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Luce e spazio fra i banchi di scuola

550 giorni lavorativi sono bastati per aprire le porte della nuova scuola media “Montegrappa” ai ragazzi di Romano d’Ezzelino. Lunedì 23 febbraio la campanella suonerà in una struttura all’avanguardia che offre il massimo dei comfort

Michela Cola Michela Cola
  • Feb 19, 2026

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L’hanno pensata con cura la nuova scuola secondaria di primo grado “Montegrappa” a San Giacomo di Romano d’Ezzelino. L’amministrazione di Simone Bontorin, in stretta collaborazione con la dirigenza dell’Istituto scolastico, ha dimostrato di poter fare bene e in poco tempo. Realizzata in soli 550 giorni lavorativi, la nuova sede della scuola media di Romano, con accesso da via Benedetto Marcello, sorge a nord della primaria e ad ovest dell’asilo nido ottimizzando di fatto spazi e servizi in quello che diverrà il nuovo polo scolastico di San Giacomo.

La vecchia sede di via General Giardino sarà demolita verso giugno; decisione presa a seguito della valutazione dei costi troppo elevati sia nella gestione delle utenze che nell’adeguamento strutturale alle attuali normative. L’obsoleto lascerà quindi spazio ad un’area verde nei termini di un parco attrezzato aperto alla cittadinanza e alcuni parcheggi ai suoi margini.

Verrà invece mantenuta, o meglio riqualificata ed ampliata, la palazzina del plesso costruita nel 2009 che risulta essere a norma e quindi in grado di ospitare la nuova biblioteca comunale con annesse moderne aule studio, ma per la sua ultimazione sarà necessario attendere un altro anno e mezzo.   

Due o tre anni, inoltre, è il tempo richiesto affinché l’intera opera venga completata del tutto nel suo rinnovato aspetto di riqualificazione urbanistica di ampio respiro. Due anni, invece, sono bastati per rendere fruibile la nuova sede della scuola secondaria di primo grado che lunedì prossimo 23 febbraio accoglierà i 350 ragazzi attualmente frequentanti, il corpo docente, il personale scolastico e la dirigenza.

L’effetto sorpresa sarà garantito: da subito si ha l’impressione di un ambiente confortevole fatto di pareti bianche, grandi vetrate, ampi spazi di socializzazione, una scalinata pensata come luogo di integrazione, massima insonorizzazione e una piacevole temperatura interna. Un’architettura sostenibile che garantisce un elevato livello di confort con bassi consumi, grazie al sistema di riscaldamento a pavimento, alla ventilazione meccanica che mantiene umidità e temperatura costanti in un continuo ricircolo d’aria, e all’impianto fotovoltaico di 146 kwp di potenza posizionato sul tetto dell’edificio. All’interno gli elementi d’arredo sono per lo più in materiali naturali riducendo, volutamente, al minimo l’utilizzo di plastiche.

Sedici sono le aule corredate di monitor interattivi al primo piano; più due aule di facile accesso, tre laboratori, una sala multiuso, la biblioteca interna per gli studenti e la sala orchestra di 180 mq al piano terra che, con gli spazi ricreativi e gli uffici della direzione didattica, coprono i 3.280 mq totali dell’immobile.

“Abbiamo voluto una struttura all’avanguardia pensata per essere divisibile in tre zone – spiega il sindaco Simone Bontorin –: un’area adibita solo all’istruzione che verrà allarmata dopo il suono dell’ultima campanella, un’altra ala comprensiva della sala musica che sarà messa a disposizione delle associazioni del territorio per l’uso pomeridiano o serale, e quella esterna che sarà ultimata entro Pasqua e resterà sempre fruibile da tutti i residenti”. 

Della zona intermedia fa parte anche la nuova mensa scolastica, un edificio a parte di 500 mq, pronto a settembre, che si presenterà nella doppia veste di mensa e sala polivalente, anch’essa aperta alla cittadinanza per incontri ed eventi.  

“Abbiamo lavorato senza interruzione e la decisione di trasferire gli alunni durante l’anno – precisa l’assessore ai lavori pubblici Paolo Rossetto – è nata dall’esigenza di demolire quanto prima la vecchia scuola. Una decisione necessariamente presa di comune accordo con la dirigenza didattica ad inizio anno scolastico”.

Dichiarazione, questa, confermata dal dirigente scolastico, Antonio Maria Bianchin, che premette di aver “considerato i tempi tecnici necessari ma soprattutto di aver verificato che ci fossero le opportune condizioni di sicurezza”. Da lui arrivano anche i ringraziamenti allo staff per il notevole sforzo affrontato: “Sarà una grande sfida che costringerà tutti ad affrontare i disagi di un vero e proprio trasloco e ad acquisire nuove abitudini ma, di certo, per un fine assolutamente meritevole”.  

Per l’assessore all’istruzione Franca Meneghetti si tratta di “un luogo accogliente, che fa stare bene”. E aggiunge “sono certa che la nostra proposta, che tra l’altro prevede il tempo prolungato con due pomeriggi a scuola a partire dal prossimo anno, sarà colta anche dalle famiglie dei Comuni limitrofi che potranno iscrivere il proprio figlio ancora per qualche giorno”. Attualmente i nuovi iscritti sono 113, “molti più di quelli degli anni passati” specifica Bontorin, che commenta “è l’effetto che ci aspettavamo”.

Otto milioni sono gli euro spesi per il nuovo edificio, di cui 3,3 provengono da fondi del Pnrr, quasi 3,8 da un mutuo pluriennale e i rimanti con risorse disponibili del Comune. Sempre dal Pnrr è arrivato, inoltre, un milione e 450 mila euro per la realizzazione della mensa/sala polivalente, mentre 750 mila saranno necessari per il completamento della parte esterna e l’abbattimento del vecchio. Infine 650 mila euro sono previsti per la riqualificazione e l’ampliamento dell’edificio da adibire a biblioteca comunale.

Sicuramente si tratta della più grande opera nella storia del Comune di Romano che ha voluto investire sul futuro delle nuove generazioni.

Michela Cola

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