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Tutto il mondo è Speranza

Annunciati i vincitori della 52° edizione di Umoristi a Marostica. Trionfa l’Iran, premiata anche l’Italia. Nuovo premio dedicato ad Elena Xausa. Trasferito al Comune l’intero archivio del Premio Umoristi a Marostica, dal 1969 ad oggi

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Apr 22, 2026

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Ameen Alhabarah, Arabia Saudita - Premio Internazionale Umoristi a Marostica (particolare)

Si chiama Gruppo Grafico Marosticense. Ma potremmo ribattezzarlo Gruppo Magico Marosticense. Come gli aruspici dei tempi antichi che leggevano il futuro, lo storico sodalizio che dal 1970 – anche se la prima edizione “ufficiosa” risale al 1969 – organizza Umoristi a Marostica, la rassegna e concorso internazionale di grafica umoristica, è in grado di predire in anticipo i grandi argomenti dell’attualità di oggi. Il tema di ciascuna edizione viene infatti prescelto dal Gruppo con un anno se non con due anni di anticipo (dal 2014 la rassegna è diventata biennale) e molto spesso coincide magicamente, per l’appunto, con il “sentiment” sui problemi globali dell’anno in cui la rassegna viene aperta al pubblico.  

Non fa eccezione la 52° edizione di Umoristi a Marostica, in programma dal 9 maggio al 7 giugno prossimi al Castello Superiore di Marostica, con apertura al pubblico nei fine settimana e anche nella festa del 2 giugno, presentata oggi in Biblioteca Civica nella Città degli Scacchi. Il tema di quest’anno è difatti “Speranza”. Ovvero ciò di cui abbiamo più bisogno in questo momento di disordine mondiale. Ma quando il Gruppo Grafico ha tirato fuori questo tema dalla propria matita a cilindro, non si sapeva ancora che nel 2026 sarebbe scoppiata la guerra in Medio Oriente, con tutte le conseguenze, economiche ed energetiche in primis, che si abbattono sulla nostra vita quotidiana. Peraltro, come ha voluto un’invisibile ironia della sorte, il termine per l’invio delle opere era stato fissato il 26 febbraio, due giorni prima dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran. Quando si dicono le coincidenze. Perché l’Iran, come vedremo, è stato il Paese che ha conquistato tre posti sul podio di questa edizione del concorso internazionale di grafica umoristica.

Per esprimere la loro interpretazione della “Speranza”, quest’anno hanno partecipato 396 autori da ben 62 Paesi. Le loro opere sono state esaminate e valutate dalla giuria, presieduta dall’illustratrice Mariagrazia “Gio” Quaranta e composta da Ferruccio Giromini, Maurizio Minoggio, Roberto Ciufoli, Luca Raffaelli nonché dal sottoscritto, che può ormai considerarsi il giurato “storico” della manifestazione, insieme ai rappresentanti della Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank, del Comune di Marostica e del Gruppo Grafico Marosticense.

E il tema “Speranza” ovvero “Hope” ha saputo attraversare e superare confini geografici e culturali. In un’epoca segnata da conflitti, sofferenze e profonde ingiustizie, nelle opere inviate a concorso la speranza si è rivelata una scelta quanto mai necessaria: non solo semplice ottimismo ma forza interiore, capace di sostenere l’essere umano nei momenti più difficili e nelle situazioni più gravose, dalla guerra alla siccità e dall’attesa della libertà alla ricerca di un approdo più sicuro.

Ma passiamo adesso all’immancabile annuncio del “And the Winner Is…”. Il primo premio e cioè il Grand Prix Internazionale Scacchiera 2026 è andato all’iraniano Heibat Ahmadi, confermando la straordinaria vitalità della scena artistica iraniana, che si è distinta anche con Amir Dehghan, vincitore del Premio Speciale “Sandro Carlesso”, e con Nahid Maghsoudi, tra i finalisti del Premio Internazionale. Per l’Italia, il Premio Speciale “Marco Sartore” va a Francesca Vignaga (vicentina, di Valdagno). Il Premio Internazionale Umoristi a Marostica è stato quindi assegnato a pari merito a dieci artisti provenienti da nove Paesi: oltre al già citato iraniano Maghsoudi, si tratta di Ameen Alhabarah (Arabia Saudita), Bernardino Boifava (Italia), Bobisa Todorovic (Serbia), Eugene Grigoriev (Ucraina), Maciej Michalski (Polonia), Mehmet Zeber (Turchia), Pol Leurs (Lussemburgo), Toso Borkovic (Serbia) e Wouter Van Ghysegem (Belgio).

