantennale esperienza degli Umoristi è anche e soprattutto il contatto ravvicinato, attraverso le opere degli autori pervenute a Marostica, con il mondo intero. Solo in quest’ultima edizione che è dedicata al tema “Speranza” e che sarà inaugurata il prossimo 9 maggio, di cui ho scritto nel precedente articolo, gli autori partecipanti sono stati 396, da ben 62 Paesi di tutti e cinque i continenti. Ma anche quest’anno, come già da tante altre edizioni a questa parte, c’è un Paese su tutti che sorprende per qualità e quantità di partecipazione: è l’Iran.
Sì, avete letto bene. Proprio l’Iran. Il Paese (ancora) degli ayatollah, delle pesanti limitazioni alle libertà personali e di un regime teocratico che la premiata ditta Donald & Benjamin vorrebbe scardinare a suon di missili e bombe. Ma un Paese che vanta anche una sorprendente (per noi) cultura globalizzata e un’importante tradizione grafica con proficui rapporti con il resto del mondo. Non a caso, proprio la capitale iraniana ospita la Tehran International Cartoon Biennial, con la partecipazione di artisti internazionali, la cui ultima edizione si è svolta lo scorso gennaio, esponendo caricature e vignette d’autore provenienti da 70 Paesi. Teheran è anche la sede di IranCartoon, piattaforma web (però “impossibile da raggiungere” nel momento in cui sto scrivendo) che pubblica ogni giorno 200-300 opere di artisti da tutto il mondo e rilancia anche i bandi di concorsi internazionali, Marostica compresa.
Da molti anni ormai, la folta partecipazione degli autori dall’Iran è una costante di Umoristi a Marostica e diversi illustratori iraniani, tutti raffinati e originali artisti, hanno anche vinto i principali premi e altri riconoscimenti nelle passate edizioni della rassegna organizzata dal Gruppo Grafico Marosticense. Tuttavia oggi, nel momento in cui l’Iran è il baricentro del disordine mondiale dopo l’attacco di USA e Israele, la loro presenza al concorso internazionale di Marostica assume un significato particolare. Quella di un popolo di cartoonist che, nonostante tutto, continuano a produrre della intelligente satira disegnata. Ironico Iranico.
Heibat Ahmadi, già premiato in altre rassegne italiane, europee e non solo, è quest’anno il vincitore del premio principale di Umoristi a Marostica: il Grand Prix Internazionale Scacchiera 2026. La sua opera – che nel solco della tradizione del concorso marosticense, fa più riflettere che divertire – è un manifesto di raffinatezza simbolica. Al suo connazionale Amir Dehghan, pure già destinatario di vari riconoscimenti internazionali, è stato invece assegnato il Premio Speciale “Sandro Carlesso”. Geniale, la sua idea e assai attinente alla triste cronaca di oggi: due personaggi di “Guernica” di Picasso che fuggono dal tragico dipinto e sperano di emigrare in un altro quadro, raffigurante un paesaggio di pace e tranquillità. Nahid Maghsoudi, che è una donna, è infine uno dei dieci vincitori del Premio Internazionale Umoristi a Marostica. Nella sua opera, dalla sommità a forma di fumetto di una prigione sotterranea esce un aquilone, speranza di libertà.
Sono tutti autori pienamente coinvolti e impegnati in prima persona nella tumultuosa attualità del loro Paese. Come ha riferito in conferenza stampa Liliana Contin del Gruppo Grafico Marosticense, Amir Deghan ha partecipato nel 2019 a Teheran alle manifestazioni civili di protesta contro il governo iraniano e la guida suprema dell’epoca, Ali Khamenei. È inoltre autore di opere artistiche di protesta politica tra cui l’installazione “Anti-Riot”, composta da una pila di scatole di cartone, ispirate alle scatole delle munizioni usate dal Corpo dei Guardiani della Rivoluzione (i famosi o famigerati Pasdaran) per sedare una protesta pacifica di lavoratori agricoli nel novembre 2021, con più di cento manifestanti rimasti accecati dai proiettili antisommossa sparati agli occhi. E anche Nahid Maghsoudi, illustratrice di vignette politiche nel suo Paese, “fa parte di vari movimenti”, come ha confermato Contin.
E si tratta solamente dei tre autori iraniani a cui sono destinati i premi di quest’anno: ad Umoristi a Marostica 2026 i partecipanti dall’Iran sono in tutto 46, secondi per numero solamente agli italiani.
Mi piacerebbe conoscerli di persona, i tre premiati da Teheran e dintorni. Ma non so se il prossimo 9 maggio Ahmadi, Dehghan e Maghsoudi riusciranno a venire a Marostica, per ritirare i premi loro assegnati, alla cerimonia inaugurale di Umoristi a Marostica numero 52. Nel caso non riescano ad esserci, pazienza. Sono sicuro che si tratta di persone brillanti e spiritose, come è giusto che sia per chi si occupa di umorismo grafico, a prescindere dalla religione e dalla nazionalità. E magari, se capissero l’italiano, potrebbero anche sorridere della battuta che avevo sentito nei secoli passati, quando studiavo all’Università: “Cosa fa Khomeini sopra un albero? Sta appollayatollà.”

