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Asja Zenere ha costruito il suo puzzle

La 29enne di Enego sta vivendo la sua miglior stagione da professionista tra ottimi risultati in Coppa del Mondo e la prima partecipazione Olimpica

Luca Strapazzon Luca Strapazzon
  • Mar 17, 2026

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La 29enne di Enego sta vivendo la sua miglior stagione da professionista tra ottimi risultati in Coppa del Mondo e la prima partecipazione Olimpica

La chiamano maturità agonistica, ma forse è semplicemente la capacità di mettere insieme i pezzi. La stagione 2025-26 di sci alpino, ormai vicina alla conclusione, sembra essere l’anno della piena maturità di Asja Zenere.

L’atleta originaria di Enego, oggi residente in provincia di Lecco, sembra essere entrata in una nuova dimensione alla soglia dei 30 anni (li compirà il prossimo 13 dicembre). Prima la partecipazione alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, le prime della sua carriera, dove ha fatto registrare il miglior tempo nella seconda manche dello slalom gigante vinto dall’amica Federica Brignone. Poi il primo podio in Coppa del Mondo nel super G in Val di Fassa. Risultati che certificano una maturità sportiva ormai raggiunta, grazie alla capacità di mettere insieme i pezzi del puzzle.

Negli ultimi mesi il cronometro confermava che stavo andando bene – spiega Zenere -. In gara ero stabilmente in top 15 e in allenamenti i tempi erano anche migliori. I risultati non sono arrivati in modo sorprendente, ma attraverso un avvicinamento progressivo”.

A fine novembre il nono posto nello Slalom Gigante di Copper Mountain, in Colorado, era stato il primo segnale che qualcosa stava cambiando e che forse le scelte estive stavano iniziando a dare i loro frutti.

Mi ha aiutato molto il cambio di skiman, perché la sua conoscenza dei materiali mi ha permesso di trovare quelli più adatti a me. Ma sicuramente è stata decisiva anche la continuità. Non aver avuto infortuni o intoppi mi ha permesso di lavorare con costanza. Poi devo ammettere di aver imparato molto da Federica Brignone negli ultimi anni, soprattutto nella gestione degli allenamenti. Diciamo che ho messo insieme tutti questi pezzi e i risultati sono finalmente arrivati”.

Uno dei risultati migliori della stagione di Zenere è arrivato proprio nel giorno in cui Federica Brignone conquistava il secondo oro olimpico. Dopo una prima manche di slalom gigante non brillantissima, l’atleta di Enego ha disputato una seconda prova perfetta, firmando il miglior tempo e risalendo fino alla 14ª posizione.

Le Olimpiadi sono state un evento incredibile – racconta Zenere -. Abbiamo lavorato tanto per riuscire ad arrivarci, focalizzandoci molto sullo slalom gigante e saltando qualche gara di velocità. La prima manche non è andata come desideravo, ma la seconda mi ha dato grande soddisfazione. Il bilancio è decisamente positivo anche perché la top 15 fino a un anno fa sembrava lontana. Poi gareggiare in casa, davanti alla famiglia, è stato meraviglioso”.

Così come resteranno indelebili anche le emozioni dei successi di Federica Brignone. Nei festeggiamenti e nel tifo, Zenere è sempre stata in prima linea a sostenere l’impresa della “Tigre di La Salle”, ormai entrata nella leggenda.

 “Le vittorie di Federica sono state incredibili. Nei giorni precedenti ci siamo allenate insieme: vedevo che faticava e aveva ancora dolore al ginocchio. Il suo avvicinamento è stato pieno di alti e bassi sul piano emotivo. Pensare di aver assistito da vicino a quelle imprese mi fa venire ancora la pelle d’oca”.

Sulle ali dell’entusiasmo è arrivato anche il primo podio in Coppa del Mondo in Val di Fassa, in un weekend speciale per lo sci azzurro, nel quale Laura Pirovano ha colto il primo successo e Elena Curtoni è tornata alla vittoria dopo oltre tre anni.

“Quest’anno penso di aver raccolto tutto quello che non era arrivato in passato – analizza Zenere -. Ho ottenuto i miei migliori risultati in Coppa del Mondo, ho partecipato alle Olimpiadi e ho conquistato il primo podio in Val di Fassa. Forse sono stata ripagata di quanto sofferto in passato e del lavoro e dell’impegno che ho sempre messo. Probabilmente dovrei anche gareggiare più spesso in Italia, visto che mi porta bene”.

Nel futuro di Zenere ora ci sono le finali di Coppa del Mondo, in programma dal 21 al 25 marzo sulle nevi di Kvitfjell e Hafjell in Norvegia.

Vorrei fare bene nelle ultime due gare e portare a casa più punti possibili, anche perché la pista mi piace. In Super G posso fare ancora bene, ma cerco di non crearmi aspettative e di vivere alla giornata. Per la prossima stagione, invece, mi piacerebbe tornare con maggiore continuità alla velocità. Servirà lavorare fisicamente quest’estate e sistemare alcuni acciacchi fisici”.

Un pezzo alla volta, Asja Zenere ha costruito la sua miglior stagione in carriera. E chissà che al puzzle non manchino ancora dei pezzi.