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Enrico Fabris tra due fuochi (olimpici)

A vent’anni delle Olimpiadi di Torino 2006, Enrico Fabris si prepara per Milano-Cortina 2026 con un ruolo diverso ma lo stesso entusiasmo. “Un’occasione straordinaria per valorizzare tutti gli sport invernali”

Luca Strapazzon Luca Strapazzon
  • Feb 3, 2026

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Mancano tre giorni all’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. A vent’anni dall’edizione di Torino 2006, i Giochi Olimpici invernali tornano in Italia, pronti a regalare ad atleti e appassionati due settimane di emozioni intense.

Tra i grandi protagonisti di Torino 2006 c’è stato senza dubbio Enrico Fabris. Partito da Roana, è diventato il simbolo di quell’edizione, grazie a prestazioni entrate nella storia dello sport italiano. Oggi, riannodando il filo dei ricordi, Fabris si avvicina a Milano-Cortina 2026 con compiti e responsabilità diverse. In qualità di Speed Skating Deputy Manager della pista di Rho-Milano, il suo obiettivo è garantire che tutto funzioni alla perfezione nelle gare di pattinaggio di velocità.

2006-2026: vent’anni dopo Torino, le Olimpiadi tornano in Italia. Quali ricordi hai di quell’edizione?

Fa impressione pensare che siano già passati vent’anni. Il ricordo è ancora fortissimo perché quanto successo a Torino ha avuto un impatto enorme sulla mia vita, sia come atleta sia come persona: sembra davvero ieri. Anche lavorare oggi per Milano-Cortina 2026, nel mio ruolo di Speed Skating Deputy Manager, mi riporta indietro nel tempo. È come rivivere la stessa atmosfera.

Hai citato il tuo ruolo nell’organizzazione: puoi spiegarci in cosa consiste?

Mi occupo dell’organizzazione della parte sportiva insieme a un team di tecnici con un passato nel pattinaggio di velocità. Ho visto nascere da zero la venue olimpica di Rho-Milano, dove si svolgeranno le gare di pattinaggio di velocità e ora che siamo alla vigilia possiamo dire che è tutto pronto per accogliere gli atleti.  

Nel 2006 sei stato uno dei simboli di quelle Olimpiadi. È stato il momento più alto della tua carriera?

Senza dubbio sì. Ho avuto la fortuna di gareggiare in casa, ai Giochi Olimpici, nel momento migliore della mia carriera. È un’occasione che capita a pochissimi atleti. Aver disputato grandi gare e conquistato tre medaglie – due ori nei 1500 e nei 5000 metri e un bronzo nel Team Pursuit – rende quei risultati ancora più speciali, proprio perché ottenuti in Italia.

Ci auguriamo che sia di buon auspicio per i 109 atleti italiani impegnati a Milano-Cortina 2026

L’Italia ha dimostrato negli anni di avere grandi potenzialità. Sono convinto che sapremo dire la nostra anche in queste Olimpiadi.

A tre giorni dal via, gli italiani non sembrano ancora completamente entrati nel clima olimpico. Cosa rappresenta Milano-Cortina 2026 per l’Italia e per il sistema sportivo nazionale?

È una grandissima opportunità per valorizzare tutti gli sport invernali e rafforzare i valori sportivi in tutto il Paese. Sono certo che con l’accensione del braciere olimpico e dopo le prime gare, l’entusiasmo crescerà rapidamente. Gli italiani scopriranno sport meravigliosi, luoghi unici e impianti preparati nei minimi dettagli. Le emozioni non mancheranno e sono sicuro che le Olimpiadi verranno vissute intensamente. Io, nel frattempo, le sento già: vedo cerchi olimpici e addobbi ovunque.

Un augurio per gli atleti che saranno in gara?

Auguro a tutti di vivere emozioni simili a quelle che ho provato io. Godetevi le Olimpiadi in casa, perché è un’occasione unica. Sfruttatela al massimo per trovare energie extra e raggiungere i vostri obiettivi.

Luca Strapazzon

Giornalista Pubblicista dal 2017, crede fermamente nell'importanza del ruolo del giornalista che ha il compito principale di spiegare bene le notizie ai propri lettori. "Andare dentro alle notizie" è un esercizio necessario in questi tempi di dove un'informazione gira velocemente, ma non è detto che venga compresa appieno. Il compito di un buon giornalista è spiegarla nel migliore dei modi.