Mancano tre giorni all’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. A vent’anni dall’edizione di Torino 2006, i Giochi Olimpici invernali tornano in Italia, pronti a regalare ad atleti e appassionati due settimane di emozioni intense.
Tra i grandi protagonisti di Torino 2006 c’è stato senza dubbio Enrico Fabris. Partito da Roana, è diventato il simbolo di quell’edizione, grazie a prestazioni entrate nella storia dello sport italiano. Oggi, riannodando il filo dei ricordi, Fabris si avvicina a Milano-Cortina 2026 con compiti e responsabilità diverse. In qualità di Speed Skating Deputy Manager della pista di Rho-Milano, il suo obiettivo è garantire che tutto funzioni alla perfezione nelle gare di pattinaggio di velocità.
2006-2026: vent’anni dopo Torino, le Olimpiadi tornano in Italia. Quali ricordi hai di quell’edizione?
Fa impressione pensare che siano già passati vent’anni. Il ricordo è ancora fortissimo perché quanto successo a Torino ha avuto un impatto enorme sulla mia vita, sia come atleta sia come persona: sembra davvero ieri. Anche lavorare oggi per Milano-Cortina 2026, nel mio ruolo di Speed Skating Deputy Manager, mi riporta indietro nel tempo. È come rivivere la stessa atmosfera.
Hai citato il tuo ruolo nell’organizzazione: puoi spiegarci in cosa consiste?
Mi occupo dell’organizzazione della parte sportiva insieme a un team di tecnici con un passato nel pattinaggio di velocità. Ho visto nascere da zero la venue olimpica di Rho-Milano, dove si svolgeranno le gare di pattinaggio di velocità e ora che siamo alla vigilia possiamo dire che è tutto pronto per accogliere gli atleti.
Nel 2006 sei stato uno dei simboli di quelle Olimpiadi. È stato il momento più alto della tua carriera?
Senza dubbio sì. Ho avuto la fortuna di gareggiare in casa, ai Giochi Olimpici, nel momento migliore della mia carriera. È un’occasione che capita a pochissimi atleti. Aver disputato grandi gare e conquistato tre medaglie – due ori nei 1500 e nei 5000 metri e un bronzo nel Team Pursuit – rende quei risultati ancora più speciali, proprio perché ottenuti in Italia.
Ci auguriamo che sia di buon auspicio per i 109 atleti italiani impegnati a Milano-Cortina 2026
L’Italia ha dimostrato negli anni di avere grandi potenzialità. Sono convinto che sapremo dire la nostra anche in queste Olimpiadi.
A tre giorni dal via, gli italiani non sembrano ancora completamente entrati nel clima olimpico. Cosa rappresenta Milano-Cortina 2026 per l’Italia e per il sistema sportivo nazionale?
È una grandissima opportunità per valorizzare tutti gli sport invernali e rafforzare i valori sportivi in tutto il Paese. Sono certo che con l’accensione del braciere olimpico e dopo le prime gare, l’entusiasmo crescerà rapidamente. Gli italiani scopriranno sport meravigliosi, luoghi unici e impianti preparati nei minimi dettagli. Le emozioni non mancheranno e sono sicuro che le Olimpiadi verranno vissute intensamente. Io, nel frattempo, le sento già: vedo cerchi olimpici e addobbi ovunque.
Un augurio per gli atleti che saranno in gara?
Auguro a tutti di vivere emozioni simili a quelle che ho provato io. Godetevi le Olimpiadi in casa, perché è un’occasione unica. Sfruttatela al massimo per trovare energie extra e raggiungere i vostri obiettivi.
