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Indice di ascolto

Iniziativa sociale di Radio Voice. È nato il progetto “That’s me”, dedicato all’ascolto dei giovani e dei loro problemi. L’ideatore Nicola Battocchio: “È uno strumento digitale, App e web, capace di ascoltare davvero i giovani prima ancora che di rispondere”

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Apr 8, 2026

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La presentazione del progetto “That’s me” all’Ex Club di Bassano del Grappa

“La ragione per cui abbiamo due orecchie e una sola bocca è che dobbiamo ascoltare di più e parlare di meno”. Lo diceva Zenone di Cizio, filosofo greco, oltre 2.200 anni fa. Ma dopo più di due millenni le sue parole sono attualissime.

In questa nostra epoca consegnata ai dispositivi mobili dove tutti digitano, chattano, commentano e sentenziano, rinchiusi nella propria bolla digitale, ci si dimentica sempre di più l’aspetto fondamentale del confronto e del dialogo: quello di ascoltare gli altri. E in un mondo dove l’abuso dello smartphone e dei social come canali di sfogo portano al rischio dell’isolamento sociale, chi non viene ascoltato tende ad isolarsi ancora di più. Figurarsi se si tratta poi di un’utenza in età formativa come quella dei giovani: se non li ascolti, li perdi. È sempre successo, anche con le generazioni precedenti, ma le contraddizioni della comunicazione sociale nell’era digitale rendono il problema ancora più eclatante.  

È il dato di fatto che ha generato la nascita del progetto “That’s me”, promosso da Radio Voice e finalizzato a creare “uno spazio per ascoltare davvero i giovani”, utilizzando gli stessi strumenti online usati dai ragazzi ma con l’obiettivo di invertire la rotta, in un’epoca in cui i social network promettono connessione ma spesso generano esclusione ed emarginazione.

“È una visione maturata negli anni successivi alla pandemia, osservando come sempre più giovani scelgano i social come spazio di confronto, evitando però di affrontare davvero i propri problemi o di condividerli con persone di fiducia”, dichiara l’ideatore del progetto Nicola Battocchio, “El Bat”. “Da qui – aggiunge Battocchio – è nata l’idea: creare uno strumento digitale, App e web, capace di ascoltare davvero prima ancora che di rispondere.”

Possiamo quindi dire che l’iniziativa a finalità sociale punta il dito verso le nuove generazioni: ma è l’indice di ascolto nei loro confronti.   

Lo scorso 25 marzo, all’Ex Club di Bassano del Grappa, Radio Voice ha presentato il progetto “That’s me” alla presenza di istituzioni, rappresentanti di istituti scolastici, imprenditori e forze dell’ordine. Un incontro partecipato che ha anche acceso i riflettori su un tema sempre più urgente: il modo in cui i giovani comunicano, si raccontano e, troppo spesso, restano soli. Il silenzio, l’ascolto, la comunicazione efficace, la condivisione e il conforto sono le parole chiave che hanno inquadrato lo spirito dell’iniziativa. Ma dal punto di vista pratico, che cosa trova un giovane dentro quest’App?

“Un giovane dentro quest’App trova un supporto di ascolto e un supporto di prevenzione – risponde Nicola Battocchio, interpellato da Seven Magazine -. Dovrebbe essere una sorta di sportello virtuale con la stessa funzione, per chi si ricorda ai miei tempi, di quello che era il “Cioè”. Il “Cioè” era un settimanale dove i giovani potevano parlare e discutere dei propri problemi e soprattutto confrontarsi con altre persone. Quello che adesso i giovani non fanno perché quando hanno un problema, tendono a rinchiudersi e a non parlarne con nessuno.” “Questa – prosegue “El Bat” – potrebbe essere una valvola di sfogo virtuale per poter parlare dei propri problemi, capire di non essere soli e di conseguenza provare a risolverli.”

Quello di “That’s me” è un ascolto che non si limita alla tecnologia ma punta anche sulla relazione umana. Come ha spiegato alla serata di presentazione Luca Fasoli, il cuore operativo del progetto sarà un sistema in cui le informazioni condivise dagli utenti verranno canalizzate e affidate ad un team di professionisti. Non una semplice chat automatica, quindi, ma un percorso concreto di supporto e orientamento, pensato per accompagnare i giovani verso soluzioni reali.

“That’s me” si propone pertanto come uno spazio digitale, ma profondamente umano. Ovvero un luogo in cui il conforto torna ad avere valore, in contrapposizione al confronto troppo spesso superficiale e dispersivo dei social. La piattaforma sarà anche un punto di partenza per eventi e momenti di incontro dal vivo, con l’obiettivo di ricostruire legami autentici e dare voce a una generazione che ha bisogno, prima di tutto, di essere ascoltata.

Nel corso della serata, introdotta e moderata da Nicolò DG di Radio Voice, sono stati presentati anche i progetti passati e futuri legati alla web radio e ringraziati i nuovi soci di Radio Voice Società Benefit Srl Nicola Battocchio, Domenico Rigon, Federico Pigato, Filippo Fantinato e Nicolò Dalla Gasperina.

E allora, in conclusione, torniamo al nostro buon Zenone di Cizio, filosofo greco di oltre 2.200 anni fa. Se è vero che abbiamo due orecchie e una sola bocca perché dobbiamo ascoltare di più e parlare di meno, cominciamo ad imparare a metterci le cuffie alle orecchie non per isolarci dagli altri ma per amplificare la loro voce.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.