Sospeso dal partito: esattamente per tre mesi, con decorrenza retroattiva dallo scorso 22 gennaio e quindi fino al prossimo 22 aprile. È l’esito dell’azione disciplinare intentata dal coordinamento comunale di Fratelli d’Italia di Bassano del Grappa nei confronti del consigliere comunale Gianluca Pietrosante, colpevole agli occhi dei maggiorenti meloniani cittadini di una serie di dichiarazioni e atteggiamenti contrari alla linea del direttivo bassanese del partito ovvero, come dal testo dell’istanza di sospensione datata 22 gennaio 2026, di “reiterati e lesivi comportamenti” e di “una serie di condotte pregiudizievoli nei riguardi dei componenti del coordinamento comunale e del gruppo consiliare”. Il tutto inoltrato alla Commissione nazionale di garanzia e disciplina di Fratelli d’Italia.
Ma cosa ha combinato Pietrosante per diventare oggetto di cotanta richiesta disciplinare? I “capi di accusa” sono stati addirittura 9 e li riassumo di seguito.
Numero 1: l’interrogazione da lui presentata in consiglio comunale sulla Polizia Locale “senza previo confronto” col suo capogruppo Stefano Giunta. 2: il suo intervento all’Ufficio di presidenza del consiglio comunale in sostituzione del capogruppo Giunta nel quale ha “disatteso precise indicazioni” comunicate dal capogruppo stesso. 3: la riunione del gruppo di maggioranza, riguardante l’ingresso di Elena Pavan in Fratelli d’Italia e nella maggioranza stessa, nella quale “si uniformò a posizioni espresse da altri partiti o gruppi” in contrasto con la posizione del suo partito. 4: la sua inosservanza alle direttive del coordinamento provinciale di FdI in merito ai contatti con la stampa. 5: la sua partecipazione alla “cena della maggioranza” organizzata dal sindaco Finco, “disattendendo le indicazioni condivise dal Circolo FdI e dal gruppo” che a quella cena invece non partecipò in polemica con l’atteggiamento della maggioranza nei confronti della Pavan. 6 (ed è una delle accuse principali): il suo voto al consiglio comunale del 23 marzo 2025, favorevole al recesso della convenzione con l’Unione Montana per la funzione di Polizia Locale, contravvenendo alle indicazioni del suo gruppo che invece votò contrario. 7: il suo ben poco rispettoso messaggio in chat “facci sapere se fai altri blitz del c…” al capogruppo Giunta. 8: sempre nel contesto delle chat di maggioranza, l’accusato “denigrò apertamente il capogruppo e il movimento per le posizioni espresse sulla Polizia Locale”. Il nono e ultimo capo di accusa ha riguardato alcune dichiarazioni di Pietrosante sulla politica regionale e internazionale, ritenute “una violazione del divieto di andare in conflitto pubblico con esponenti del movimento” e “un palese contrasto con la posizione espressa dal partito”.
Morale della favola: lo scorso 6 marzo si è svolta l’udienza disciplinare nei confronti del consigliere comunale presso la Commissione provinciale di garanzia e disciplina di Fratelli d’Italia a Vicenza. Per gli “istanti” erano presenti all’udienza Stefano Giunta, Elena Pavan, Stefano Monegato, Antonio Guglielmini, Domenico Merlo e Andrea Zonta in presenza, più il coordinatore cittadino Nicola Giangregorio in collegamento online. Collegato online anche l’incolpato Gianluca Pietrosante.
A seguito del dibattimento, lo scorso 1 aprile – e non è un Pesce – la Commissione ha emesso la sua sentenza: a Pietrosante è stata irrogata una sospensione di tre mesi dal partito, con decorrenza retroattiva dal 22 gennaio in quanto vi è compreso il periodo di sospensione cautelare già disposto in quella data dal coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia. Si è trattato quindi di un provvedimento piuttosto blando, rispetto alle attese dei promotori dell’istanza: a metà strada tra la semplice “censura” e una sentenza ben più grave come la sospensione prolungata o addirittura l’espulsione dal partito. Nulla è dato sapere di più e Pietrosante, dal canto suo, non rilascia dichiarazioni. Il momento è delicato e il suo riserbo è comprensibile.
Da fonti vicine al consigliere comunale apprendiamo comunque un retroscena significativo riguardo al “clima” che si respira attualmente all’interno di FdI a Bassano. Sabato prossimo 11 aprile sarebbe stato in programma in città un incontro col giornalista pubblicista Fabrizio Tatarella, nipote di Pinuccio Tatarella, che fu vicepresidente del consiglio ed europarlamentare, nonché storico esponente del Movimento Sociale Italiano e quindi di Alleanza Nazionale. All’evento bassanese sarebbero dovuti intervenire il capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia Stefano Giunta, il coordinatore provinciale del partito Silvio Giovine e il consigliere comunale di Vicenza ed ex parlamentare Giorgio Conte. Ma secondo quanto appreso da Radio Destra, il giorno successivo alla sentenza disciplinare nei confronti di Pietrosante il capogruppo Giunta avrebbe annullato l’appuntamento, per protesta.
Dal prossimo 23 aprile, intanto, Gianluca Pietrosante avrà scontato il suo trimestre di sospensione e sarà reintegrato in Fratelli d’Italia. Due giorni dopo, il 25 aprile, si festeggia la Liberazione: ricorrenza che il già presidente dell’associazione Destra Brenta sicuramente non celebra con entusiasmo, per usare un eufemismo, e che tuttavia assume un significato simbolico per la sua situazione personale che allora sarà liberata dal provvedimento disciplinare nei suoi riguardi. Ma con un precedente del genere, è difficile pensare che i rapporti di Pietrosante con il direttivo cittadino di FdI, con il resto del suo gruppo consiliare e in particolare con il suo capogruppo si normalizzeranno in qualche modo e proseguiranno nel nome di un ipotetico Peace & Love.
A meno che – ma questa per ora è solo una congettura del vostro umile cronista – questa che è stata comunque una pesante “frattura interna” non stimoli il consigliere comunale, per il momento ancora sospeso dal partito, ad intraprendere una nuova strada politica. Della quale disponiamo di un pirotecnico ed autorevole battistrada: Joe Formaggio. In questi giorni il già consigliere regionale vicentino (non rieletto in Regione) di Fratelli d’Italia e già mentore politico di Pietrosante, di cui lo scudiero bassanese è stato anche addetto stampa, ha sbattuto infatti la porta in faccia a FdI e ha aderito a Futuro Nazionale, il partito di “destra pura” del generale Vannacci.
E chissà: vuoi vedere che, forse, magari…?