AttualitàBassano del GrappaEvidenza
  • 7 min lettura

Volevo essere un duro

A proposito della sospensione in via precauzionale da Fratelli d’Italia del consigliere comunale Gianluca Pietrosante

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Gen 26, 2026

magzin magzin
Il consigliere comunale Gianluca Pietrosante (foto da Facebook / Gianluca Pietrosante)

“Volevo essere un duro”, ha cantato Lucio Corsi a Sanremo e poi anche all’Eurovision. Ma qui siamo a Bassanovision e a volte voler fare il duro della situazione non porta ai risultati sperati. Almeno a giudicare dal caso del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Gianluca Pietrosante, sospeso in via precauzionale dal suo partito. E non si tratta nemmeno di una rivelazione, quale è stato Lucio Corsi sul palco dell’Ariston, perché il clima di maretta nei confronti di Pietrosante all’interno di FdI Bassano si stava trascinando ormai da mesi.

Specifichiamo bene, innanzitutto, la notizia. L’azione disciplinare è stata richiesta e votata all’unanimità dal coordinamento cittadino del partito, regolarmente eletto, e dal gruppo consiliare. È quanto ha confermato ufficialmente, tramite comunicazione alla stampa, il coordinatore e portavoce di Fratelli d’Italia di Bassano del Grappa Nicola Giangregorio. “Il sottoscritto – ha dichiarato Giangregorio – in qualità di coordinatore ha ritenuto di sospendere in via precauzionale il consigliere Pietrosante da Fratelli d’Italia di Bassano del Grappa, in attesa che la Commissione Disciplinare e di Garanzia si esprima sulle motivazioni che ci hanno portato alla richiesta di azione disciplinare ed a tutela di una azione politica coerente ed ordinata. Non ci saranno ulteriori dichiarazioni.” Punto e basta. In altre parole, nei riguardi del consigliere comunale è stato preso un provvedimento pesante ma non definitivo, in attesa che si pronunci al riguardo da Roma la competente Commissione Disciplinare del partito nazionale. Comunque sia, almeno nella nostra città, si tratta di un precedente senza precedenti.

Dal canto suo, il consigliere Pietrosante ha dichiarato agli organi di stampa che non gli sono state ancora contestate le motivazioni del provvedimento, che continua a svolgere il suo mandato “nell’esclusivo interesse di Bassano” e che confida “che gli organi nazionali del partito chiariranno presto la vicenda”.

Si tratta di uno dei classici casi in cui le controparti in causa, vista la delicatezza e rilevanza politica della questione, devono procedere con i piedi di piombo, almeno nei confronti della pubblica opinione. E la stessa affermazione di Giangregorio, che ha concluso il suo comunicato stampa anticipando che “non ci saranno ulteriori dichiarazioni” la dice lunga sulla necessità di non gettare ulteriore benzina sulla fiamma tricolore. Ma ciò non impedisce a chi fa il mio mestiere di cercare di saperne e di riferirne di più.

È ampiamente noto l’atteggiamento di “disobbedienza” dimostrato a più riprese da Gianluca Pietrosante in consiglio comunale rispetto alle consegne del suo partito e del suo gruppo consiliare sul tema dell’uscita della Polizia Locale dall’Unione Montana e del suo reintegro nel Comune di Bassano del Grappa a partire dal 1° gennaio 2026. Ma basta un comportamento da “dissidente” a giustificare un atto così dirompente come la sospensione precauzionale da Fratelli d’Italia con richiesta di azione disciplinare nei suoi confronti? E perché Giangregorio, nel suo comunicato, afferma che la decisione è stata presa “a tutela di una azione politica coerente ed ordinata”? Le risposte ai due punti interrogativi arrivano non da supposizioni o da teorie campate in aria ma da quanto scritto nero su bianco sui due documenti trasmessi dal coordinamento cittadino di FdI alla Commissione Disciplinare e di Garanzia del partito nazionale: un verbale di sospensione ed un esposto.

