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Stiamo sanzionando per noi

I fondi nel bilancio comunale per la previdenza complementare della Polizia Locale, coi proventi delle multe. Rappresentazione in quattro atti della nuova polemica in salsa bassanese

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Mar 5, 2026

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Foto Alessandro Tich

Stiamo lavorando per voi? Di più: stiamo sanzionando per noi. Almeno a giudicare dall’accusa lanciata dalle minoranze di Bassano del Grappa, secondo le quali la Variazione di Bilancio 2026-2028 in discussione nel consiglio comunale di questa sera prevede un aumento di 315 mila euro in tre anni, pari a 105 mila euro all’anno, per il pagamento della previdenza integrativa degli agenti della Polizia Locale, finanziata coi proventi delle multe.

Ma andiamo con ordine e prendete posto in platea, perché quella che vi riportiamo di seguito è una rappresentazione in quattro atti.  

ATTO I

“Sicurezza a Bassano: tra disagi della Polizia Locale e nuovi percorsi per i quartieri”. Si intitola così un comunicato trasmesso in redazione lo scorso 3 marzo dai gruppi consiliari di minoranza (È il Momento, Europa Verde – Bassano per Tutti, Bassano Passione Comune, Partito Democratico) che ha anticipato una corposa serie di domande e proposte in scaletta per il consiglio comunale di oggi sul tema della sicurezza a Bassano del Grappa, che in questa sede non riporto per motivi di spazio.

Tra i punti nodali della nota stampa emerge la questione dei costi e degli oneri aggiuntivi a carico del Comune per la gestione della Polizia Locale, rientrata nell’organico comunale dallo scorso 1° gennaio.

Le minoranze, a tal proposito, parlano di una “sorpresa” trovata nella Variazione al Bilancio di Previsione 2026-2028 che verrà votata proprio durante il prossimo consiglio comunale”. Si tratta “dell’aumento di 315 mila euro nei prossimi tre anni (105 mila euro l’anno) come previdenza complementare per gli operatori”. In altre parole, le minoranze segnalano un aggravio dei costi di oltre 100mila euro all’anno a carico del bilancio comunale per la pensione integrativa dei vigili. “Se dopo due mesi dall’internalizzazione della polizia locale si presenta già un aumento dei costi del 4% – lamentano le opposizioni – cosa dovremmo aspettarci nei prossimi anni per questa scelta poco lungimirante?”.  

ATTO II

Incredibile ma vero: il comunicato di È il Momento & Friends ha fatto arrabbiare il vicesindaco e assessore al Bilancio Mariano Scotton, l’esponente moderato della giunta Finco che nei suoi pensieri, parole ed opere più di altri sembra essere votato alla massima francescana “Pax et Bonum”. Ma questa volta non c’è Pax che tenga: “I 105 mila euro annui destinati alla previdenza integrativa rappresentano una voce di spesa già prevista anche quando il servizio di Polizia Locale era gestito in Unione Montana – dichiara Scotton in una sua nota di replica –. Non vi è dunque alcun aumento: si tratta semplicemente di garantire un istituto che esisteva già”. “Nessun incremento di spesa per la Polizia Locale – afferma ancora Scotton –. Viene assicurata una tutela già riconosciuta agli agenti quando il servizio era gestito dall’Unione Montana. Si tratta di una questione già affrontata nella commissione competente, nel corso della quale sono state illustrate con chiarezza le motivazioni e fornite tutte le spiegazioni ai consiglieri”.

“Per questo motivo – prosegue il delegato al Bilancio – sorprende la presa di posizione delle minoranze che, proprio in sede di commissione, avevano già ricevuto ogni chiarimento. In questo caso si utilizza uno strumento che deve essere garantito per alimentare una polemica priva di fondamento.” “Ribadisco, infine – conclude il vicesindaco Scotton – che non vi è alcun aumento di spesa rispetto a quanto già previsto quando il servizio era gestito dall’Unione Montana.”

Tutto a posto, dunque? Neanche per idea.

ATTO III

“L’assessore mente sapendo di mentire e, così facendo, non prende in giro soltanto il consiglio comunale e l’evidenza dei documenti presentati in commissione, ma tutti i cittadini bassanesi”. Così il consigliere comunale di È il Momento Manuel Remonato, in un comunicato di controreplica alla replica di Scotton.

“I numeri di bilancio sono chiari e non interpretabili: mi sorprende che tocchi a noi spiegare a un Assessore al Bilancio che le ‘variazioni’ vengono effettuate proprio perché non contemplate nelle previsioni iniziali – prosegue –. I dati parlano da soli: nel 2024 la spesa per la Polizia Locale (all’interno dell’Unione Montana) era di circa 2,42 milioni di euro; per il 2025 era prevista una spesa di 2,38 milioni ma, con questa variazione, si prevede per il 2026 un costo di 2,52 milioni di euro. Parliamo di un aumento del 4% rispetto alle previsioni, e questo a soli due mesi dall’uscita dalla funzione associata. Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi mesi? L’assessore è in grado di rispondere preventivamente a questa domanda?”

Conclude Remonato: “Aggiungo un dettaglio utile ai cittadini per capire il ‘teatrino’ che si sta costruendo attorno a questa vicenda, e mi spiace che anche l’assessore al Bilancio vi prenda parte: è stato detto come saranno finanziati questi aumenti? Perché su questo il bilancio è trasparente: verranno finanziati con il capitolo 401 delle entrate, ovvero ‘Sanzioni amministrative per violazione del codice della strada’. In poche parole, sanno già dove prendere i soldi: dalle tasche dei cittadini, aumentando le multe per fare cassa. Altro che aumento della sicurezza urbana.”

ATTO IV

“È necessario riportare il dibattito sulla Polizia Locale su un piano di verità contabile, perché i numeri sono oggettivi e non si prestano a interpretazioni di comodo”. Lo dichiara, in quello che è il quarto atto di questa pièce amministrativo-teatrale, il consigliere di Fratelli d’Italia Gianluca Pietrosante. “I 105.000 euro inseriti in variazione di bilancio non rappresentano alcun aumento di spesa – afferma –. Si tratta dei fondi destinati alla previdenza integrativa del personale, una voce già esistente negli anni precedenti e già prevista quando il servizio era gestito in altra forma. La variazione odierna serve semplicemente a riallineare una somma che non era stata inserita nel bilancio di previsione.”

“Non c’è alcuna nuova spesa strutturale, non c’è alcun incremento nascosto: c’è una correzione contabile necessaria per garantire continuità alle tutele del personale – aggiunge –. Definire questo un “aumento dei costi” significa non leggere correttamente il bilancio oppure scegliere consapevolmente di alimentare una polemica.”

“Colpisce, inoltre, la totale incoerenza politica di chi oggi attacca, perché solo pochi mesi fa si sosteneva che il passaggio al Comune avrebbe penalizzato economicamente gli agenti della Polizia Locale – attacca l’esponente di destra –. Oggi, quando l’amministrazione garantisce la copertura della previdenza integrativa, si contesta la sua presenza a bilancio. Prima si denuncia il rischio di perdita delle tutele, poi si critica il fatto che quelle tutele vengano mantenute.”

EPILOGO

Qui finisce la rappresentazione in quattro atti. Cala il sipario. Per il momento.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.