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Privati dell’interesse pubblico

“Indagine esplorativa” rivolta ai privati dall’amministrazione Finco per il destino dell’ex Polo Santa Chiara. Interviene il capogruppo Pd Roberto Campagnolo: “Il patrimonio comunale non è un portafoglio immobiliare da mettere sul mercato quando non si sa più come completare un’opera”.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ott 1, 2026

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Foto di FulBicildrone – Archivio Seven Magazine

Parliamone in privato. Anche se l’avviso è pubblico. Come riferito ieri nel nostro articolo “L’esplorazione del Polo”, l’amministrazione comunale di Bassano del Grappa ha avviato una “indagine esplorativa” rivolta ai privati – investitori immobiliari e dei settori alberghiero e commerciale compresi – per raccogliere proposte “per la definizione della destinazione urbanistica più interessante” dell’ex Polo Santa Chiara, il gigantesco fantasma del centro storico che attende ormai da tempo immemorabile di conoscere il suo destino.

Sulla questione interviene oggi, con un comunicato stampa trasmesso in redazione, il capogruppo consiliare del Partito Democratico Roberto Campagnolo.

Campagnolo conosce molto bene e per esperienza diretta la storia della grande incompiuta di viale delle Fosse, suo malgrado. Ho scritto “suo malgrado” perché dal 2014 al 2019 è stato vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici nella giunta Poletto: vale a dire il quinquennio di massima sfiga (scusate il francesismo), e non per colpa dell’amministrazione comunale, per l’area dell’ex convento, nonché ex caserma ed ex parcheggio, che doveva allora diventare il primo stralcio del Polo Museale Santa Chiara.

Prima, nell’ottobre 2014, il Tribunale di Treviso aveva dichiarato il fallimento dell’impresa appaltatrice dei lavori, la Adico di Maser, comportando un lungo stop forzato al proseguimento del cantiere. Quindi, nel 2016, era subentrata nell’appalto la ditta Vardanega Costruzioni di Possagno, che gestiva in contemporanea anche il sofferto cantiere del Ponte Vecchio e che nel 2018 aveva gettato la spugna finendo prima in liquidazione e poi in stato di fallimento.

Da allora l’area di intervento è rimasta chiusa e sprangata, con lo scavo centrale e coi plinti già impiantati trasformati di fatto in rovine archeologiche moderne, passando fino ad oggi tristemente alla storia, almeno nel mio linguaggio giornalistico, come “il buco col cantiere intorno”.

Nel quinquennio successivo 2019-2024, sotto l’amministrazione Pavan, l’eterna vicenda del cantiere interrotto è quindi proseguita con tutte le vicissitudini dell’ipotetico Hub Urbano per la Cultura e l’Innovazione, poi evolutosi nel maxi progetto in partenariato pubblico/privato del Genius Center e rivelatosi alla fine, per tutta una serie di complicazioni in corso d’opera, un Nulla Center.

Sia il Polo Museale Santa Chiara che il Genius Center avevano comunque una fondamentale caratteristica in comune: erano entrambi progetti voluti e promossi dall’amministrazione comunale (il Polo Museale avviato addirittura dall’amministrazione Cimatti, con relativa approvazione del consiglio comunale, nel 2009) e successivamente aperti alla partecipazione dei privati.

Con l’“indagine esplorativa” resa nota ieri l’amministrazione Finco ha fatto invece il contrario: chiede ai privati di fare delle proposte per una possibile destinazione immobiliare del sito e poi sarà eventualmente il governo comunale, senza vincoli né obblighi, a valutare l’esistenza “di proposte appetibili confacenti agli obiettivi dell’amministrazione”. Il che, al momento attuale, vuol dire tutto e vuol dire niente.

Ed è con questa chiave di lettura che va inquadrato il comunicato stampa di Roberto Campagnolo, a commento politico sull’approccio dell’attuale amministrazione pro tempore nei riguardi di questo enorme cul-de-sac dell’urbanistica cittadina. 

“Il Comune di Bassano del Grappa sembra si stia dimenticando di essere un ente pubblico, uno dei più importanti in Veneto – esordisce Campagnolo nella sua nota –. Gli annunci di questa amministrazione comunale sui Lavori Pubblici sono sempre di più annunci condizionati a salvifiche collaborazioni con i privati. Santa Chiara è forse l’esempio più clamoroso di questo modo di amministrare. Parliamo di un’area pubblica strategica nel cuore della città, sulla quale negli anni sono già stati spesi milioni di euro di denaro pubblico e che, dopo tutto questo tempo, continua a essere una ferita aperta per Bassano.”

“Vorrei ricordare che la precedente Amministrazione, espressione sostanzialmente della stessa maggioranza politica che governa oggi, con gli stessi assessori per competenza, aveva già sbandierato come soluzione definitiva il partenariato del cosiddetto Genius Center – prosegue il capogruppo Pd –. Doveva essere il progetto capace di risolvere finalmente il problema di Santa Chiara. Sappiamo com’è finita: quel progetto è clamorosamente naufragato e la città è rimasta con un cantiere incompiuto.”

“Oggi, invece di spiegare quale sia il progetto dell’Amministrazione per recuperare e valorizzare questo patrimonio, scopriamo che si arriva addirittura a ipotizzarne la vendita, chiedendo ai privati di avanzare proposte su cosa farne – incalza l’esponente dem –. Prima ancora di definire quale debba essere l’interesse pubblico e quale funzione debba avere Santa Chiara per Bassano, si cerca qualcuno interessato a investire o acquistare.”

“E la cosa politicamente più grave – aggiunge – è che una prospettiva di questa portata viene prospettata senza che il Consiglio comunale, unico soggetto decisore in casi di vendita, sia stato preventivamente coinvolto. Non stiamo parlando di un immobile qualsiasi, ma di un bene pubblico centrale e strategico, sul quale sono già state impegnate ingenti risorse della comunità. Una scelta sul suo futuro non può essere trattata come una semplice operazione immobiliare.”

“Il patrimonio comunale non è un portafoglio immobiliare da mettere sul mercato quando non si sa più come completare un’opera – conclude Roberto Campagnolo –. È patrimonio dei bassanesi. E prima di chiedere ai privati cosa vogliono farne, sarebbe il caso che fosse l’Amministrazione a dire alla città che cosa vuole fare di Santa Chiara.”

Sono le questioni aperte di una vicenda che potrebbe anche sfociare in futuro, per il momento ancora in linea teorica, nell’alienazione ovvero della vendita dell’area pubblica a favore dei privati. In caso contrario, e cioè se l’ex Polo Santa Chiara rimanesse di proprietà comunale, sarà necessario stabilire le regole del gioco nel rapporto coi privati per evitare di essere… privati dell’interesse pubblico. 

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.