Nel verbale di sospensione, si apprende innanzitutto che lo scorso 22 gennaio è stata convocata d’urgenza una riunione dei membri del coordinamento cittadino di FdI (il coordinatore comunale Nicola Giangregorio, Domenico Merlo, Paolo Ghezzi, Alessia Santagata, Antonio Guglielmini, Mauro Zen, Ada Disegna) allargata ai consiglieri comunali del gruppo di Fratelli d’Italia (il capogruppo Stefano Giunta, Deniz Caron, Elena Pavan), al presidente del consiglio comunale Stefano Monegato e all’assessore comunale Andrea Zonta. La riunione è stata convocata da Giangregorio, come si legge nel testo, “a seguito dei reiterati e lesivi comportamenti del consigliere comunale Gianluca Pietrosante”. “Il coordinamento ed il gruppo consiliare – attesta il verbale di sospensione –, sottolineando la gravità delle esternazioni e di tutte le azioni deleterie per l’immagine del gruppo di Fratelli d’Italia di Bassano del Grappa, messe in atto dal consigliere comunale Gianluca Pietrosante, propone al coordinatore di adottare, in via d’urgenza, ai sensi dell’art. 26 dello Statuto di Fratelli d’Italia, la misura cautelare della sospensione, ritenendola necessaria in quanto si evidenziano, da parte del consigliere comunale Gianluca Pietrosante, scelte autonome e non condivise, contestazioni pubbliche della linea politica e atteggiamenti denigratori o ostativi nei confronti di colleghi di partito, oltre alle svariate iniziative in contrasto con la linea promossa e condotta sia dal coordinamento Comunale e sia dal gruppo consiliare.” Da qui la richiesta di “procedere con la sospensione del consigliere comunale Gianluca Pietrosante in attesa delle determinazioni dei competenti Organismi di garanzia e disciplinare”, poi votata all’unanimità, con votazione palese, dai presenti.

I “capi di accusa” nei confronti del consigliere comunale sono invece espressi più in dettaglio nell’esposto-segnalazione trasmesso a Roma, e per conoscenza al coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia on. Silvio Giovine, a corredo della richiesta di azione disciplinare. Li citerò in sintesi, senza scendere nei particolari.

Si parte dall’interrogazione sull’Unione Montana e il servizio di Polizia Locale del 18.09.2024, presentata da Pietrosante “senza preventiva condivisione con il capogruppo né proposta di sottoscrizione agli altri componenti del gruppo”. Quindi l’interpellanza delle minoranze sulle ecopiazzole dei rifiuti del 26.09.2024, per la quale il consigliere “ha disatteso le indicazioni del capogruppo e del gruppo”. Si passa poi alla riunione del gruppo di maggioranza del 24.10.2024, dopo l’ingresso di Elena Pavan in FdI, nella quale il consigliere ha “criticato apertamente il coordinatore provinciale e la linea del partito”. Una sequela di ulteriori contestazioni, a seguito di quella riunione di maggioranza, riguarda anche la “condotta oppositiva alle direttive del coordinatore provinciale sui rapporti con i media”. Non manca inoltre l’appunto sulla “condotta difforme dalla linea concordata” alla cena della maggioranza del 15.11.2024, alla quale Pietrosante ha partecipato nonostante da decisione di FdI di boicottare l’appuntamento “stante lo stallo e il rinvio del necessario chiarimento politico dopo la riunione del gruppo di maggioranza del 24.10.2024”. E poi ancora, in ordine cronologico e per concludere in breve: “Consiglio comunale del 27.03.2025: voto difforme sul recesso dalla convenzione con l’Unione Montana”; “Ostracismo verso la consigliera Elena Pavan e contestazione della sua agibilità politica”; “Chat di maggioranza del 13.01.2026: espressione gravemente sconveniente verso il capogruppo”; “Attacchi pubblici nella chat di maggioranza al partito e al collega Stefano Giunta”; “Esternazioni pubbliche sui social e atteggiamenti dileggianti”. Tutti episodi e condotte che, per il coordinamento cittadino, rappresentano “profili di violazione e nocumento per il partito” con richiesta di “irrogare, all’esito del contraddittorio e dell’istruttoria, la sanzione ritenuta proporzionata alla gravità e alla reiterazione dei comportamenti, ovvero, ricorrendone i presupposti, l’espulsione dal partito”. Alla Commissione Disciplinare e di garanzia di Fratelli d’Italia, quindi, l’ardua sentenza.

Ora la procedura disciplinare dovrà fare il suo corso e Gianluca Pietrosante avrà il tempo e il modo di presentare al competente organo del partito nazionale una memoria difensiva, come è suo diritto, per contestare ciascun rilievo avanzato a suo carico. Ma riguardo al futuro esito del provvedimento, e come spesso accade, i casi sono due.

Primo caso: la Commissione accoglierà l’istanza e il consigliere comunale decadrà dalla sua rappresentanza in Fratelli d’Italia. Si aprirà così il capitolo della sua nuova collocazione tra i banchi del consiglio comunale e del suo atteggiamento politico all’interno della stessa maggioranza in relazione al gruppo FdI.

Secondo caso: la Commissione rigetterà l’istanza e Pietrosante potrà tornare al suo posto come consigliere del gruppo di Fratelli d’Italia. Ne conseguirà un’imbarazzante convivenza forzata, con strascichi di arsenico e vecchi merletti per tutto il resto della legislatura comunale: e se già prima i rapporti erano tesi, nulla sarà più come prima.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.