Chiude in positivo “Pallades”, il progetto bassanese di facilitazione digitale che, grazie al programma “Rete di servizi di facilitazione digitale” della Regione Veneto finanziato per 600 mila euro con i fondi europei del Pnrr, ha visto uniti ben 17 Comuni del comprensorio e dell’Altopiano.
Sabato scorso al Cre-Ta Innovation Hub di San Giuseppe di Cassola si è tenuto l’evento conclusivo di Pallades, riconosciuto dalla Regione come la best practice tra gli 11 progetti avviati in Veneto, in cui formatori, facilitatori ed esponenti amministrativi hanno tirato le somme di un biennio di attività.
Una restituzione in cui è emersa l’immagine di una proposta pienamente riuscita nel suo obiettivo di portare il digitale più vicino alle persone per accrescere sia la loro autonomia che la loro partecipazione attiva alla vita sociale.
A parlare del successo ottenuto sono stati innanzitutto i numeri: 16.130 sono state le persone che si sono rivolte, almeno una volta, ai servizi; 603 i corsi proposti per un totale di 855 ore di formazione erogate, 55 gli eventi online e 95 quelli in presenza a cui hanno assistito complessivamente 8.626 partecipanti. I punti digitali attivi, i cosiddetti “Digitale Facile”, sono stati 28 di cui 16 fissi e 12 mobili i quali hanno visto impegnati ben 11 facilitatori che si sono spostati all’interno di un perimetro che va da Asiago e Valbrenta a Belvedere di Tezze, da Mussolente a Breganze.
Ma più eloquenti ancora sono state le percentuali di gradimento registrate tra gli utenti: l’87% ha espresso un alto livello di soddisfazione e il 75% ha scelto di tornare più volte per continuare ad usufruire dei servizi e dei corsi di formazione; il 93% ha appezzato la competenza di formatori e facilitatori ma anche la loro gentilezza e pazienza nell’aiutare le persone in difficoltà, il 90% consiglierebbe l’offerta ad altri.
Quello che inoltre gli uffici amministrativi dei singoli Comuni hanno registrato, dalle molte mail pervenute, è stata una forte richiesta da parte dei cittadini di continuare con l’erogazione dell’assistenza digitale e della formazione.
Sono stati dati che hanno valicato le aspettative degli amministratori. “Il territorio è stato servito nella sua interezza e i numeri sono stati eccezionali – ha riassunto il vice sindaco di Bassano, Comune capofila, Mariano Scotton –; dovrebbe uscire un nuovo bando regionale che ci consenta di rinnovare questo progetto ma se ciò non fosse noi amministratori cercheremo una forma di collaborazione per portare avanti, anche in forma ridotta, questo servizio fortemente richiesto”.
La sinergia creatasi fra le amministrazioni pubbliche è stata evidenziata anche dal sindaco di Cassola, Giannantonio Stangherlin, mentre Elisabetta Casagrande, vicesindaco di Romano, ha sottolineato la straordinarietà degli operatori per l’umanità dimostrata nel rapportarsi ai cittadini.
“Offrire servizi di facilitazione e formazione all’uso delle nuove tecnologie si è rivelata un’importante occasione d’incontro che ci ha consentito di comprendere maggiormente i bisogni dei cittadini” sono state invece le parole di Elena Da Ros, coordinatrice del progetto Pallades.
Concordi sono stati formatori e facilitatori nel dire che “le persone hanno trovato un aiuto concreto ma hanno pure ricevuto accoglienza, disponibilità all’ascolto e all’accompagnamento tanto che gli appuntamenti sono diventati momenti di aggregazione fecondi di amicizie, sull’aspetto prettamente tecnico ha prevalso l’approccio inclusivo e profondamente umano”.
“Oggi non si può essere cittadini senza venire a patti con il digitale che vuol dire conoscere modalità, opportunità e limiti per un uso proficuo che porti all’arricchimento personale e alla partecipazione attiva del cittadino. La povertà educativa digitale va vinta e Pallades è stato fondamentale perché ha ridotto le distanze” ha invece commentato, in collegamento da Torino, Michele Marangi, docente universitario al Cremit nonché media educator.
A questo obiettivo Pallades è giunto anche grazie ad una rosa di proposte. Oltre all’assistenza individuale nei punti “Digitale facile” per bisogni specifici, i promotori hanno organizzato corsi tematici sia online che in presenza che spaziavano dal semplice uso della posta elettronica all’intelligenza artificiale, dalla sicurezza online al riconoscimento delle fake news. Ma sono stati posti in essere anche corsi formativi “su misura” per rispondere a richieste mirate da parte di alcuni dei 90 partnership, ovvero associazioni, scuole, parrocchie presenti sul territorio, con cui Pallades ha collaborato. E poi eventi pensati per tutte le età che non hanno escluso bambini e ragazzi coinvolti in laboratori di media education durante le vacanze scolastiche.
Negli spazi del Centro Giovanile di Bassano ha preso vita la mostra “The victims of our wealth”, un’esposizione fotografica di Stefano Stranges che ha messo in luce le disuguaglianze globali mentre al teatro Da Ponte è andato in scena l’umorismo irriverente di Carlo e Giorgio nello spettacolo teatrale “In Veneto è più facile” per sensibilizzare i cittadini all’utilizzo dei servizi digitali della pubblica amministrazione. Non ultimi i “Palladays” due veri e propri festival dedicati al digitale.
In conclusione le parole di Michele Marangi: “la ricchezza di Pallades sono le persone che hanno voglia di lavora sul presente per costruire il futuro dell’intera comunità”