Audite audite: è iniziato il ciclo di audizioni della Prima Commissione consiliare “Affari istituzionali” del Comune di Vicenza, dedicato all’analisi dell’attuale situazione del Tribunale di Vicenza e alle possibili ricadute del disegno di legge relativo all’istituzione del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa, alias Tribunale della Pedemontana. Venerdì scorso si è tenuta la prima seduta di audizione, rivolta ai rappresentanti della politica. Sono stati invitati tutti i parlamentari e i consiglieri regionali eletti in Provincia, con significative defezioni: relativamente ai parlamentari, non si sono infatti presentati gli esponenti della Lega e l’on. Silvio Giovine di Fratelli d’Italia. Per contro, hanno risposto all’appello i senatori vicentini Daniela Sbrollini e Pierantonio Zanettin e l’onorevole bassanese Rosanna Filippin. Per la Regione, sempre con l’assenza dei leghisti, sono invece intervenuti il vicepresidente del consiglio regionale Francesco Rucco e i consiglieri regionali Chiara Luisetto, Antonio Marco Dalla Pozza e Jacopo Maltauro.
Il ciclo di sedute prosegue questo pomeriggio con l’audizione dei vertici del Tribunale e continuerà lunedì 2 marzo con l’audizione delle associazioni e dei soggetti rappresentativi del territorio.
Nell’occasione, è pervenuto in redazione un comunicato stampa del consigliere comunale di Vicenza Luca Poncato, avvocato cassazionista di professione e componente della Prima Commissione consiliare. Il quale innanzitutto si rammarica della diserzione di alcuni politici alla prima riunione. “Spiace che qualcuno abbia scelto di non esserci – dichiara –. Quando si parla di giustizia, sottrarsi al confronto non è un buon segnale.” Poncato aggiunge che “oggi però il punto non è politico” ma “è concreto ed è semplice”. E cioè che “il disegno di legge prevede che le risorse di magistratura e di personale amministrativi necessarie al nuovo presidio siano reperite presso il Tribunale di Vicenza” e che “il Tribunale di Vicenza presenta già significative scoperture di organico”. Da qui un nuovo appello, proveniente dal capoluogo berico, alla “controparte” bassanese.
“Mi rivolgo in particolare ai cittadini bassanesi: occorre riflettere con attenzione – afferma il consigliere comunale –. La riapertura del Tribunale di Bassano, nelle condizioni attuali, risulterebbe dannosa non solo per Vicenza ma per l’intera Provincia. Indebolire ulteriormente un presidio già in sofferenza significherebbe colpire la qualità complessiva del servizio Giustizia.” “Si è parlato di “giustizia di prossimità” – aggiunge –. È un concetto che, alla luce del processo telematico e delle tecnologie oggi disponibili, va riletto. Sempre meno attività richiedono la presenza fisica in Tribunale. Parlarne quindi come motivo per cui risulterebbe necessaria la riapertura del tribunale risulta quantomeno anacronistico.”
“Comprendo il valore simbolico e pratico di avere un servizio “sotto casa” – chiosa Poncato – . È un po’ come avere un ospedale vicino: rassicura. Ma quando si ha un problema serio, si sceglie il centro medico più attrezzato e specializzato. Con una differenza sostanziale: nella giustizia non è il cittadino a scegliere dove rivolgersi. La competenza territoriale è stabilita dalla legge. Se si appartiene a un determinato circondario, a quello ci si deve rivolgere. Vicenza e Bassano si troverebbero ad appartenere a due “tribunalini” a cui non potrebbero sottrarsi.”
“Si è parlato anche di specializzazione – continua il consigliere vicentino, nonché avvocato –. Torno al paragone sanitario: nessuno vorrebbe un medico che al mattino sia ortopedico e al pomeriggio ginecologo. La qualità della decisione passa attraverso la competenza e l’approfondimento. Ridurre il numero dei magistrati e distribuirli su più sedi significa inevitabilmente comprimere la possibilità di specializzazione. E ogni cittadino che si rivolge alla Giustizia ha diritto ad essere giudicato da un magistrato preparato e specializzato nella materia che lo riguarda.”
“Avrei voluto chiedere al vicepresidente del consiglio regionale Rucco, che ha dovuto lasciare la seduta prima del mio intervento, cosa accadrebbe se, nonostante la sua vigilanza, il disegno di legge venisse attuato così come ad oggi formulato – conclude Luca Poncato –. Quali garanzie concrete abbiamo che il Tribunale di Vicenza non venga ulteriormente impoverito? Quali strumenti sono previsti per evitare che l’intera Provincia paghi il prezzo di una scelta che, allo stato attuale, appare priva di coperture adeguate? Non è un progetto coraggioso ma piuttosto temerario. Su questi punti credo sia necessario un confronto serio, basato su dati e non su slogan.”
Audite audite: della questione del Tribunale sentiremo parlare ancora a lungo. The Show Must Go On.
