“Terno al lotto”, “Siamo Agri”, “A.RI.A. di guerra”, “Campagna Infelix”, eccetera. Sono solo alcuni dei tanti titoli che ho dedicato in una mia precedente vita giornalistica alla vicenda della maxi variante urbanistica di via Riva Bianca in quartiere San Lazzaro a Bassano del Grappa. Stiamo parlando dell’area agricola di 150.000 mq, già di proprietà della Campagnolo Commercio Spa in liquidazione, che era stata messa all’asta dalla sezione Fallimenti del Tribunale di Vicenza ed era stata aggiudicata alle tre aziende MEB, AGB e Brunello Salumi che qui avevano intenzione di edificare altrettanti stabilimenti. Una lunga storia che aveva sollevato le proteste dell’associazionismo civile – con A.RI.A. bassanese, Associazione bassanese per il Rispetto Ambientale sempre in prima linea – e che si è trascinata dal 2022 al 2025, quando l’area di Riva Bianca è stata nuovamente messa all’asta dal Tribunale dopo i “no” definitivi al progetto delle tre aziende espressi dalla Provincia di Vicenza e dal Comune di Bassano del Grappa in sede di Conferenza dei Servizi.
Tanto per complicare le cose, ricordo che l’area di Riva Bianca confina con l’area Pengo di via Rambolina, sempre ad uso agricolo e sempre a San Lazzaro, dove si è consumata la storia parallela di un altro progetto di consumo di suolo finito nel nulla: quello di Pengo Spa che a seguito del noto accordo con Baxi qui voleva trasferirsi da via Trozzetti e costruire un nuovo centro logistico. Iniziativa che alla fine è stata stoppata dal voto di pareggio, e quindi non favorevole, dello storico consiglio comunale di Bassano del 27 luglio 2023. Ma per quanto “limitrofa”, questa è ovviamente un’altra storia.
La notizia di oggi è che l’area agricola di via Riva Bianca ha trovato un nuovo proprietario. Si tratta della Società Agricola Rivabianca, che ha partecipato alla seconda asta bandita dal Tribunale di Vicenza per l’aggiudicazione del terreno e l’ha vinta. 150.000 mq di superficie verde che rimarranno quindi tali e a destinazione agricola. L’acquisizione della proprietà ex Campagnolo Commercio in liquidazione è avvenuta alcuni mesi fa ma per l’annuncio ufficiale dell’importante novità è stata scelta la data odierna, 21 marzo, considerato per tradizione il primo giorno di primavera anche se quest’anno l’equinozio di primavera è caduto ieri.
L’inaugurazione è avvenuta nel modo più consono alla tutela ambientale dell’area: una vera e propria festa popolare dall’alba al tramonto, comprensiva di pranzo comunitario a mezzogiorno, organizzata dalla Società Agricola Rivabianca assieme ad A.RI.A. bassanese con la piantumazione di 200 alberi in uno dei tre lotti della proprietà, quello più a nord, corrispondente all’ex lotto “Brunello Salumi”.
Le nuove piante – a fusto e cespugliose – sono tutte specie autoctone e sono state messe a dimora all’insegna della biodiversità: bagolari, carpini, tigli, gelsi, aceri, cornioli, padi (alias prunus padus, noti anche come ciliegi a grappoli), ciliegi selvatici, biancospini, pruni, viburni, ligustri e quant’altro. Un ventaglio di specie vegetali che produrrà una fioritura in tempi diversi in modo tale da permetterne l’impollinazione per tutta la primavera e l’estate.
L’iniziativa, intitolata “Pianta un albero, fa’ pace con la terra”, ha voluto essere “un’azione semplice, ma significativa, riconoscendo il valore del percorso fatto e compiendo assieme un gesto antico e universale”. È quanto afferma un comunicato stampa dell’associazione A.RI.A. bassanese, referente per la comunicazione dell’evento, sul significato del “piantare nuovi alberi assieme, contemplando Riva Bianca con occhi nuovi”.
“Questa periferia, fino a qualche tempo fa conosciuta da pochi, negli ultimi anni è stata al centro di un confronto pubblico intenso e partecipato che ha coinvolto cittadini, associazioni e istituzioni in una riflessione profonda sul futuro del territorio – si legge ancora nella nota trasmessa in redazione –. Vari progetti di trasformazione urbanistica, presentati negli ultimi anni, hanno risvegliato negli abitanti della zona e di tutto il Bassanese la consapevolezza del suo valore inestimabile, da custodire per il presente e per l’avvenire.” Una giornata che, nelle intenzioni dei suoi promotori, “vuole essere allo stesso tempo memoria e nuovo inizio”. “Memoria di una stagione di partecipazione civica straordinaria che ha coinvolto molte persone – puntualizza A.RI.A. bassanese – e nuovo inizio perché annunciamo la nascita della Società Agricola Rivabianca, che ha acquistato i terreni a sud di San Lazzaro con l’intento di ravvivarne i valori condivisi.”
Ma quale sarà esattamente il futuro di quest’area? “Il futuro preciso non si può sapere – risponde Claudio Bizzotto, amministratore della Società Agricola Rivabianca – ma la nostra intenzione è quella di praticare un’agricoltura rigenerativa, o sintropica, per creare crediti di carbonio per le industrie che inquinano. Quindi per riuscire a far sposare l’impatto che abbiamo, soprattutto qui nel Veneto, dell’inquinamento prodotto dalle industrie con l’agricoltura che invece si occupa di pulire, di mantenere la fertilità del terreno e di fissare con le sue colture la CO2 nel sottosuolo.”
“È un sogno che si avvera – commenta Manuela Mocellin, presidente di A.RI.A. bassanese – perché per quattro anni abbiamo sperato di poter essere qui oggi tutti assieme a festeggiare una nuova destinazione, diversa dai progetti che abbiamo visto per anni essere imminenti. E invece, memori di quel consiglio comunale del 27 luglio 2023, quando la città è rimasta in sospeso fino all’ultimo per la votazione che si è conclusa a pareggio e ha salvato questi luoghi, siamo sicuri che questa è la strada giusta e siamo orgogliosi di aver lottato per ottenerla.”
Riva Bianca, o Rivabianca che dir si voglia, a San Lazzaro scrive così la sua nuova pagina di storia, totalmente coniugata al futuro. Campagna aperta, paesaggio verde, natura viva e 200 nuovi alberi a cui viene richiesto solamente di crescere e fiorire: benvenuti sul pianeta terra.
