Si è appena conclusa una straordinaria edizione della Partita a Scacchi di Marostica a personaggi viventi, con la nuova colonna sonora, con altre innovazioni e con quattro serate tutte “sold out”. Come ben sappiamo, lo spettacolo ruota attorno a una partita a scacchi tra due giovani rampolli, rappresentata dai pezzi in carne ed ossa e costume sulla grande scacchiera della piazza, per la fatidica conquista della mano della bella Lionora. Lionora, oltre ad essere bella, è anche un buon partito: è infatti la figlia del castellano di Marostica, messer Taddeo Parisio. Mica uno qualunque: il castellano è infatti il gubernator, rector et capetaneus della città murata sotto la Serenissima.
Ma adesso che i riflettori della Partita a Scacchi si sono spenti, si cerca un nuovo castellano. E non per la prossima edizione della rievocazione storica, già programmata per il 2028. Si cerca infatti il nuovo rector et capetaneus del Castello Superiore, vale a dire l’imprenditore disposto a sobbarcasi la gestione della struttura che già a suo tempo ospitava un noto ristorante e che rimane ancora in attesa, dopo la chiusura del pubblico esercizio nel 2018, di conoscere il proprio destino.
La notizia di oggi è che il Comune di Marostica ha pubblicato il nuovo bando per la concessione e la gestione del Castello Superiore. “Il nuovo bando – afferma un comunicato stampa dell’amministrazione comunale – nasce con l’obiettivo di favorire un progetto di gestione capace di rendere il Castello sempre più vivo e accessibile, rafforzandone il ruolo all’interno dell’offerta turistica e culturale di Marostica e creando le condizioni per lo sviluppo di attività compatibili con la tutela e la valorizzazione del complesso storico.”
Tra le principali novità introdotte dal bando vi è il riconoscimento del Castello Superiore quale Casa Comunale. In accordo con il futuro concessionario, sarà quindi possibile celebrare matrimoni civili all’interno del Castello e nelle sue aree esterne.
“Il nuovo bando rappresenta un passaggio importante per il futuro del Castello Superiore – dichiara il sindaco Matteo Mozzo –. Abbiamo lavorato per costruire condizioni che possano rendere concretamente interessante la gestione del complesso, non soltanto dal punto di vista economico, ma soprattutto in termini di progetto e di prospettiva. Il nostro obiettivo è che il Castello possa diventare sempre più un luogo vissuto, capace di accogliere cittadini, visitatori e nuove attività, mantenendo naturalmente al centro la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico.”
Il bando prevede inoltre la possibilità di sviluppare diverse tipologie di attività compatibili con la valorizzazione del bene, tra cui la somministrazione di alimenti e bevande, iniziative culturali, turistiche e ricreative, eventi, spettacoli e manifestazioni, oltre ad altri progetti coerenti con le caratteristiche storiche e culturali del Castello e con la valorizzazione del territorio.
Ma veniamo al sodo e vediamo che cosa significa in soldoni ottenere la concessione per la gestione del Castello Superiore, visto che di soldoni si tratta.
Il nuovo bando prevede riduzioni progressive (in realtà aumenti progressivi) del canone annuo a base d’asta di 72.000 euro, per i primi cinque anni.
Il primo anno è prevista una riduzione del 60% con canone annuo pari a 28.800 euro. Poi la riduzione scende e il canone annuo sale: 40% e 43.200 euro il secondo anno; 30% e 50.400 euro il terzo; 20% e 57.600 euro il quarto e 10% e 64.800 euro il quinto anno. Dal sesto anno viene imposto il canone annuo a regime di 72.000 euro. A partire dal settimo anno, inoltre, il canone sarà aggiornato annualmente secondo l’indice Istat previsto dal bando.
“La struttura progressiva del canone – spiega la nota dell’amministrazione comunale – è stata pensata per accompagnare il futuro concessionario nella fase iniziale, quando sarà necessario sostenere gli investimenti, organizzare la gestione e avviare le attività. L’obiettivo è consentire una programmazione economica più sostenibile e dare al progetto il tempo necessario per consolidarsi.” “Si è voluto prestare particolare attenzione alla fase di avvio: un progetto di questa portata necessita di investimenti e di tempi adeguati per essere messo a regime – continua il testo –. La progressività del canone vuole proprio contribuire a creare queste condizioni, senza rinunciare al valore economico del bene e alla necessità di garantire una gestione qualificata.”
Ma prendiamo in mano, a questo punto, il pallottoliere.
Il nuovo castellano di Marostica, qualora il bando non andasse nuovamente deserto, dovrà mettere innanzitutto in preventivo un esborso complessivo di oltre 316mila euro di canoni di concessione per i primi sei anni. Che diventeranno oltre 532mila euro per l’intero periodo della concessione che avrà una durata di 9 anni. Con possibilità di rinnovo per ulteriori 9 anni, nel limite massimo previsto dalla normativa per questa tipologia di concessione. Oltre mezzo milione di euro di canoni complessivi, ai quali vanno per l’appunto aggiunti tutti gli investimenti del caso. Diciamo che, sommato tutto (che è diverso da tutto sommato), almeno un milioncino di euro ci sta.
Ci sono comunque due mesi e mezzo per pensarci su. Le offerte dovranno pervenire al Protocollo del Comune di Marostica entro le ore 12:00 di lunedì 30 novembre 2026.
A chi fosse interessato a rilevare la gestione del Castello Superiore, e quindi a partecipare al bando, servono dunque tre cose: una notevole disponibilità economica di partenza, un buon commercialista e soprattutto un business plan degno di tale nome. Non dovrà quindi essere soltanto il gubernator, rector et capetaneus del Castello, capace di “programmare investimenti, attività e ammortamenti e di sviluppare progressivamente una proposta capace di integrarsi con il sistema turistico e culturale di Marostica”. Dovrà anche essere, prima di tutto, uno con le idee chiare.




