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Curling Police

Tutti pazzi per il curling grazie alle Olimpiadi. Ecco perché lo sport delle pietre fatte scivolare sul ghiaccio è una metafora del rientro della Polizia Locale sotto il Comune di Bassano del Grappa

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Feb 10, 2026

magzin magzin

Che bellezza: ogni quattro anni, puntualmente, diventiamo tutti esperti e appassionati di curling. Curling my darling. Lo diventiamo grazie ai Giochi Olimpici invernali, ora in pieno svolgimento, e alla nostra squadra che ultimamente ci ha abituato a grandi risultati. Anche se ieri la coppia azzurra Stefania Constantini e Amos Mosaner, già vincitrice dell’oro nel doppio misto a Pechino 2022, ha perso in semifinale per un solo punto contro gli Stati Uniti. Riscattandosi oggi alla grande con la conquista della medaglia di bronzo contro la Gran Bretagna, battuta 5-3. Bravi, ragazzi del curling: avete All My Loving.

Non so perché, ma c’è qualcosa di ipnotico in questa versione glaciale del gioco delle bocce. Uno tira la stone e cioè la pietra facendola scivolare sulla superficie ghiacciata e l’altro accompagna il viaggio della pesante pignatta di granito spazzando il ghiaccio come un forsennato con uno speciale scoatto in direzione della “casa” e cioè dei tre anelli concentrici da raggiungere, possibilmente bocciando e quindi eliminando le stones degli avversari. In altre parole, il curling è la capacità di regolare la traiettoria e la velocità del proprio sasso sportivo verso l’obiettivo. Lo si fa con una perfetta simbiosi tra lanciatore e spazzatore. Il primo deve dare l’abbrivio alla sua stone con un movimento a spirale (“curl”) che imprime al sasso a cinque cerchi una traiettoria curvilinea. Il secondo deve gestire e variare la direzione del granitico oggetto scivolante raschiando il ghiaccio a più non posso con la scopa da curling per abraderne la superficie, alterando le caratteristiche del pavimento di gara a seconda delle esigenze e portando in questo modo il bussolotto di pietra sulla traiettoria desiderata. Pura arte del puntare allo scopo “strada facendo”. Naturalmente l’insieme delle regole che sovrintendono ai ruoli e ai punteggi del curling è molto più complesso, ma in sostanza ci siamo capiti.

Ne scrivo perché più guardo il curling, ipnotizzato alla televisione, e più mi appare come una metafora della politica bassanese. Una gara olimpica in cui l’attuale amministrazione comunale, capeggiata dallo skip (il ruolo di capitano e stratega nel curling) Nicola Finco, lancia dei proclami che poi deve però cercare di dirigere verso l’obiettivo portandoli sulla giusta traiettoria e possibilmente bocciando e eliminando le stones dell’amministrazione precedente.

Con un colpo da maestro, Finco ha conquistato i primi punti lanciando l’anno scorso sul ghiaccio il proclama dell’uscita della Polizia Locale dall’Unione Montana, dopo l’ingresso della PL nell’ente sovracomunale voluto dall’amministrazione Pavan, per farla tornare nella “casa” ovvero sotto il Comune di Bassano. A gestire la traiettoria per raggiungere il traguardo ci hanno pensato i due spazzatori Alessandro Campagnolo, assessore alla Sicurezza, e Gianluca Pietrosante, consigliere dissidente di Fratelli d’Italia. Spazza di qua e spazza di là, alla fine la boccia Finco ha raggiunto la boccia Pavan e…bong! L’ha eliminata, stabilendo il rientro degli agenti nell’organico comunale dal 1° gennaio 2026.

Poi, con l’anno nuovo, l’amministrazione Finco ha lanciato la pietra dell’avvio dell’attività della Polizia Locale, ritornata a libro paga del Comune. Ma la traiettoria di partenza è stata molto di più che a spirale, se non a rischio di fuoriuscita dal campo di gara, per la mancanza di mezzi e strumenti rimasti di proprietà dell’Unione. Lo staff di maggioranza della squadra di curling, per voce del capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Giunta, ha richiesto la rimozione dell’assessore Campagnolo ma poi la clamorosa istanza è rientrata nello spirito di Fratellanza delle Olimpiadi.

E i mezzi e strumenti rimasti di proprietà dell’Unione Montana? Niente paura: in questo caso la nazionale finchiana di curling ha trovato uno spazzatore d’eccezione che, con velocissimo raschiamento della superficie, ha abilmente regolato la traiettoria e portato la boccia a destinazione. È stato il segretario dell’Unione Montana stessa che, nello stesso giorno della riunione dei sindaci dell’Unione andata deserta, con atto dirigenziale ha autorizzato “l’utilizzo di mezzi e beni strumentali di proprietà dell’Unione a favore del Comune di Bassano del Grappa”, a titolo gratuito e con effetto immediato.

La squadra della Finco United è dunque pronta per conquistare la medaglia d’oro nella specialità olimpica del Curling Police? Non ancora. Perché adesso il gioco si fa duro, con l’aumento degli episodi di microcriminalità di questi giorni in città e la nuova sferzata di Fratelli d’Italia sulla mancanza di sicurezza e “la percezione diffusa tra i cittadini di un calo della Polizia Locale per le strade”, come da comunicato stampa del portavoce di FdI Bassano Nicola Giangregorio.

Il nuovo lancio della boccia di granito sul ghiaccio, quello dell’entrata a regime dell’operatività degli agenti ritornati ad essere “comunali”, si rivela più che mai tortuoso. Serve a questo punto uno spazzatore di comprovata esperienza che riesca a incanalare la traiettoria del sasso-sicurezza su un binario meno indefinito.

Quello spazzatore ha un nome: è il nuovo comandante della Polizia Locale Ivano Berti, in servizio dallo scorso 1° febbraio. Ed è investito di un ruolo non da poco perché questa volta l’amministrazione Finco, compresa anche la sua maggioranza, non ha avversari: gareggia contro sé stessa.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.