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Il successo di Brandon McNulty può dare ulteriore impulso al progetto della Veneto Classic e delle corse organizzate da Pippo Pozzato?

Luca Strapazzon Luca Strapazzon
  • Ott 19, 2026

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Veneto Classic 2026 - Bassano del Grappa , Brandon McNulty - PhotoCredits: SprintCycling

Una maglia arcobaleno a braccia alzate in Piazza Libertà a Bassano del Grappa. L’immagine iconica della Veneto Classic 2026 è questa ed è il miglior biglietto da visita per il futuro. La presenza di Brandon McNulty era già di per sé un piccolo successo, considerando come la corsa organizzata dalla PP Sport Events arrivi a fine stagione e per molte squadre (tipo l’UAE Team Emirates-XRG) non ci sia bisogno di altre vittorie o di punti per le classifiche UCI.

La squadra emiratina ha però scelto di schierarsi anche quest’anno al via, come sempre fatto anche negli anni passati, e di dare visibilità al neo Campione del Mondo. L’americano è stato vincitore a sorpresa in quel di Montreal poco meno di un mese fa e aveva bisogno come il pane di un successo in questo finale di stagione per mettere il sigillo sulla sua maglia arcobaleno. Ecco perché la combo perfetta si è materializzata ieri, in Piazza Libertà a Bassano.

McNulty era già stato protagonista al Giro del Veneto, ma la Veneto Classic si addiceva di più alle sue caratteristiche. Sul Muro della Tisa ha trovato un compagno di fuga come Anthon Charmig, di cui si è sbarazzato sulla salita di Diesel Farm, infliggendogli più di un minuto di distacco negli 8 chilometri finali. Un dominio che certifica la voglia di vincere dell’americano e la crescita di una corsa giunta alla sua sesta edizione.

La vittoria del Campione del Mondo è un attestato di crescita importante per la PP Sport Events di Pippo Pozzato. Finora, la corsa era stata un po’ snobbata dai team World Tour, visto il posizionamento in calendario non troppo premiante. Storicamente, era Il Lombardia la corsa considerata di chiusura della stagione europea, ma da sei anni a questa parte le corse venete hanno aperto un nuovo scenario.

Guardando le startlist, sono ancora poche le formazioni World Tour al via. Ieri erano 7, ma in corse storiche come il Giro dell’Emilia o la Tre Valli Varesina arrivano anche a 17. Questo sia per il posizionamento in calendario post Lombardia, sia per il blasone tutto da costruire della corsa. Ecco perché il successo di un Campione del Mondo può essere un buon viatico per dare un’ulteriore spinta all’evento, stimolando la partecipazione di atleti d’élite nei prossimi anni.

La crescita della Veneto Classic è attestata anche dalla partecipazione al Tisa Party. Cominciato qualche anno fa come una sfida, il pubblico sta rispondendo sempre di più presente. La breve ma dura salita di Mure di Colceresa sta diventando sempre di più luogo di incontro per gli appassionati delle due ruote. L’idea di Pippo Pozzato è di portare anche in Veneto un formato già collaudato e funzionante in Belgio: aree a pagamento dove godersi la corsa al meglio e vivere un’esperienza a 360°. Un progetto ambizioso che sta crescendo di anno in anno.

Il ciclismo è lo sport in assoluto più funzionale a dare visibilità a un territorio, grazie alle immagini dei paesaggi trasmesse dalle televisioni, ma non solo. Ecco perché per il territorio bassanese e della pedemontana gare come quella di ieri sono una cartolina anche di promozione turistica. Ora che sui cieli bassanesi brilla l’arcobaleno, è giunto il momento di fare un passaggio ulteriore e crescere ancora.

Luca Strapazzon

Giornalista Pubblicista dal 2017, crede fermamente nell'importanza del ruolo del giornalista che ha il compito principale di spiegare bene le notizie ai propri lettori. "Andare dentro alle notizie" è un esercizio necessario in questi tempi di dove un'informazione gira velocemente, ma non è detto che venga compresa appieno. Il compito di un buon giornalista è spiegarla nel migliore dei modi.