Un cane ucciso a badilate o a sprangate senza un’apparente ragione. Forse perché, abbaiando di notte, disturbava. La ferocia umana non ha confini e l’aggravante, per quanto ci riguarda, è che l’episodio per il quale evitiamo gli aggettivi, perché sarebbero superflui, è accaduto a Bassano del Grappa.
A segnalare il fatto alle autorità competenti ma anche alla stampa, con una lettera aperta trasmessa in redazione dal portavoce Gianpietro Conte, è un gruppo di circa 25 famiglie che risiedono in via Sandrigo, in viale Vicenza e in via Rivana Bassa in città. Tanto per capirci, via Sandrigo è la laterale di viale Vicenza ubicata poco prima della rotatoria dei Tre Ponti provenendo dal centro di Bassano, all’altezza del Motosalone Tottene. Poi la via prosegue prendendo il nome di Strada Rivana.
Le famiglie che hanno trasmesso la comunicazione hanno formato da tempo un gruppo WhatsApp con lo scopo principale di scambiarsi informazioni utili alla vigilanza e al controllo della zona, nel contesto delle proprie attività quotidiane. Ed è proprio questo lo spunto primario della lettera aperta.
“Tutto ciò è mirato a prevenire gesti di criminalità esterna, che, purtroppo, nel territorio sembrano non dare tregua – affermano i mittenti del messaggio scritto –. Per questo motivo, avevamo inoltrato al Comune di Bassano una richiesta scritta e firmata da noi tutti in cui chiedevamo l’attivazione ufficiale del controllo di vicinato.”
“Tale istanza – prosegue il testo – risulta agli atti del Comune perché protocollata in data 03.03.2026. Visto il tempo trascorso da quella data, siamo costretti ad evidenziare l’inerzia degli organi comunali preposti, perché, a tutt’oggi, non abbiamo avuta alcuna risposta da loro.”
Dunque è dallo scorso 3 marzo, e quindi da più di sette mesi, che quella richiesta giace inascoltata negli uffici di via Matteotti. Niente di nuovo sotto il sole, purtroppo, perché le mancate risposte del Comune di Bassano del Grappa alle istanze dirette dei cittadini, come ho potuto appurare da diverse altre lamentele al riguardo, sono ormai diventate una riprovevole costante.
Si arriva quindi alla notizia del povero cane. “Vogliamo manifestare la nostra sincera vicinanza – dichiarano gli estensori della lettera aperta – ad una famiglia qui residente ed appartenente al gruppo WhatsApp, che in questi giorni è stata vittima di una ingiustificata, incivile ed esecrabile barbarie e che ha generato il nostro più grande sdegno. È un fatto che, nella sua crudeltà, lascia tutti noi sgomenti (e crediamo anche coloro che leggeranno queste righe)!”
Ecco l’esposizione dei fatti: “L’alba di martedì 6 ottobre u.s., nella fascia oraria dalle 04.00 alle 05.00, qualche criminale, forse perché disturbato dall’abbaiare di un cane di media taglia, ha ammazzato la povera bestiola a suon di badilate o di sprangate, a pochi metri dalla casa dei proprietari. La sua carcassa non è mai stata ritrovata. Le telecamere della videosorveglianza poste all’esterno dell’abitazione non hanno rilevato immagini utili; hanno, però, registrato i rumori delle badilate ed il guaire dell’animale prima della morte.”
“In un mondo che pare si stia abituando alle esecuzioni capitali in diretta TV – commentano le famiglie –, riteniamo e, anzi, sottolineiamo in maniera netta e con forza che tutto ciò non può né deve far parte di noi.”
“Ci auguriamo che il colpevole (al momento ignoto), una volta individuato dalle forze dell’ordine, cui sono state affidate le indagini, venga assicurato alla giustizia e severamente punito – conclude la lettera aperta –. Nel malaugurato caso non lo fosse, auspichiamo che, un giorno o l’altro, la sua coscienza si apra al rimorso per il gesto efferato. Alla famiglia che è stata vittima rinnoviamo la solidarietà e la vicinanza di tutta la nostra comunità.”
Ricapitoliamo. Da oltre sette mesi le famiglie del gruppo WhatsApp di via Sandrigo e vie limitrofe attendono una risposta dal Comune alla richiesta che venga formalmente istituito il controllo di vicinato. Nel frattempo, pochi giorni fa, in zona è successo un fatto dove la bestia è stata un essere umano, rimasto ignoto.
In tema di sicurezza, l’attuale amministrazione comunale si è sempre riempita la bocca considerandola una priorità dell’azione amministrativa. Ma non sempre tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. A volte, come in questo caso, ci sono di mezzo solo i pochi chilometri di distanza tra il municipio e il rione interessato che sta ancora aspettando che il Comune, se c’è, batta un colpo.

