Uno dei Quattro dell’Ave Maria è lui: Romano Cornale. Un’istituzione nel campo della ristorazione del nostro territorio, titolare di quella Birreria Cornale a Piovega di Sotto, in territorio comunale di Enego, che rappresenta un punto di riferimento assoluto per il ristoro dei viandanti lungo la Statale Valsugana tra Bassano e Trento. Gli altri tre sono Sergio Dussin del ristorante Al Pioppeto, Emilio Trevisani del ristorante Trevisani e Olivo Brunello, storico sommelier del ristorante “birraria” Ottone.
Sono i quattro esponenti della ristorazione bassanese che lunedì scorso 23 febbraio hanno ricevuto i primi Asparagi Bianchi di Bassano precoci della storia, prodotti in serra con un mese di anticipo rispetto all’inizio del tradizionale periodo di raccolta da Paolo Brotto, coltivatore asparagicolo e presidente del Consorzio per la Tutela dell’Asparago Bianco di Bassano DOP. Quanto è bastato per far esplodere una clamorosa polemica nel già diviso mondo dei ristoratori bassanesi, sfociata nelle dimissioni del presidente dei ristoratori di Confcommercio Giovanni “Doro” Scapin, adirato con il Consorzio perché non avrebbe informato e coinvolto l’intera categoria circa la possibilità di avere a disposizione gli Asparagi con un mese di anticipo.
Il clima che si respira su questa vicenda, tra prese di posizione e dichiarazioni a mezzo stampa, è quello di una notte delle lunghe forchette ma Cornale è l’immagine della tranquillità. È come se la diatriba divampata nei confronti dei “dussiniani” da parte dei “doriani” si fosse già disciolta nell’acqua del Brenta. All’ingresso del suo locale in stile bavarese campeggia un cartello con la scritta “Piatto tipico. Oggi uova e Asparagi di Bassano”. E sulla questione risponde alle mie domande in modo schietto, papale Cornale.
Romano Cornale: come commenta tutto questo rumore sugli Asparagi, visto che lei è uno dei ristoratori che propongono gli Asparagi precoci?
Io sono uno dei quattro amici, compreso Ottone. Lunedì mattina c’è stata la bella notizia che ha dato Sergio Dussin, che finalmente ci sono gli Asparagi. In più è venuto il presidente del Consorzio dell’Asparago Paolo Brotto, che li produce lui. Si sa benissimo che è una vecchia coltura, un sistema adoperato dove ci sono le terme. Lui lo fa usufruendo dell’acqua riscaldata con la legna del suo mobilificio, quindi è anche sostenibile. E allora abbiamo fatto una foto tutti insieme per dire che iniziano gli Asparagi, non che inizia la rassegna dei ristoratori perché quella si farà il 19 marzo. Quindi è stata fatta questa foto per dire a chi mangia gli Asparagi, che ci sono. Infatti io ce li ho. Sono stati distribuiti due mazzi a testa per tutti quanti i colleghi e invece io li ho avuti venerdì, perché ce n’erano pochi. Niente di che.
Ma tutto questo “noi non siamo stati informati, siamo stati esclusi”, il presidente dei ristoratori che si dimette…
Quelli sono problemi suoi di recepire le cose. Nessuno vuole fare iniziative personali. Diciamo che io ho anche una certa cultura, ho fatto il presidente degli antincendi boschivi, protezione civile, Pro Loco di Valstagna, so come funzionano le associazioni e quindi ho un pieno rispetto dei presidenti e di tutto quanto. E difatti non c’è stato niente, è stata solo una presentazione degli Asparagi perché infine è una cosa che dà valore all’Asparago, in Italia, dappertutto. È un’eccellenza che il Consorzio di Bassano abbia sviluppato questa metodologia antica. Questo era l’obiettivo, il pensiero.
Il fronte dei suoi colleghi che è d’accordo con “Doro” Scapin dice che però sono stati privilegiati solo alcuni ristoratori e che gli altri sono stati dimenticati. Lei cosa replica?
Replico che è un modo negativo di vedere le cose. Scapin ha anche detto di avere telefonato a tutti e a me non ha telefonato. Ma non abbiamo problemi io e lui, personalmente. Il fatto è quello di avere un gruppo che dovrebbe parlarsi, come tutti. Se non si parla si sopporta. Queste situazioni qua sono interpretazioni. Purtroppo, nell’ultima riunione, sono venute fuori alcune prese di posizione personali di un gruppo di ristoratori bassanesi che fanno un evento il 19 marzo, nello stesso giorno della partenza della rassegna dell’Asparago. Abbiamo chiarito la situazione, però non si sa ancora cosa fanno. Diciamo che se uno dirige l’orchestra, certe cose le dovrebbe sapere. Anche Andrea del Nuovo Borgo, il vicepresidente, era appena rientrato da due settimane alle Olimpiadi e non sapeva nulla. Questo vuol dire che non comunicano fra di loro. Ma noialtri, i “vecchi”, non abbiamo nessun problema. È solo il fatto di dire: c’è l’Asparago di Bassano. Se lo presentavano loro, Doro oppure Alex del Ca’7, non è che andavo a dire “noi non ci siamo”. È molto semplice la situazione. Evidentemente ci sono un po’ di pensieri non corretti.
Il risultato è che si parla, e anche troppo, dell’Asparago con un mese di anticipo…
Sì, di tutta questa cosa si fa un gran parlare. Però sarebbe meglio valorizzare quello che è stato fatto, l’impianto che ha fatto il presidente, il fatto che ci sono persone che si impegnano nella coltivazione, e non da far solo il risotto e i sparasi e ovi. Perché nel circuito degli Asparagi è molto importante la parte del campo, e poco si parla dei contadini o del Consorzio. E invece sono loro la forza. Siamo noi che divulghiamo il prodotto, però una delle parti importanti sono i coltivatori ed infatti si è visto anche adesso, col presidente del Consorzio che si è impegnato da tre anni a fare questa situazione, è riuscito, abbiamo assaggiato i suoi Asparagi e sono buoni. E basta.
