Delusione e lacrime nelle feste natalizie per le 160 atlete del calcio femminile “Cittadella Women” di Tombolo. È arrivata come una doccia fredda la notizia, giunta a metà dicembre da parte della presidente Zeudi Doris, che la società calcistica stava vivendo un momento di grosse difficoltà finanziarie. Ne sono seguiti giorni di frenetiche convocazioni da parte di tutte le parti in causa, sindaco compreso, diventate teatro di un rimpallo di responsabilità che ha sortito il solo effetto di lasciare ragazze e famiglie confuse e sconfortate.
Il primo tentativo è stato quello di salvare la stagione calcistica, che peraltro stava andando a gonfie vele per tutte le otto categorie, ma ben presto la verità è venuta a galla nella sua totale amarezza. Non solo i soldi erano finiti ma la società aveva lasciato debiti di centinaia di migliaia di euro. La prima squadra è costretta a ritirarsi dal campionato e di conseguenza anche tutto il settore giovanile.
La vigilia di Natale Zeudi Doris, di sua iniziativa, deposita la matricola del “Cittadella Women” alla Federazione calcio che il 29 dicembre dichiara la società chiusa. Tutte le ragazze restano automaticamente escluse dalla stagione in corso nonostante nel panorama del calcio femminile il “Cittadella Women” si fosse rivelato un’eccellenza, le atlete infatti si erano distinte per gli ottimi risultati raggiunti nei rispettivi campionati di categoria.
La fine era stata siglata, le atlete non avevano più una società che le sostenevano, non un campo dove allenarsi. I loro sogni erano stati infranti. In una lettera di denuncia che hanno affidato ai social hanno espresso tutta la loro amarezza: «Abbiamo dato tutto a questa società, impegno, serietà, rispetto dei valori, sacrificio e rinunce. Vincevamo perché eravamo una squadra dentro e fuori del campo». Prima di tale annuncio però all’amministrazione comunale di Tombolo erano giunti i primi segnali di mala gestione. L’ente è proprietario del grande impianto sportivo di via S. Andrea e nel 2020 lo aveva assegnato alla società “Cittadella Women”, con referente sempre Zeudi Doris, dopo che quest’ultima aveva vinto il bando pubblico. Si trattava della gestione dell’intero complesso, bar e parco compresi.
«All’inizio tutto sembrava procedere bene – dichiara il sindaco Luca Frasson -, l’anno scorso però, a concessione oramai in scadenza, abbiamo constatato che il grosso degli interventi straordinari, previsti nella convenzione e a carico della gestrice, non aveva ancora preso avvio. Inoltre, sempre nel 2025, abbiamo notato che alcune utenze non erano state saldate e nel frattempo l’Agenzia delle Entrate ci aveva fatto pervenire un insoluto di centinaia di migliaia di euro che il “Cittadella Women” non aveva pagato al fisco. Non bastasse, persone sconosciute avevano iniziato a prendere potere nella gestione, al posto di Zeudi.»
«Abbiamo fatto una verifica – racconta ancora il sindaco – ed è emerso che il “Cittadella Women” aveva avuto un cambio societario e che il 95% del capitale era passato alla Pec srl che faceva capo, per gran parte delle quote, ad una persona di Somma Vesuviana in provincia di Napoli. Nel frattempo il “Cittadella Women” ha fatto susseguire una serie di inadempienze di cui la più grave la demolizione di due spogliatoi senza autorizzazione. Immediato è stato, da parte nostra, il blocco dei lavori e l’avvio dell’iter di revoca della concessione infine notificata all’associazione calcistica il 23 dicembre.»
Ora il gestore pro tempore degli impianti è il Comune, coadiuvato dalle altre società sportive già presenti, in attesa di pubblicare un nuovo bando.
«È stato un atto dovuto – conclude Luca Frasson – e confidiamo che il prossimo bando sia per una gestione di più ampio respiro che trasformi questa realtà sportiva, che tanti ci invidiano, in un luogo usufruibile da tutta la comunità, un punto di riferimento per nuove iniziative anche sociali e culturali e in grado di offrire servizi di qualità.»
Chiusa quindi questa amara partita, cosa ne sarà delle ragazze?
La prima squadra si è completamente sfaldata e ognuna delle calciatrici ha trovato una nuova collocazione a lei più congeniale. Il settore giovanile invece, che va dagli under 9 agli under 19, si sta dividendo fra due società del territorio: il “Padova Femminile”, che pare abbia vissuto un recente dissesto finanziario, e il “Virtus Alto Padovano”, altra realtà di Tombolo finora vocata al calcio maschile ma ben disposta ad aprirsi a quello femminile.

«Noi non abbiamo mollato nemmeno in questo periodo di grande burrasca – confida Claudio Iandolo, allenatore delle under 19 – perché ci siamo subito resi conto che eravamo l’unico riferimento rimasto per le atlete, dovevamo aiutarle a conservare la fiducia e trovare nuove opportunità, a transitare in altre società». Quello che Iandolo auspica, tuttavia, «è che situazioni nefaste come questa non accadano più, soprattutto a metà campionato, e lancio un appello alla Federazione calcio affinché faccia controlli preventivi o contempli interventi paracadute che permettano alle calciatrici di rimanere tesserate e terminare il campionato». I mister stavano lavorando sodo dallo scorso maggio, a fronte di una sola mensilità retribuita, ma hanno continuato a crederci perché le squadre stavano crescendo molto bene. Ciò tuttavia non è bastato a togliere l’inevitabilmente delusione alle atlete.
«Siamo riuscite a fare un lavoro incredibile dopo aver ricevuto grandi promesse l’estate scorsa – rivela Nicole Semenzin, capitano della squadra under 19 -, abbiamo creduto in una società che diceva di credere in noi, ma quello che è successo è il risultato di scelte di adulti che hanno deciso di anteporre i propri interessi economici alla vita sportiva e umana di noi ragazze. Tutti i nostri sogni e sacrifici sono stati buttati via e fa male sapere che quelle persone hanno ignorato le conseguenze che oggi noi stiamo pagando. Nonostante questo – ribadisce – siamo rimaste abbastanza unite e in questo dobbiamo ringraziare i mister che hanno messo il nostro bene davanti a tutto, senza essere pagati».
E Zeudi Doris? La presunta responsabile di tutto ciò, che ha fatto nascere, crescere e all’improvviso morire il “Cittadella Women”, non risponde al telefono ma si è limitata a liquidarci con un messaggio che dice: «non sono più all’interno della società, mi spiace».
