“Asparagi contro”. Era il titolo, ispirato al film “Uomini contro” di Francesco Rosi, di un mitico e infuocato confronto televisivo che ebbi l’occasione di condurre ormai molti anni fa, quando era in corso l’accesa disputa tra i produttori del “Marchio Verde” e quelli del “Marchio Rosso” dell’Asparago Bianco di Bassano, non ancora a Marchio unico e non ancora DOP. Ora quel titolo ritorna di attualità ma per la nuova controversia che sta scuotendo il sempre irrequieto mondo della ristorazione bassanese, con le dimissioni del presidente dei Ristoratori di Confcommercio Giovanni “Doro” Scapin, di cui all’articolo precedente.
Il tutto a seguito dell’iniziativa di Sergio Dussin, titolare del ristorante Al Pioppeto di Romano d’Ezzelino e già pluriennale presidente dei Ristoratori Bassanesi. Dussin ha infatti bruciato tutti sul tempo presentando alla stampa, e proponendo sin da subito nei suoi menù, i primi Asparagi “precoci” di Bassano della storia, raccolti con un mese di anticipo grazie a una nuova tecnologia di riscaldamento dei terreni messa in atto dal Consorzio di Tutela e consegnati a Dussin dal presidente del Consorzio medesimo Paolo Brotto e dallo storico grossista dell’Asparago di Bassano Mario Chiminazzo. Una cosa che Scapin ha mal digerito al punto da rimettere il proprio mandato alla guida dei Ristoratori di Ascom Bassano, facendo riaccendere i riflettori sulla figura di Sergio Dussin che dopo le sue dimissioni, a suo dire costrette, alla presidenza del Gruppo Ristoratori Bassanesi nel 2023 ha sempre e attentamente evitato di farsi coinvolgere dal tritacarne delle polemiche mediatiche.
“Penso che Doro si sia sentito “superato” perché a me, senza incarichi di categoria, sono stati offerti gli Asparagi raccolti in anticipo – dichiara Dussin a Seven Magazine –. Il presidente del Consorzio li ha portati qua e io ho fatto le fotografie con i miei amici che sono rimasti, Romano Cornale ed Emilio Trevisani, e anche Olivo Brunello di Ottone. Gli altri non si sono fatti mai sentire e mai vedere quando ho dovuto dare le dimissioni costrette, né mi hanno mai telefonato per essermi vicini. Adesso tutti quanti si scagliano contro perché, non avendo incarichi, posso naturalmente fare quello che desidero senza nessun obbligo di categoria.”
“Questo ha dato fastidio a tanti perché partire con l’Asparago il 24 febbraio era una cosa fino adesso impossibile – aggiunge il titolare del ristorante Al Pioppeto –. Però se il presidente Brotto mi porta gli Asparagi, e lui è il presidente del Consorzio, non si tratta di una persona qualsiasi. Di conseguenza, ritengo che sia stato giusto che lui ci abbia portato gli Asparagi e questo, ripeto, ha dato fastidio a tanti perché si sono sentiti un po’ superati.”
Dussin coglie anche l’occasione per tirarsi fuori qualche Asparago dalla scarpa, affermando che dopo i suoi 24 anni di presidenza “non è stato fatto più nulla che sia all’altezza della ristorazione bassanese”, facendo sparire tutte le rassegne gastronomiche che venivano proposte durante l’anno oltre a quella dell’Asparago, e che “è mancata la grinta e la capacità di gestire questa situazione”.
E a proposito delle voci che stanno circolando, secondo le quali lui sarebbe disponibile a ritornare alla presidenza dei Ristoratori di Confcommercio? “Adesso ci saranno le votazioni e se mi chiedono di fare il presidente mi metto a disposizione – risponde Sergio Dussin –. Ma io non obbligo nessuno perché vado avanti col mio lavoro e sto lavorando alla grande.”
Asparagi contro: non è più una questione di Marchio, ma di pentole bollenti.
