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Sul pedale di guerra

Rincari carburanti: le categorie del trasporto pubblico non di linea chiedono misure urgenti al Governo per recuperare almeno in parte i maggiori costi sostenuti negli ultimi mesi. Particolarmente penalizzati gli NCC. Il segretario regionale ANITraV Nereo Cuman: “Abbiamo raggiunto il limite della sopportazione”. Si sta valutando una giornata di blocco del servizio.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Set 21, 2026

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Foto di Alessandro Tich

Gli operatori del trasporto pubblico persone non di linea sono nuovamente sul pedale di guerra. Quale pedale: frizione, freno o acceleratore? Fate voi. L’incazzatura – e scusatemi il francesismo – non cambia.

Il gasolio sta viaggiando sopra i 2 euro e 30 al litro in modalità self-service e sopra i 2 euro e 50 (come nel caso del distributore che vedete nella foto pubblicata sopra) in modalità servito. In autostrada, poi, fare rifornimento è diventata una pratica economica kamikaze. Ormai l’aumento del prezzo dei carburanti sembra essere sempre più fuori controllo e chi ne fa le spese, oltre a tutti noi automobilisti comuni, sono primariamente le categorie che per lavoro devono macinare migliaia di chilometri: i piccoli trasportatori da una parte e, dall’altra, gli NCC (Noleggio Con Conducente) e i tassisti.

Gli NCC, in particolare, pagano (in tutti i sensi) le conseguenze della differenza in perdita tra le tariffe, che includono anche il costo dei carburanti, previste dai contratti sottoscritti coi clienti prima dei rincari alle pompe e le effettive spese in aumento sostenute a seguito dei continui rialzi dei prezzi di gasolio e benzina. In altre parole, si tratta dei contratti stipulati prima della guerra in Iran e della crisi energetica, con corrispettivi definiti quando i carburanti avevano prezzi assai inferiori, senza alcuna possibilità di adeguarli in corso d’opera.

Per questo, le categorie del trasporto pubblico non di linea stanno pressando il Governo, e i ministri dei Trasporti Matteo Salvini e dell’Economia e Finanze Giancarlo Giorgetti in primis, con la richiesta espressa in due distinte lettere di misure urgenti per contenere l’impatto dei prezzi dei carburanti alle stelle, tra cui il riconoscimento di un contributo straordinario una tantum per recuperare almeno in parte i maggiori costi sostenuti negli ultimi mesi.

La situazione viene seguita con estrema attenzione da Nereo Cuman, titolare di un’azienda di NCC a Pove del Grappa, nella sua veste di segretario regionale veneto dell’ANITraV (Associazione Nazionale Imprese Trasporto Viaggiatori) per le province di Vicenza, Verona, Rovigo e Belluno. 

“Le associazioni di categoria hanno raggiunto il limite della sopportazione – dichiara Cuman a Seven Magazine –. Per quanto riguarda il rincaro dei carburanti, ci sentiamo altamente presi per i fondelli dal nostro Governo. Solo promesse: dopo le missive inviate nei giorni scorsi da parte dei presidenti di associazione del settore trasporti, e non solo quello del trasporto persone, ci era stato garantito che lo Stato sarebbe intervenuto nei nostri confronti. Questo non è stato fatto. Noi siamo veramente arrabbiati in quanto giornalmente ci troviamo i rincari del carburante. Io posso dire che stanotte, in autostrada, l’ho trovato a 3 euro e 782. Quindi credo che siamo fuori da ogni logica.”

“Lo Stato non sta facendo niente per noi e noi arriveremo probabilmente alla decisione di sospendere il servizio, in data e orari da stabilire – annuncia il segretario regionale di categoria –. Stiamo valutando la mobilitazione sia a livello regionale che a livello nazionale, dove il nostro presidente Mauro Ferri sta lavorando assieme agli altri presidenti di categoria e non solo del settore NCC perché è coinvolto anche il settore Taxi. Perché se non c’è altro modo per farsi capire, noi arriveremo comunque a farlo.” “Preciso che ne stiamo parlando – puntualizza  –. Non c’è nessuna cosa decisa fino a questo momento, però siamo stanchi.”

“Noi, delle promesse mai mantenute e mai viste, che sono quelle del ribasso delle accise, non ne possiamo più – incalza Cuman –. Ogni volta che hanno comunicato di abbassare 17 centesimi o di 6 centesimi con proroghe di 5-10 giorni, io il giorno seguente ho solo ed esclusivamente visto aumenti. Io non so dove siano questi abbattimenti dei costi.”

“Adesso, l’ennesima cavolata che hanno fatto, e passatemi il termine, è l’esenzione del bollo auto fino a 80 kW e per un solo veicolo, che non si paga per il 2027 – rincara la dose il nostro interlocutore –. Significa che sostanzialmente tra chi lavora nel settore del trasporto non ce n’è neanche uno che avrà questa piccola agevolazione. Sono tutte caramelle per i bambini dell’asilo e noi di essere presi per bambini dell’asilo siamo stanchi.”

“Sono cose che non accettiamo più, non vogliamo essere l’ultima ruota del carro – sbotta il referente ANITraV –. Il signor Salvini deve ricordarsi che nel 2024, quando aveva deciso di far fuori gli NCC, a testa bassa e a pancia a terra siamo andati avanti fino a che abbiamo ottenuto quello che la legge ci deve dare. Adesso basta promesse, vogliamo fatti. Diversamente, si preparino, perché noi siamo pronti a fermarci. E ne siamo veramente convinti. Ripeto che se ne sta ancora parlando, a livello nazionale e regionale, ma se non cambia qualcosa la questione sarà imminente.”

“Poi vediamo il da farsi perché, come si sa, il 75% del trasporto pubblico non di linea di persone lo fa il Noleggio Con Conducente – conclude Nereo Cuman –. Quindi penso che una giornata di stop al servizio può dare fastidio.”

Abbiamo capito: niente freno. Gli NCC chiedono al Governo soluzioni rapide e il pedale di guerra è quello dell’acceleratore.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.