Rieccomi qua, egregi lettori.
Pronto, come sempre, a ripartire ancora una volta.
Anche se il “ritorno al futuro” citato nel titolo di questo editoriale non è un viaggio nel tempo come quello che accade nell’omonimo e celeberrimo film di cui proprio l’anno scorso è stato festeggiato il quarantennale.
Si tratta di un’altra cosa, direttamente legata al presente: per quanto mi riguarda, è il ritorno sulla strada che conduce, guardando sempre avanti, verso i nuovi orizzonti in divenire dell’informazione locale. Un senso di rinascita professionale, che punta quindi verso il futuro per definizione.
La nostra nuova strada – che è anche una nuova sfida – si chiama sevenmagazine.it, ovvero semplicemente “Seven” per gli amici, e ha una direzione principale con sette diramazioni.
La direzione principale è quella di un’informazione libera, indipendente, autorevole e approfondita sui fatti giornalisticamente rilevanti del nostro territorio di riferimento.
Un’impostazione condivisa assieme ai colleghi della redazione che insieme a me porteranno avanti il non facile ma avvincente compito di riferirvi quello che di significativo accade attorno a noi, cercando sempre di trovare il magico equilibrio tra l’obiettività della notizia e lo stile personale nel raccontarla.
Le sette diramazioni, che si dipartono dalla strada maestra condividendone la linea e l’etica editoriale, sono invece quelle delle altrettante città che coi rispettivi Comuni e territori limitrofi saranno al centro della nostra attenzione di cronisti e commentatori dell’attualità del nostro circondario.
Sette, appunto: vale a dire i magnifici Seven.
Ovvero, in ordine alfabetico: Asiago, Asolo, Bassano del Grappa, Castelfranco Veneto, Cittadella, Marostica e Thiene.
Non stiamo parlando di un comprensorio omogeneo nel senso classico del termine. Ed è anzi un’area geografica caratterizzata dalle tante differenze di campanile che contraddistinguono da sempre il Dna territoriale del Veneto.
Anche se, pensandoci bene, l’“area vasta” che ruota attorno alle sette città corrisponde esattamente al territorio della circoscrizione giudiziaria del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa, alias Tribunale della Pedemontana.
Ma si tratta di una coincidenza casuale e in quanto tale non voluta né studiata a tavolino.
Siamo però, da qualsiasi punto si prenda il territorio dei Seven, dei reciproci “vicini di casa”. Diversi e non solo per appartenenza provinciale, talvolta antagonisti (si pensi ad esempio alle periodiche polemiche, dal Bassanese o dall’Alto Vicentino, circa le dotazioni degli Ospedali di Bassano e Santorso) ma comunque vicini.
Se prendiamo una mappa cartacea della zona, usiamo un compasso, ne appoggiamo la punta su Bassano del Grappa e allarghiamo adeguatamente l’asta del compasso medesimo, all’interno del cerchio che ne risulterà si troveranno tutte le nostre sette città, ciascuna dei quali raggiungibile in macchina da Bassano (traffico permettendo, ovviamente) entro mezz’ora.
Fatta eccezione per Asiago, che si trova lassù oltre i tanti tornanti della strada della Fratellanza e che si raggiunge in più tempo, ma che è il capoluogo di un Altopiano che con la pianura condivide collegamenti e servizi, sanitari in primis.
Quello di cui ci occuperemo è dunque e ad ogni modo un territorio allargato fortemente interconnesso che merita un osservatorio giornalistico ad ampio raggio che sia in grado di coglierne e interpretarne i problemi e le principali questioni di attualità ma anche di divulgarne le storie positive, le aspirazioni (ed ecco che qui ritorna il concetto di “futuro”) e le eccellenze.
Senza però dimenticarci anche di alcuni temi, innanzitutto politici, di rilevanza regionale e all’occorrenza anche nazionale perché Bassano e le altre sei città non sono un’isola, staccata dal resto del mondo, ma “una parte del tutto”.
E capire le dinamiche che vengono decise a Venezia o a Roma, ma con ricaduta diretta sui nostri territori, è un ulteriore ed opportuno campo di esercizio del dovere di informare e del diritto di essere informati sanciti dalla Costituzione.
Questo è quanto anche se non è tutto: non voglio dilungarmi in questo editoriale di presentazione e direi che può bastare. È il momento di passare dalle parole ai fatti, costituiti dalle altre parole contenute negli articoli che scriveremo.
Saranno sempre e comunque, fedeli alla nostra strada maestra, parole in libertà.
E ci faremo in quattro, anzi pardon in sette, per onorare l’impegno.
