Sono passati appena quattro anni dal 250° anniversario della nascita di Giambattista Brocchi (Bassano 1772 – Khartoum 1826). Ovvero di colui che se fosse nato nel Rinascimento sarebbe stato definito un “multiforme ingegno”: geologo, paleontologo, mineralogista, botanico, nonché nientemeno che ispiratore della teoria della evoluzione delle specie di Charles Darwin. Ma su questo aspetto tornerò fra poco.
Quattro anni fa eravamo appunto nel 2022 e ci trovavamo in un’altra era geologica, tanto per restare in tema: avevamo l’obbligo del Green Pass e portavamo ancora le mascherine. Una multiforme rottura di scatole. In quella occasione, pur nel mesto clima di distanziamento sociale, era stata organizzata in città una serie di celebrazioni, su iniziativa del Comune e dei Musei Civici e col coordinamento del noto botanico Giuseppe Busnardo.
Quest’anno l’anniversario è più triste come origine perché è il 200centesimo della scomparsa avvenuta nell’attuale capitale del Sudan Khartoum, ma all’epoca dominio del pascià d’Egitto, quando lo scienziato bassanese fu colpito da malattia in terra egiziana, a conclusione delle sue ricerche e della sua straordinaria avventura esplorativa che dall’autunno 1822 lo aveva portato attraverso molte regioni dell’Asia Minore e dell’Egitto.
Ma lo spirito della ricorrenza è altamente propositivo ed è quello di diffondere ulteriormente – e con contributi nuovi e stimolanti – la conoscenza di questo concittadino illustre che ha dato il nome a un frequentato liceo e a una trafficata via, ma della cui grandezza scientifica e fama internazionale i bassanesi di oggi non sono pienamente coscienti, per non dire che sono del tutto ignari.
Un rilevante appuntamento dedicato alla figura del nostro Superstar è alle porte. È in programma sabato 17 ottobre a Villa Rezzonico. Titolo: “Tra Lamarck e Darwin. Giambattista Brocchi (1772 – 1826) e la storia della Terra”. Sottotitolo: “Giornata di studi in occasione dei 200 anni della morte del naturalista bassanese”. È promosso e organizzato da Villa Rezzonico, dal Comune e dai Musei Civici di Bassano del Grappa e dal Comitato per la storia di Bassano del Grappa, con il patrocinio di nove prestigiose società e associazioni scientifiche italiane.
“A 200 anni da questa tragica sorte – si legge nel pieghevole dell’evento, dopo aver ricordato la scomparsa in terra africana dello studioso –, la città di Bassano celebra con una giornata di studi il suo figlio illustre per l’eredità scientifica e culturale affidata ai suoi scritti e alle collezioni naturalistiche e per aver fondato con i suoi lasciti il Museo e la Biblioteca civica del suo paese natale.”
Già: perché fra le tante altre cose i Musei Civici di Bassano, fondati nel 1828, devono la loro nascita proprio a Giambattista Brocchi, in seguito al lascito del suo testamento nel quale aveva disposto di destinare alla città le sue collezioni di storia naturale (erbari, raccolte geopaleontologiche, mineralogiche, malacologiche ovvero relative ai molluschi ed entomologiche, relative agli insetti) e libri che furono il primo nucleo dell’istituzione museale e bibliotecaria cittadina, sorte due anni dopo la sua morte.
La giornata “brocchiana” a Villa Rezzonico viene presentata in una conferenza stampa convocata in municipio ed introdotta dall’assessore comunale alla Cultura Giada Pontarollo che sottolinea l’importanza dell’evento promosso in onore “di un grande concittadino che la città non poteva dimenticare”.
“Interverranno dodici esperti, di cui otto professori universitari – aggiunge Bernardo Finco per la proprietà di Villa Rezzonico –. Ciascuno tratterà una sfaccettatura di quel diamante che è Brocchi.” La giornata sarà divisa a tale scopo in due parti: nella sessione del mattino dalle 9.30 si terranno tre interventi su “Gianbattista Brocchi: la visione della natura” mentre in quella del pomeriggio dalle 14.30 seguiranno nove relazioni su “Giambattista Brocchi: documenti, carteggi, collezioni”.
