Ma guarda un po’: nel giro di pochi giorni, mi tocca nuovamente prendere spunto da un articolo del Giornale di Vicenza. Ma la questione è troppo succosa e la mia tastiera mi ha ordinato tassativamente: “Scrivi qualcosa”. Oggi è stata infatti pubblicata sul quotidiano locale un’intervista all’avv. Gaetano Crisafi, presidente del Comitato per una Giustizia di Qualità a Vicenza, esponente di punta del fronte “No Tribunale di Bassano” e ormai da quasi due anni e mezzo figura ricorrente delle nostre cronache dedicate alle infinite puntate della Tribunovela.
La posizione dell’avvocato Crisafi e anche la schietta modalità con cui la esprime sono ormai ben note. Ma per gli aficionados della soap opera sulle sedi di giustizia che il Governo vuole riesumare, Bassano compresa, le sue dichiarazioni sul GdV sono comunque portatrici di una rinnovata chiave di lettura della questione. A partire dal virgolettato riportato nel titolo dell’articolo: “Il No al referendum sulla giustizia ha archiviato il Tribunale di Bassano”. Se ricordate bene, è proprio il rischio che io ho evidenziato in un mio editoriale su Seven Magazine: quello che il risultato del referendum rimetta in discussione il progetto del Tribunale bassanese, rinviato al Parlamento dopo il disegno di legge approvato dal Governo. Pregasi rileggere l’articolo “Un salto nel voto” per i dettagli.
“Dopo la sonora bocciatura del referendum, di cui Nordio era il primo firmatario – sono le parole di Crisafi –, è meglio che governo e parlamento si occupino di altro e non di giustizia.” “Sulla partita legata al Tribunale di Bassano – continua l’intervista – ora gli interlocutori diventano l’Anm (Associazione nazionale magistrati) e le associazioni forensi. Ed entrambi hanno detto, a più riprese, che un nuovo palazzo di giustizia a Bassano proprio non serve.” Non ripropongo l’intero articolo del GdV perché il copia-incolla non appartiene al mio stile, tuttavia segnalo ancora due significativi passaggi del Crisafi-pensiero riportato nero su bianco.
Il primo è quando il presidente del Comitato per una Giustizia di Qualità a Vicenza sottolinea che “dopo il referendum proprio l’Anm è diventata un interlocutore importante del governo e recentemente ha ricordato che i piccoli tribunali sono inefficienti” e “di conseguenza se finalmente verranno presi in considerazione questi ragionamenti il progetto dell’apertura del Tribunale della Pedemontana è da archiviare”. Il secondo è una provocazione riferita al dibattito ancora in corso sulle sedi di giustizia e dichiarata in conclusione di articolo: “Forse sarebbe meglio sentire meno gli artigiani di Bassano e di più le categorie che in tribunale ci lavorano.” Apriti Venzo: quest’ultima frase è salita su un treno ad alta velocità in direzione di Venezia, raggiungendo le alte sfere del consiglio regionale del Veneto.
Lo sviluppo della vicenda è infatti un corposo e veemente comunicato stampa di replica alle affermazioni di Crisafi a firma della rossanese Morena Martini, consigliere regionale delegato, accompagnato anche da un video di ben quasi 7 minuti in cui l’esponente del gruppo consiliare Stefani Presidente ribadisce gli stessi concetti.
“Le dichiarazioni dell’avvocato Crisafi sul Tribunale della Pedemontana non sono solo discutibili: sono l’ennesima dimostrazione di una visione miope, autoreferenziale e profondamente scollegata dalla realtà del territorio – afferma la nostra eletta in Laguna –. Arrivare a sostenere che “bisognerebbe sentire meno gli artigiani di Bassano” è un insulto non solo a una categoria, ma a un’intera comunità che ogni giorno produce ricchezza, lavoro e sviluppo. È esattamente questo atteggiamento elitario che ha portato negli anni a decisioni sbagliate e a un progressivo allontanamento delle istituzioni dai cittadini.”
“Si continua a raccontare, in modo strumentale, che i piccoli tribunali sarebbero inutili o inefficienti – aggiunge la Martini –. Ma la verità è un’altra: ciò che è inefficiente è un sistema che costringe cittadini e imprese a percorrere decine di chilometri per ottenere giustizia, congestionando strutture già al limite e ignorando completamente le specificità di territori strategici come quello della Pedemontana. Le posizioni espresse dal sottosegretario Andrea Ostellari vanno nella direzione opposta: riportare equilibrio, buon senso e prossimità nei servizi. Ed è esattamente questo che qualcuno, evidentemente, teme.”
“Ai vicentini va detto con chiarezza: Bassano non è una periferia sacrificabile – continua la neo pasionaria della giustizia bassanese –- È parte integrante, vitale e produttiva della provincia. Continuare a ignorarne le esigenze è un errore politico grave.” E prosegue: “Fa riflettere un’altra questione: perché alcuni eletti “vicentini” regionali si oppongono con estrema decisione al Tribunale della Pedemontana? Forse si dimenticano di essere arrivati lì anche grazie ai voti del territorio bassanese? Glielo ricordiamo volentieri noi, scrivendo a chiare lettere i loro nomi ed il numero di preferenze bassanesi che hanno avuto! La rappresentanza non è a geometria variabile: non si chiedono i voti e poi si ignorano i territori.”
“E sia altrettanto chiaro: se si pensa di archiviare con sufficienza il tema del Tribunale della Pedemontana, si sbaglia di grosso – conclude la Morena furiosa –. Perché quando un territorio viene sistematicamente ignorato e svilito, la conseguenza naturale è che quel territorio inizi a mettere in discussione tutto il resto. Compresi gli attuali assetti istituzionali. E a quel punto, ri-parlare di nuova provincia non sarà più una provocazione, ma una scelta.”
“Ri-parlare di nuova provincia”? Accidenti, questa sì che è visione politica. E allora Baila Morena: una scatenata Martini leva gli scudi in difesa del cosiddetto Tribunale della Pedemontana. E se l’avvocato Crisafi sostiene le ragioni della giustizia berica, la consigliera regionale ha un elettorato bassanese che deve tenersi buono.