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Con ceramica e concreta

Alessandro Pigatto, storico direttore dei Servizi Sociali e Sociosanitari delle Ulss del Veneto, si candida a sindaco di Nove a capo della lista civica Nove Concreta. “Nove ha bisogno di una proposta credibile, capace di rimettere al centro i cittadini e di garantire una guida presente: serve un sindaco a tempo pieno”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Apr 17, 2026

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Foto di gruppo del candidato sindaco Alessandro Pigatto coi candidati consiglieri della lista civica Nove Concreta (foto Alessandro Tich)

Quando un candidato sindaco presenta la sua candidatura di venerdì 17, una cosa innanzitutto è certa: non è superstizioso. Non solo: la conferenza stampa di annuncio della discesa in campo dell’aspirante primo cittadino, convocata nel piazzale antistante il Museo della Ceramica di Nove, si svolge in un clima pacato e tranquillo, senza la classica tensione delle partenze delle campagne elettorali. In altre parole, la serenità si taglia con il coltello.

Il candidato sindaco in questione è Alessandro Pigatto, 72 anni, psicologo di formazione, in pensione dal 2021, con 40 anni di carriera alle spalle nell’ambito sociosanitario e una lunga esperienza da direttore dei Servizi Sociali e Sociosanitari in diverse Ulss del Veneto quali Bassano, Feltre, Padova e per ultima l’Ulss 7 Pedemontana, oltre ad aver ricoperto l’incarico di direttore regionale dei Servizi Sociali della Regione Veneto.

Domenica 24 e lunedì 25 maggio prossimi i cittadini di Nove ritorneranno ai seggi per eleggere il proprio sindaco e la nuova amministrazione comunale, dopo la caduta dell’amministrazione Rebellato a seguito delle dimissioni contestuali di otto consiglieri protocollate lo scorso 17 febbraio. Dal canto suo l’ex sindaco Luca Rebellato, come è noto, si è ricandidato.

Ora tocca a Pigatto, che si presenta a capo della lista civica Nove Concreta. “È una lista – viene spiegato ai cronisti presenti – costituita da persone del territorio con esperienze e competenze diverse, unite dalla volontà di costruire un progetto serio, concreto e vicino ai cittadini. Sono candidati provenienti da ogni parte del paese, che non viene così trascurato come non vogliamo trascurare i nostri cittadini.” Una candidatura che “nasce dall’esigenza, sempre più diffusa in paese, di tornare a governare Nove con coesione e stabilità”.

“Nove viene da anni complessi, segnati da divisioni, instabilità e da una crescente distanza tra amministrazione e cittadini – dichiara Alessandro Pigatto –. Per questo ho deciso di mettermi a disposizione della comunità in cui sono cresciuto, con spirito di servizio e senso di responsabilità. Nove ha bisogno di una proposta credibile, capace di rimettere al centro i cittadini e di garantire una guida presente: serve un sindaco a tempo pieno.” “Nove Concreta – afferma ancora il candidato sindaco – è una lista civica e non ha legami o vincoli partitici. È una lista che ha come obiettivo l’ascolto dei cittadini, sia in via diretta che organizzata, e che punta alla trasparenza per spiegare le nostre scelte ai cittadini. Il nostro metodo sarà quello dell’individuazione dei problemi e della ricerca delle soluzioni, senza preconcetti, pregiudizi o retropensieri di altro tipo.”

Tra le priorità indicate: servizi alle famiglie, attenzione agli anziani e alle fragilità, politiche per i giovani e cura del paese. Il progetto – composto da un’ottantina di “azioni” e una trentina di obiettivi – si articola lungo tre direttrici: sviluppo, economia e sicurezza, con un Comune più efficiente e vicino alle imprese; tutela del territorio e dell’ambiente, puntando su recupero, qualità urbana e sostenibilità; crescita della comunità, rafforzando servizi, coesione sociale e attenzione a tutte le fasce d’età.

La lista civica “Nove Concreta” a sostegno di Pigato è formata da: Valerio Busato, 52 anni, controller industriale, attivo da anni in diverse associazioni del territorio impegnandosi per Nove; Margherita Parolin, 62 anni, già dirigente scolastica in diversi istituti della provincia, oggi impegnata nel volontariato per gli anziani; Davide Carollo, 33 anni, ingegnere ambientale impegnato nel settore rifiuti e nel sociale; Agnese Morlin, 29 anni, consulente digitale e della comunicazione, attenta alle politiche giovanili e ai servizi ai cittadini; Giovanni Favero, 56 anni, professore universitario, si è occupato di storia economica locale con ricerche sulla ceramica a Nove; Magalì Baú, 56 anni, laureata in lingue e letterature straniere, oggi lavora nell’area commerciale di un’azienda di moda del territorio; Franco Bordignon, 69 anni, ex sindaco con lunga esperienza amministrativa e oggi impegnato nel sociale; Stefano Corradin, 64 anni, ex responsabile di reparto, oggi volontario Caritas e sportivo; Miriam Zancanaro, 51 anni, manager di produzione e impegnata da anni nel volontariato locale; Roberto Antonio Sguario, 70 anni, ex responsabile amministrativo, attento ai bisogni dei più fragili; Antonio Poloniato, 68 anni,  per molti anni ha svolto la propria attività a Nove come esperto nel settore fiscale e tributario; Alessandro Ferraro, 45 anni, impegnato nel settore della ristorazione e attento alle questioni sociali.

Il progetto Nove Concreta, ribadisce il candidato sindaco, “si colloca in un ambito civico, senza impostazioni ideologiche, con l’obiettivo di garantire stabilità amministrativa, qualità del governo locale e un rapporto più diretto e trasparente con i cittadini”.

“Per Nove. Io ci sono e noi ci siamo”: è lo slogan che accompagnerà il percorso elettorale di questa nuova puntata della teleNovela. “È il nostro motto di battaglia”, sottolinea Alessandro Pigatto. Il quale poi, a microfoni spenti (ma a bloc notes ancora aperti) rivela un obiettivo che non è compreso nel suo nutrito programma ma che potrebbe aggiungersi in futuro alla sua agenda amministrativa: istituire a Nove un corso universitario triennale di Design ceramico. “Abbiamo tutte le scuole a Nove, dall’asilo alla scuola superiore – commenta al riguardo -. Manca solo l’università.”

Insomma: con ceramica e concreta.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.