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Sorrisi itineranti

Una mostra fotografica itinerante, dedicata al progetto “Well-Fair Reti di comunità”, che rivela la gioia di accogliere i più fragili nel mondo del volontariato di Mussolente e Cassola

Michela Cola Michela Cola
  • Mar 9, 2026

magzin magzin

Una mostra fotografica per raccontare il sorriso. Il sorriso di chi dona.

È questo il comune denominatore dei circa 200 scatti che compongono la mostra fotografica “Paesaggi di comunità” che è stata inaugurata sabato scorso al Polo culturale di Mussolente.

Un percorso fotografico che vuole essere una vetrina del progetto “Well-Fair Reti di comunità” voluto dai Comuni di Mussolente e Cassola, in collaborazione con la Cooperativa sociale “Luoghi comuni Onlus” e finanziato dalla Fondazione Cariverona.

Tale progetto ha come obiettivo quello di inserire delle persone adulte, che stanno vivendo un momento di fragilità o di esclusione, nelle attività di volontariato svolte dalle associazioni locali per aiutarle a riprendere in mano la loro vita e reinserirsi nella comunità.   

A cogliere gli attimi di operosità, che spesso restano nascosti agli occhi dei più, è stato il fotografo bassanese Francesco Dal Pian che, con maestria e originalità, ha saputo imprimere nella pellicola soprattutto il sentimento di gioia che traspira dai volti dei volontari. “Di questo lavoro mi sono rimasti i sorrisi delle persone che hanno voglia di fare e ora anche di accogliere” sono le sue parole.

Parole riprese pure da Oscar Mazzocchin, assessore ai Servizi alla persona di Cassola: “Il loro sorriso ci dice che il donare agli altri è donare anche a se stessi. Nel metterci la faccia il messaggio arriva a tutti e comunica, in particolare alle nuove generazioni, che vale sempre la pena dedicare del tempo agli altri. In questo progetto si cerca di creare relazioni positive mettendo in contatto persone che hanno capacità aggregative con altre bisognose”.

Da entrambe le amministrazioni giunge il grazie a tutti coloro che si sono messi in gioco e nel sottolineare “la finalità sociale” del progetto di welfare, la sindaca di Mussolente Ellena Bontorin, afferma “quanto i volontari siano essenziali al buon funzionamento delle comunità”.  

“Ci siamo prima interrogati su cosa poter fare per impedire che i concittadini in situazioni di fragilità rimangano isolati e la nostra attenzione è caduta sul grande contributo del volontariato, considerato inoltre che in entrambi i Comuni esiste una solida rete associativa. Dopo di che abbiamo dato vita al progetto “Well-Fair Reti di comunità” partito un anno fa. Questo primo periodo è servito per formare i volontari, in termini di soft skills, in modo che possano aiutare in modo corretto. D’ora in avanti le persone individuate dai servizi sociali saranno agganciate ai volontari formati per svolgere assieme le attività di routine. Al termine, poi, sarà interessante avere un riscontro da tutti i soggetti coinvolti”.

Una trentina sono state le associazioni che hanno aderito e che nei prossimi due anni, il programma è triennale, si faranno carico di una sessantina di persone fragili. Ma la convinzione dei politici è che questo percorso possa continuare perché i progetti di welfare, a detta degli esperti, sono autogenerativi ovvero una volta avviati dovrebbe mantenersi in vita da soli, mentre per l’aspetto economico confidano in nuovi finanziamenti.  

“E’ la generatività sociale – specifica Ellena Bontorin – che ha come fondamento quello di tornare a uno stile di comunità che apparteneva al passato, il vivere in corte, in cui tutti si davano una mano in modo gratuito e spontaneo, in cui i vicini di casa si accorgevano dei bisogni dell’altro senza che l’altro chiedesse aiuto”.

A tenere le fila dell’organizzazione, compresa la mostra, e della formazione è la Cooperativa bassanese “Luoghi comuni” la cui referente territoriale, Francesca Bassa, assicura che si tratta di “un’iniziativa innovativa nel nostro territorio che in sé offre poco nell’ambito della marginalità adulta. Cerchiamo di traghettare le persone da un disagio psico-sociale al reintegro nella comunità e il plusvalore di questo progetto sta nel fatto che non è l’assistente sociale o la cooperativa del terzo settore ad intervenire ma la comunità stessa che viene coinvolta in primis. I volti delle foto, infatti, sono quelli dei volontari dei due Comuni”. Che, in altre parole, per la sindaca Bontorin significa “perché non far vedere il bello dei nostri territori che sono le persone”.

La mostra rimarrà al Polo culturale di Mussolente fino al 10 marzo per poi spostarsi all’interno della manifestazione “Asparago e dintorni” di San Zeno di Cassola per tutta la sua durata e infine continuare, in modo itinerante, ad essere esposta ovunque sia richiesta per essere il più possibile visibile nelle occasioni di festa. 

Michela Cola

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