Ma non è tutto, perché da quest’anno Umoristi a Marostica presenta una significativa novità: si tratta del Premio Elena Xausa, dedicato alla memoria dell’illustratrice marosticense scomparsa prematuramente nel 2022. In accordo con la sua famiglia, il Premio vuole essere un nuovo riconoscimento destinato ai giovani artisti che, come Elena, “sanno trasformare la creatività in un gesto di vita”. Anche in questo caso è un conferimento internazionale: il primo Premio Elena Xausa parla turco, con l’assegnazione a Tuna Ceylan. Dalle opere dei premiati e da tutte le altre opere selezionate che saranno esposte in mostra e pubblicate nel catalogo (che già da sé costituisce un oggetto da collezione) ne emerge in generale una mappa del mondo che racconta, attraverso il linguaggio universale dell’umorismo grafico, quanto il tema della Speranza sappia parlare a culture e sensibilità diverse.

“Abbiamo scelto il tema Speranza prima della guerra, ma alla luce di quello che è successo la Speranza è la parola giusta – afferma in conferenza stampa Cinzia Battistello, presidente del Gruppo Grafico Marosticense –. Gli artisti, come sempre, ci sorprendono.” Liliana Contin, altra storica esponente del Gruppo Grafico, rileva che dopo gli autori italiani (81 in tutto) i più numerosi per partecipazione a questa edizione degli Umoristi sono gli iraniani (46), i turchi (27) e i cinesi (26). “È significativo – commenta – che ci sia una così grande risposta da Paesi in cui c’è meno libertà di espressione.”

Ma la conferenza stampa, che vede anche l’intervento del vicepresidente di Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank Matteo Vivian, da sempre vicino alla manifestazione, è anche l’occasione per diffondere un ulteriore annuncio. Il Comune di Marostica ha da poco ratificato il trasferimento dell’intero e ricco archivio del Premio Umoristi a Marostica, che dalla proprietà del Gruppo Grafico Marosticense passa allo status di bene pubblico. Si tratta di una raccolta di oltre 13.000 opere (11.980 cartacee e 1.180 digitali), dal 1969 ad oggi, nella quale figurano nomi importanti di disegnatori che fanno parte della storia del concorso e della grafica internazionale. “Ringrazio il Gruppo Grafico per tutto il lavoro che ha fatto in questi anni per la nostra comunità – dichiara il sindaco di Marostica Matteo Mozzo –. Come amministrazione siamo orgogliosi di sostenere una manifestazione che valorizza Marostica a livello internazionale e che, con l’ingresso nel patrimonio comunale dell’archivio che sarà custodito nella ex scuola per l’infanzia della frazione di Vallonara, rafforza ulteriormente il legame tra la rassegna e la nostra comunità. Ora la prossima grande sfida sarà la digitalizzazione di tutto il materiale.” “Noi non abbiamo mai considerato i disegni come “nostri”, ma della comunità – conferma Cinzia Battistello – e abbiamo ritenuto che fosse giusto lasciarli alla comunità.”

È intanto iniziato il conto alla rovescia per l’edizione di Umoristi a Marostica numero 52. L’inaugurazione della mostra e le premiazioni sono in programma sabato 9 maggio alle ore 17 al Castello Superiore. Quest’anno il salone d’autore sarà dedicato alla presidente della giuria Mariagrazia Quaranta, in arte Gio, illustratrice dal prestigioso curriculum, con una carriera costellata di riconoscimenti internazionali, tra cui anche il Premio Speciale “Marco Sartore” di dieci anni fa a Marostica.

A proposito: in questa sede non mi sono soffermato sugli illustratori iraniani, veri trionfatori di questa edizione, e non pubblico le opere dei tre premiati da Teheran e dintorni. Perché l’argomento è troppo interessante e merita uno spazio a parte: me ne occuperò nel mio prossimo articolo.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.