“La giornata di studi proporrà dei contributi inediti sui vari aspetti della vita scientifica del Brocchi, una delle figure più rilevanti del panorama scientifico del primo Ottocento”. Chi lo dice è il botanico bassanese Giuseppe Busnardo, fra i curatori del convegno, chiamato ancora una volta a reggere le fila dell’anniversario. “La sua è stata una vita errante che lo ha portato per quasi tutto il tempo a stare lontano dalla sua città – prosegue Busnardo –. Quelle conservate al Museo di Bassano sono le collezioni che Brocchi aveva già con sé in Egitto. Tutte le altre sono sparse in giro per l’Italia e fra i relatori della giornata, ognuno sarà il rappresentante di una di queste collezioni.”
Ma parlare di Giambattista Brocchi, come abbiamo visto, significa anche parlare di Charles Darwin, il padre della teoria evoluzionista e dell’origine delle specie. Il merito va ascritto alla “Conchigliologia fossile subappennina”, studio del Brocchi del 1814 che ricevette un’accoglienza fortemente favorevole in Europa, Inghilterra compresa. L’idea dello scienziato bassanese, secondo la quale ciascuna specie ha un limitato tempo di vita, implicando la possibilità di generare nuove specie, unita alla visione “trasformista” del naturalista francese Jean-Baptiste de Lamarck, secondo la quale gli organismi si modificano nel tempo per adattarsi all’ambiente, avrebbe ispirato le riflessioni che Darwin andava facendo durante il suo viaggio attorno al mondo sulla nave Beagle, in cui portò con sé e studiò l’opera di Brocchi.
E così, la teoria darwiniana dell’evoluzione delle specie gode di un “imprinting” tutto bassanese. Altro che sparasi.
“La giornata di studi ribadisce l’importanza di questa figura scientifica che è stata importante non solo a livello nazionale ma internazionale – conferma la direttrice dei Musei Civici Barbara Guidi –. Il fatto che Darwin si sia molto ispirato alle teorie di Brocchi per lo studio dell’evoluzione delle specie è inequivocabile.”
Ma le Brocchi-news relative ai Musei Civici non si esauriscono qui. Ancora la direttrice anticipa che le celebrazioni dedicate all’illustre concittadino proseguiranno nel 2028, in occasione del bicentenario della nascita Museo e della Biblioteca di Bassano, avvenuta proprio grazie ai suoi lasciti. E non solo: “Stiamo lavorando – rivela la dott.ssa Guidi – al progetto di restauro dell’erbario egiziano di Brocchi, in collaborazione con Giuseppe Busnardo. Siamo nella fase di reperimento delle risorse necessarie.” E se son erbe, fioriranno.
Alla conferenza stampa è presente anche Gianni Tasca, già sindaco di Bassano tra fine anni ‘80 e primi anni ‘90. Proprio sotto il suo mandato, si svolse un convegno sul Brocchi al Museo Civico. Un altro convegno internazionale sullo scienziato bassanese si era tenuto in città nel 2014. Poi, come già detto, è stato il turno dei 250 anni dalla nascita nel 2022. Ora, come sottolineato da Busnardo, con la giornata di studi del 17 ottobre si chiude idealmente questo percorso.
Gianni Tasca interviene nella sua veste di componente del Comitato per la storia di Bassano del Grappa, che oltre ad essere uno dei co-promotori e co-organizzatori dell’evento a Villa Rezzonico curerà la stampa di un volume con la pubblicazione a futura memoria degli atti dell’incontro.
L’ingresso alla giornata di studi in occasione del bicentenario è libero ma con prenotazione consigliata all’indirizzo email villarezzonico@gmail.com fino a esaurimento dei posti disponibili. Come riferisce Francesca Finco di Villa Rezzonico, i posti ancora disponibili sono ormai limitati e tra il pubblico già prenotato ci sono “tanti iscritti del Brocchi”. Ma guarda un po’.
Spazio dunque alla scienza e all’orgoglio bassanese. Un’occasione per scoprire i perché del fatto che il naturalista di primo Ottocento sia stato un grandissimo del suo tempo.
E per rendersi conto che Brocchi non è solo un liceo e non è solo una discesa che imbottiglia il traffico di Bassano nelle ore di punta, involuzione della specie – al contrario di Darwin – della viabilità cittadina.


