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La violenza dei soldi

I Comuni di Cassola, Mussolente e Romano si sono uniti per dire basta alla violenza sulla donna con l’avvio di due percorsi educativi, l’uno rivolto alle donne, sul contrasto alla violenza economica, e l’altro ai ragazzi delle scuole. Ottimo il riscontro

Michela Cola Michela Cola
  • Mar 16, 2026

magzin magzin

Bisogno intercettato e obiettivo centrato.

Quattro gli incontri per parlare di educazione finanziaria. Un centinaio le partecipanti.

È stato tutto al femminile il corso promosso dai Comuni di Cassola, Mussolente e Romano in collaborazione con l’associazione Questa città – Spazio Donna che si è concluso sabato scorso nella sala consigliare del municipio di Cassola.

Un bilancio tutto in positivo a giudicare dalla soddisfazione espressa dagli organizzatori ma soprattutto dalle stesse corsiste, rigorosamente donne, che “con la loro partecipazione attiva hanno confermato quanto sia sentito il bisogno di conoscenza e autonomia su una materia che per molti anni è stata considerata prerogativa dell’universo maschile”, afferma la docente Maila Bozzetto, educatrice finanziaria accreditata e relatrice del corso.

Il ciclo di incontri ha permesso, infatti, alle partecipanti di ottenere indicazioni concrete sulla gestione dei propri soldi, su risparmio, investimenti e pensione, ma anche sulla tutela e sul trasferimento del patrimonio personale. In altre parole, ha fornito gli strumenti per costruire la propria indipendenza economica, fondamentale in un’ottica di parità di genere e di affrancamento dalla violenza maschile.

“Saper gestire il proprio denaro significa saper scegliere e quindi poter uscire da situazioni di malessere” precisa sempre Maila Bozzetto che è stata pure ideatrice del percorso stesso “pensato come strumento di prevenzione della violenza sulla donna”. “Spero che questo progetto continui a viaggiare perché attraverso l’educazione la donna può tutelarsi”.

“Sono molte coloro che bussano alla nostra porta per denunciare forme di violenza economica in cui l’uomo esercita un controllo stringente sulla partner senza che nulla trapeli all’esterno” contestualizza Maria Pia Mainardi, referente di Spazio Donna, associazione che gestisce nel territorio bassanese 7 sportelli antiviolenza, di cui uno dedicato all’area di Cassola, Romano e Mussolente, e che da tempo promuove iniziative di questo tipo.

“Le donne vittime di violenza che si sono rivolte a noi l’anno scorso sono state 206 di cui 148 italiane e 58 straniere, comprese in una fascia d’età fra i 18 e i 40 anni, anche benestanti” chiarisce Maria Pia Mainardi.

“Purtroppo la violenza è un problema di tutti e riguarda tutti. All’inizio è sempre psicologica ma può sfociare in situazioni molto gravi” sottolinea sempre la referente di Spazio Donna, che denuncia con particolare preoccupazione la condizione dei 306 figli delle denuncianti, di cui 181 minori, “che hanno vissuto la violenza in famiglia”. “I bambini e i ragazzi sono i più colpiti, c’è bisogno di diffondere cultura” evidenzia.

Obiettivo, quest’ultimo, che si è concretizzato nell’iniziativa di prevenzione e sensibilizzazione destinata ai giovanissimi, promossa proprio dall’associazione Questa città – Spazio Donna, e colta dalle tre municipalità che, in concomitanza al corso di educazione finanziaria, hanno avviato un percorso di prevenzione contro la violenza di genere nelle tre scuole medie interessando 388 scolari delle classi seconde.

Il progetto “Parole che contano per costruire relazioni sane”, 6 ore di confronto e un appuntamento finale con i genitori, ha voluto “favorire la consapevolezza nei ragazzi del valore del linguaggio e delle emozioni per riuscire ad intrecciare relazioni positive tra pari, avere una corretta percezione di sé e lavorare sull’empatia” riferisce la professoressa Giulia Masserizzi dell’Istituto comprensivo di Romano.  

“Gli effetti di percorsi educativi di questo tipo si vedranno nel tempo e porteranno a relazioni costruttive e rispettose in età adulta – precisa a sua volta Silvia Patuzzi, assessore alle pari opportunità di Mussolente –, ma c’è bisogno di insistere con determinazione nell’educazione dei giovani per riuscire a cambiare il modo di pensare perché non basta intervenire quando il problema c’è già”. 

Il suo grazie a chi si è impegnato si unisce a quello della sua omologa di Romano, Franca Meneghetti, la quale dal canto suo invita le partecipanti al corso di educazione finanziaria “a condividere le competenze acquisite in modo da portarle ad altre donne, ovvero farsi promotrici di benessere”.

Sulla prevenzione insiste pure il sindaco di Cassola, Giannantonio Stangherlin, che osserva come “per secoli la donna sia stata penalizzata”. “Occorre cambiare registro e dare importanza alle parole che si usano, evitare le battute infelici, perché il nostro impegno oggi è proprio quello di cambiare questa cultura che non può limitarsi all’assistenza” commenta.

Pensiero condiviso dal primo cittadino di Mussolente, Ellena Bontorin, che apprezza la sinergia che si è creata tra le amministrazioni: “Lavorare da soli non è più possibile, l’avvento degli ATS (Ambiti Territoriali Sociali) ci fa molto bene perché ci impone forme di gestione dei servizi sociali associate tra i Comuni e questo porta a ottimi risultati”.

“Come politici puntiamo all’avvio di buone prassi per ostacolare in tutti i modi la violenza di genere” chiude infine Oscar Mazzocchin, assessore alle politiche sociali di Cassola.

Michela Cola

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