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I Fantastici Quattro

Bassano del Grappa sugli scudi nel mondo del motorismo storico italiano grazie al Circolo Veneto Automoto d’Epoca, vincitore di ben quattro riconoscimenti nazionali alle premiazioni ASI svoltesi alla Fiera di Parma

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Mar 17, 2026

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Il presidente C.V.A.E. Stefano Chiminelli, secondo da sinistra nella foto, con uno dei quattro premi ASI ricevuti a Parma

Ha 65 anni ma li porta splendidamente, come le auto e moto d’epoca della cui storia e cultura è il depositario, che mantengono la loro bellezza nonostante il passare del tempo. Si tratta del C.V.A.E., Circolo Veneto Automoto d’Epoca, successivamente intitolato “Giannino Marzotto”, il terzo club di auto storiche in Italia, con sede legale al Museo dell’Automobile di Romano d’Ezzelino e sede operativa a Pove del Grappa. Attualmente presieduto da Stefano Chiminelli, da sempre il C.V.A.E. si è imposto all’attenzione del panorama nazionale ed internazionale del motorismo d’epoca per la capacità di percorrere strade innovative nel mondo del collezionismo grazie a un ricco ventaglio di iniziative: manifestazioni, mostre-scambio, grandi raduni specifici, passerelle di eleganza, grandi raid internazionali e quant’altro, ottenendo negli anni numerosi riconoscimenti.

Quest’anno, però, il Club bassanese ha fatto il poker.

In occasione di Automotoretrò, il grande Salone dedicato al motorismo storico alla Fiera di Parma, lo scorso sabato 7 marzo il Circolo Veneto Automoto d’Epoca è salito infatti per ben quattro volte sul palco delle premiazioni dell’ASI, Automotoclub Storico Italiano, riservate ai migliori eventi organizzati dai Club federati nel 2025.

Il C.V.A.E. ha vinto innanzitutto due Manovelle d’Oro, prestigioso riconoscimento assegnato dall’ASI ai Club che organizzano i migliori eventi motoristici per qualità e organizzazione, per altrettante manifestazioni gratificate l’anno scorso da un grande successo. La prima è La Leggenda di Bassano, manifestazione di regolarità per auto storiche che è uno dei “must” del programma internazionale FIVA e riservata, unica al mondo, a vetture Sport-Competizione costruite dal 1920 al 1960. La seconda è la WinteRace Cortina, tra le manifestazioni di regolarità più attese del calendario invernale ASI. Non era mai successo prima d’ora che un Club vincesse due Manovelle d’Oro nello stesso anno e nella stessa categoria.

Il terzo premio ASI assegnato al C.V.A.E. è stata la Pedivella d’Oro, destinata invece alle migliori manifestazioni per moto d’epoca. Il riconoscimento è stato attribuito al Club bassanese per l’organizzazione della Prova Resistenza Veicoli Automobili Province Venete, che comprende anche le moto storiche ed è riservata solamente a mezzi costruiti entro il 1905.

Il quarto ed ultimo, ma non per importanza, riconoscimento ASI conferito al Circolo Veneto Automoto d’Epoca “Giannino Marzotto” è stato il Premio Qualità, istituito da due anni per premiare i Club federati più attivi e virtuosi e basato su criteri di valutazione oggettivi come eventi organizzati, iniziative culturali, attività sociale e sostenibilità.

Ricapitolando: due Manovelle d’Oro, una Pedivella d’Oro e un Premio Qualità. Sono i Fantastici Quattro che si aggiungono alla già nutrita bacheca di premi del benemerito sodalizio di motorismo storico in riva al Brenta.

“Sono molto orgoglioso – dichiara il presidente del C.V.A.E. Stefano Chiminelli – di tutto quello che è stato fatto nell’anno scorso dal nostro Club e che è stato riconosciuto dall’ASI, che è il nostro ente di riferimento e che durante le premiazioni che si sono svolte a Parma ha voluto attribuirci ben quattro premi importanti. Quello di cui vado particolarmente fiero è il Premio Qualità, che è il frutto del lavoro di tutto il Club, di tutte le commissioni, della segreteria e dei tanti volontari che ci danno una mano. Il Premio Qualità è riservato solamente a 30 Club sui 302 di tutta Italia e valuta molteplici aspetti della vita quotidiana, dell’organizzazione, del volontariato ma anche del lato “green” di questi Club, perché riteniamo che sia l’apporto del volontariato che l’aspetto “green” che possiamo permetterci di affrontare siano sempre più importanti.”

Ma che importanza hanno in realtà questi premi? Sono solo dei certificati da appendere al muro o sono degli sproni a fare qualcosa di nuovo e di ancora più importante?

“Sicuramente sono degli sproni – risponde Chiminelli –. Innanzitutto per noi, per fare sempre meglio, perché arrivare in alto molte volte è facile, mantenersi in alto è un po’ più difficile. Spero che siano sproni anche per altre manifestazioni che stanno crescendo e che vogliono svilupparsi perché il movimento automotostorico italiano, nel suo generale, sta crescendo veramente tanto.”

“Stiamo dando veramente un’idea al mondo di come si fa motorismo storico e nell’ultima riunione della FIVA, la Federazione mondiale dei veicoli storici, questo riconoscimento ci è stato proprio sottolineato – continua il presidente del C.V.A.E. –. Per la prima volta un italiano, Alberto Scuro, è il presidente della Federazione mondiale del motorismo storico. Per cui hanno chiesto espressamente che la nostra Federazione rappresentasse il motorismo mondiale. Vuol dire che il movimento sta crescendo. Siamo in tanti, 302 club, mobilitiamo solamente di volontari qualcosa come 250-300mila persone che tutte le domeniche si danno da fare per aiutare a mantenere questa storia che è poi una storia del Made in Italy.”

“La storia del motorismo ha attraversato tutto il ventesimo secolo permettendo alle idee di muoversi e permettendo agli uomini di crescere – conclude Stefano Chiminelli –. Noi che ne siamo gli eredi e soprattutto i testimoni, dobbiamo esserne orgogliosi e spingere in questo senso.”

A proposito: Il 2026 non è un anno qualsiasi per l’ASI che celebra il 60simo anniversario dalla fondazione. L’Automotoclub Storico Italiano, che ha sede a Torino, venne infatti costituito nel 1966 a Bardolino (VR) e uno dei 14 Club firmatari dell’atto di costituzione fu proprio il C.V.A.E. Da qualunque punto la si guardi, la storia del motorismo d’epoca in Italia passa quindi per Bassano del Grappa.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.