Si chiama Centro Giovanile, detto anche CG, ma ha ormai una sessantina d’anni e ha bisogno di ringiovanirsi, nella struttura e nelle funzioni che svolge, messo di fronte alle evolute esigenze dei tempi nuovi. L’elisir della giovinezza si chiama Masterplan: il piano progettuale generale di riqualificazione e rigenerazione urbana del grande complesso immobiliare di proprietà della Parrocchia di Santa Maria in Colle, da sempre punto d’incontro e di reciproca contaminazione tra le realtà associative di Bassano e del territorio. Non un semplice restyling dell’esistente, ma una vera e propria rivoluzione degli spazi e dei volumi in modo da rispondere alle mutate necessità della comunità di oggi e soprattutto di domani e, contestualmente, a un più organico inserimento del CG nel tessuto cittadino in una zona cruciale dei flussi di movimento pedonali e motorizzati. Una Sfida con la “S” maiuscola, ma che la Parrocchia ha intrapreso con biblico coraggio, dopo la prima fase di ascolto di tutti i portatori d’interesse, lanciando nel luglio dell’anno scorso il bando di idee per il Masterplan del Centro Giovanile.
Come abbiamo già scritto in un precedente articolo, il bando di idee ha ottenuto una risposta più che lusinghiera, con team di progettazione che hanno risposto alla chiamata da tutta Italia: ben 166 manifestazioni d’interesse da cui sono alla fine usciti 34 concorrenti. Per il possibile disegno del Centro Giovanile che verrà, i partecipanti hanno dovuto tener conto dei criteri fondamentali che il complesso immobiliare del futuro, come richiesto dal bando stesso, dovrà rispettare a prescindere: qualità compositiva e originalità, inserimento urbano, sostenibilità ambientale e gestionale, flessibilità e compatibilità economica.
Il concorso di idee si è svolto con procedura aperta e in forma anonima, tramite una piattaforma telematica messa a disposizione dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. La commissione giudicatrice, dopo un attento e certamente non semplice lavoro di valutazione, ha quindi prescelto i primi tre progetti classificati, più altri cinque oggetto di menzione, e le tre idee progettuali salite sul podio sono state le protagoniste del convegno pubblico “Restituzione alla città: il Bando di idee per il Centro Giovanile”, ospitato in Sala Da Ponte.
Dopo i saluti introduttivi dell’arciprete abate e parroco di Santa Maria in Colle Don Andrea Guglielmi e del presidente provinciale dell’Ordine arch. Romolo Balasso, il presidente della commissione del bando di idee arch. Giorgio Strappazzon ha illustrato i princìpi generali del concorso, gli obiettivi dell’iniziativa e i criteri tecnici con i quali gli elaborati pervenuti sono stati valutati. Dopodiché il microfono e il telecomando per l’illustrazione delle slide progettuali proiettate sullo schermo sono passati ai tre primi in graduatoria che hanno avuto un quarto d’ora di tempo ciascuno per rivelare al pubblico la loro idea sul Centro Giovanile da ringiovanire.
Al terzo posto si è classificato un team di progettisti di Roma, con capogruppo l’arch. Alessandro Casadei che ha presentato il progetto. Medaglia d’argento (metafora di attualità, visto che eravamo nel pieno delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina) per un team toscano con capogruppo l’arch. Matilde Belardinelli e la presentazione affidata dall’arch. Daniele Vanni. And The Winner Is…un team progettuale di Bassano del Grappa. Solo una coincidenza, visto che – come ho già scritto prima – la valutazione della commissione giudicatrice si è svolta con procedura assolutamente anonima. L’arch. Matteo Michielin, capogruppo, e l’arch. Massimo Triches hanno esposto ai presenti la loro concezione di riqualificazione e rigenerazione urbana del Centro Giovanile, risultata la migliore fra tutte le 34 proposte pervenute.
Non è questa la sede per descrivere i tre progetti vincitori in dettaglio. Ne uscirebbe quasi un libro di progettazione urbana. Ma è opportuno sottolineare l’elemento che li accomuna, e che sarà necessariamente sviluppato in quella che poi sarà la progettazione definitiva e esecutiva, da realizzare comunque a stralci: tutte e tre le idee progettuali prevedono infatti una drastica trasformazione di gran parte dell’attuale area all’aperto del complesso del CG in un parco urbano di frequentazione e inclusione sociale da una parte e, dall’altra, di attraversamento pedonale lungo quella che è una strategica direttrice di collegamento nord-sud tra il centro storico e l’area del Centro Studi. C’è chi l’ha chiamato “Rambla Verde”, chi “parco centrale continuo e permeabile” e chi “infrastruttura verde e sociale aperta alla città”. I tre disegni sono ovviamente diversi ma la sostanza è la stessa, già coniugata al futuro. Non ci sarà un Centro Giovanile del domani senza il suo Central Park.
Alla presentazione dei tre progetti sul podio è seguito il dibattito con le domande del pubblico, nel corso del quale è intervenuto anche l’assessore comunale bassanese all’Urbanistica Andrea Zonta – presente in sala con i colleghi di giunta Marina Bizzotto, assessore alle Politiche giovanili e Andrea Viero, assessore ai Lavori Pubblici – che ha assicurato la piena collaborazione dell’amministrazione comunale con la Parrocchia, trattandosi di una prospettiva di riqualificazione che va oltre i confini proprietari del Centro Giovanile per allargarsi alle connessioni con il tessuto urbano e viabilistico circostante. Ma ci sarà adesso modo e soprattutto tempo per pensarci, in quella che sarà la successiva fase di co-progettazione degli interventi da attuare.
Terminato il convegno in Sala Da Ponte, i partecipanti si sono trasferiti alla Chiesa di San Giovanni per l’inaugurazione della mostra delle idee progettuali per il Centro Giovanile, che espone tutti e 34 gli elaborati pervenuti alla commissione e stimola l’ulteriore coinvolgimento del pubblico. Inquadrando un QR Code in calce a ciascun pannello compare infatti sullo smartphone un modulo su cui si possono esprimere giudizi rispondendo alle domande. All’ingresso in mostra uno spazio specifico è dedicato ai tre progetti primi classificati, con del materiale integrativo richiesto dalla committenza, che non è stato oggetto di valutazione ai fini del bando. Al centro è collocato anche un plastico del progetto vincitore.
Avviso tardivo ai naviganti, visto che scrivo questo articolo un bel po’ dopo l’inaugurazione: la mostra è aperta al pubblico fino al prossimo 8 marzo (giovedì dalle 9 alle 12, venerdì dalle 15 alle 19, sabato e domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19).
Dopo il taglio del nastro, Don Andrea Guglielmi ha consegnato le meritate pergamene ai referenti dei tre progetti premiati. E prima del “rompete le righe” per la visita alla mostra, c’è stato ancora il tempo per la fatidica foto di gruppo dei principali attori dell’iniziativa. Tutti insieme appassionatamente, pensando al CG dell’avvenire: il parroco Don Andrea, il responsabile organizzativo del bando Domenico Baggio, il presidente della commissione Giorgio Strappazzon, la coordinatrice del Centro Giovanile Laura Cerantola e i progettisti ai primi tre posti, romani, toscani e bassanesi. United Colors of Masterplan.
