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La SteFuSa  

“Il patto del Prosecco” al Vinitaly tra Stefani, Fugatti e Salvini apre la via alla realizzazione della Valdastico Nord, con innesto sull’Autobrennero a Trento Sud. Ma il progetto, atteso da cinquant’anni, continua a dividere le acque

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Apr 19, 2026

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Fonte immagine: Facebook / Erik Umberto Pretto

In vino veritas? Può darsi. Fatto sta che l’improvviso semaforo verde, dopo decenni di impasse, sul completamento a nord dell’autostrada A31 Valdastico – da sempre e finora interrotta alle Colonne d’Ercole di Piovene Rocchette – è avvenuto a margine del Vinitaly a Verona. Qui, lo scorso mercoledì 15 aprile, si sono incontrati il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il governatore della Regione Veneto Alberto Stefani e il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti.

Non so se a favorire la convergenza d’intenti sia stato l’effetto conciliante dell’Amarone veronese o del Teroldego trentino (anche se lo hanno già battezzato “il patto del Prosecco”) ma i tre Re Magi hanno raggiunto un’intesa sul tracciato della Valdastico Nord e la vera notizia è la definitiva apertura politica sulla realizzazione dell’opera da parte del Trentino, dopo l’approvazione a febbraio del consiglio provinciale della Provincia Autonoma di una mozione per il completamento dell’infrastruttura e il suo innesto sulla A22 del Brennero a Trento Sud, tra le località Acquaviva e Besenello. Trento e lode.

“Noi guardiamo all’opera con pragmatismo – ha dichiarato alla stampa il presidente del Trentino Fugatti –, visto il no delle minoranze per lo sbocco a Rovereto Sud la facciamo nell’unico punto tecnicamente possibile, a Trento Sud. Questo abbiamo definito con il Veneto, ora attendiamo la convocazione del Ministero per sottoscrivere l’accordo.”

Va inoltre specificato che l’intesa rientra nella prospettiva dell’istituzione della futura holding autostradale unica del Nordest, il Gigante d’Asfalto, con capogruppo CAV – Concessioni Autostradali Venete, all’interno del quale, oltre all’A31 Valdastico, potrebbero confluire anche la Brescia-Padova e la Superstrada Pedemontana Veneta e riguardo al quale il governatore del Veneto Stefani ha affermato: “Ora contiamo di avere al più presto il piano economico-finanziario, nel quale inserire la Valdastico.”

Per il ministro Salvini “l’intesa tra le due amministrazioni regionali è la base fondamentale per procedere nella fase tecnica” e la partita – compresi i dettagli sul tracciato – è ovviamente tutta ancora da definire, in primis sul nodo centrale dei costi e dei finanziamenti per i quali è previsto un incontro tecnico a Roma tra Governo e territori.

È tuttavia innegabile che la Triplice Intesa raggiunta al Vinitaly ha aperto il varco: non solo della fattibilità del progetto di cui si parla da cinquant’anni (il primo tratto della “incompiuta” A31 tra Vicenza e Piovene Rocchette venne aperto al traffico nel 1976) ma anche delle nuove polemiche e prese di posizione che l’annunciata intenzione del prolungamento dell’arteria in territorio trentino, da sempre fonte di proteste e discussioni nella Provincia Autonoma, ha inevitabilmente generato.

E a chi ha dichiarato che “il Trentino si piega agli interessi del Veneto” (il consigliere provinciale trentino del PD Alessio Manica), il presidente Fugatti ha replicato che “casomai si piega al volere delle minoranze, per noi lo sbocco migliore era quello di Rovereto Sud”. Lo stesso Comune di Trento, che a fine marzo aveva ribadito in consiglio comunale il proprio “no” alla Valdastico Nord, ha abbassato il pollice verso per voce dell’assessore all’Urbanistica Monica Baggia: “La realizzazione di opere stradali di questo tipo vanno contro la nostra visione di mobilità. Stiamo parlando di un’opera che ricade sul nostro territorio, di cui però noi non siamo stati minimamente informati.”

Anche dal Veneto si è levata una voce in dissidio con l’accordo raggiunto tra Salvini & Friends ed è quella del consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, il vicentino di Schio Carlo Cunegato.

“Leggiamo che la Valdastico Nord costerà, secondo le stime più aggiornate, almeno cinque miliardi di euro – afferma Cunegato tramite comunicato stampa –. Qualcuno, forse, ricorderà che l’Sfmr, la metropolitana di superficie che avrebbe collegato il Veneto su rotaia, aveva un costo preventivato di 5,9 miliardi. Secondo le proiezioni del progetto, avrebbe aumentato l’uso del treno del 74% e ridotto quello dell’automobile del 7,7%. Nel 2018 Zaia lo ha abbandonato perché ‘troppo costoso’, quei soldi non si trovavano. Per una nuova strada, invece, si trovano sempre”. “Il Veneto è la seconda regione più cementificata d’Italia – ricorda il capogruppo AVS – e questa classe dirigente dimostra di non aver cambiato di un millimetro la sua idea di sviluppo: continua a investire sulla gomma, mentre i veneti si spostano su ferrovie ottocentesche. Per andare da Schio a Vicenza, 30 km, ci vogliono 53 minuti e si viaggia ancora sui treni a gasolio. Nel 2022 la Regione parlava di 80 milioni per l’elettrificazione della linea, ma anche in questo caso devono ancora trovare i soldi”. “AVS – conclude Cunegato – si opporrà alla Valdastico Nord e continuerà a battersi per una mobilità veneta degna del ventunesimo secolo, con più ferro e meno asfalto.”

Di tutt’altra opinione è invece il deputato vicentino della Lega Erik Pretto che in una nota trasmessa in redazione ha sottolineato l’importanza strategica della Valdastico Nord per il traffico delle merci delle imprese venete.

“L’intesa tra Matteo Salvini, Alberto Stefani e Maurizio Fugatti sul prolungamento a nord dell’autostrada A31 Valdastico è un ulteriore passo in avanti per il completamento di un’infrastruttura che abbiamo sempre ritenuto strategica, non solo per l’Alto Vicentino ma per tutta la regione – dichiara nella nota Erik Pretto –. Abbiamo costantemente tenuto alta l’attenzione su un’opera di cui il nostro territorio, molto dinamico dal punto di vista artigianale ed industriale, ha assoluto bisogno per garantire spostamenti efficaci di persone e merci.” “La Valdastico Nord – aggiunge l’on. Pretto – sarà determinante per favorire la competitività delle nostre imprese, pertanto continueremo a sostenere l’avanzamento di questo progetto nella consapevolezza che esso rappresenti un’occasione unica di modernità e sviluppo.”

E così, continua l’infinita telenovela della PiRuBi, come è anche nota l’autostrada Valdastico dai cognomi dei tre potenti politici della DC che a partire dagli anni ’60 vollero realizzarla: il trentino Flaminio Piccoli, il vicentino Mariano Rumor e il rodigino Antonio Bisaglia. In attesa che dopo mezzo secolo prenda forma e sostanza il suo prolungamento verso Nord: la SteFuSa.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.