Ma cosa ci fa Renzo Rosso, assieme alla moglie Arianna Alessi, alla conferenza stampa convocata a Palazzo Sturm per l’annuncio dell’inizio riprese di C14 (titolo provvisorio), la pellicola prodotta da Eriadorfilm e incentrata sul mistero della Sacra Sindone? Va bene che la Sindone è il pezzo di stoffa (e per la precisione di lino) più famoso del mondo, ma non per questo l’argomento è associabile a uno che sulla stoffa ha creato un impero come Mister Diesel. Eppure un collegamento c’è: i primi ciak del film saranno infatti girati a partire da domani alla Diesel Farm, sulle colline di Marsan di Marostica. Il luogo, e in particolare la villa, sono piaciuti alla produttrice Giulia Belluco, che dopo anni di esperienza professionale negli USA ha acquisito Eriadorfilm trasferendo la società a Bassano del Grappa. Alla Diesel Farm il cast e la troupe saranno impegnati per una settimana. Successivamente le riprese proseguiranno a Padova, nella chiesa di Santa Giustina. Quindi il ritorno delle cineprese a Bassano, per le scene che saranno girate in vari punti della città tra Angarano, il Ponte Vecchio, alcune location private, le piazze e altri angoli del centro storico. Infine, il set si sposterà in Puglia, alla Masseria San Domenico.
Diretto da Antonello Belluco, che firma anche la sceneggiatura con Giuseppe De Concini, C14 (titolo provvisorio, e lo ripeto per la seconda e ultima volta) è un “thriller distopico”. Il thriller detterà le tensioni del racconto cinematografico mentre la “distopia” è la rappresentazione di uno stato di cose futuro. Il film è difatti ambientato nel 2033, l’anno della prossima ostensione pubblica della Sindone, il sacro lenzuolo conservato nel Duomo di Torino. Con un flashback che ci riporterà al 33 d.C., l’anno della deposizione di Cristo, cui saranno dedicate le riprese in Puglia.
L’avvincente – perché si preannuncia tale – storia sul grande schermo vedrà protagonisti Raoul Bova e Ludovica Martino. Nel cast, fra gli altri, anche Giancarlo Giannini, Francesco Arca, Melissa Satta, Stefano Abbati, Mattia Sbragia ed Elena Majoni. Il plot del film scaturisce dal ritrovamento di un medaglione d’oro raffigurante il volto di Cristo, identico al volto dell’Uomo della Sindone, che minaccia di sconvolgere le fondamenta della fede, della scienza e dell’intera umanità. Giorgia Giani (Ludovica Martino), una giovane ricercatrice, ne è consapevole e spinta dal bisogno di verità, ruba il medaglione e si rivolge a Tommaso Luraghi (Raoul Bova), docente universitario e sindonologo, emarginato dal mondo accademico. Il medaglione diventa presto oggetto di una caccia senza scrupoli dove nessuno è al sicuro. Società segrete, interessi e vendette personali si battono in un conflitto che non è più, solo, tra verità e menzogna ma che corrisponde all’eterna lotta tra il bene e il male. Di più non è dato sapere e di più, sulla trama, non scrivo. Se no, che thriller sarebbe?
Alla conferenza stampa nella Sala degli Specchi a Palazzo Sturm, oltre ad Antonello e a Giulia Belluco, intervengono tre attori del cast: i due protagonisti Raoul Bova e Ludovica Martino, assieme a Francesco Arca. In mezzo al pubblico c’è anche Elena Majoni, a cui è stata pure affidata una parte. Inutile osservare che il clima è quello delle grandi occasioni, confermato dalla presenza di ben metà giunta del Comune di Bassano, che patrocina il film: vicesindaco Mariano Scotton e assessori Marina Bizzotto, Giada Pontarollo e Andrea Viero. Posti riservati in prima fila per Renzo Rosso e Arianna Alessi, padroni di casa della prima location delle riprese. Mentre fuori, sulla terrazza dello Sturm e attorno alla mole di King Kong Rhino, frotte di turisti si godono il panorama per conto proprio, ignari della presentazione cinematografica, in una sosta dell’ultima giornata di apertura della mostra di Segantini. All Together Now, come cantavano i Beatles.
Il regista Antonello Belluco svela ai presenti – ma in realtà lo aveva già rivelato in un primo incontro con la stampa, lo scorso ottobre al Palazzo delle Competenze – che l’idea del film è nata da un incontro con il sindonologo dell’Università di Padova prof. Giulio Fanti sul ritrovamento di una moneta d’oro dell’epoca dell’imperatore bizantino Giustiniano II, datata 692 d.C., che raffigura il volto di un uomo con 20 punti di somiglianza con il volto dell’uomo della Sindone. E varie testimonianze antiche si riferiscono ad un’immagine di Gesù presente fin dai primi secoli dopo Cristo a Edessa, nell’attuale Turchia, dove Giustiniano II imperava. Un’analogia che ha messo ulteriormente in discussione la già contestata datazione della Sindone eseguita nel 1988 da tre Università con il metodo del C-14 (Carbonio-14), secondo la quale l’origine del lenzuolo risalirebbe invece al Medioevo e cioè al 1300 d.C. Il resto della storia, ispirata da questa circostanza scientifica? Prossimamente su questi schermi.
La produttrice di Eriadorfilm Giulia Belluco ricorda che il progetto ha avuto inizio due anni e mezzo fa, parla di una “grande energia” e si dice “entusiasta di questo cast”. “Abbiamo i personaggi giusti per questo film – aggiunge –, li vedrete come non li avete mai visti e la cosa bella è che ognuno di loro vi stupirà.”
“Io cerco sempre di capire perché mi propongono una sceneggiatura – dichiara Raoul Bova –. Questa sceneggiatura è stata per me una lettura di scoperta, con una storia ambientata nel futuro. È un personaggio nuovo per me. Una prova diversa, stimolante. La sensazione è molto positiva.” Anche Ludovica Martino, che vestirà i panni della giovane ricercatrice, racconta di aver fatto “un bel viaggio nella sceneggiatura”. “È un film estremamente nuovo, interessante – continua –, una scoperta anche come valore culturale e storico. Non la solita cosa italiana, ma veramente inedita.” E di “energie positive” parla anche Francesco Arca che ammette di non conoscere ancora bene il nostro territorio ma riferisce di avere “ricevuto un’accoglienza che ha creato una sintonia fin dalle prime battute”.




Fine della conferenza stampa. Tutti fuori, sul belvedere di Palazzo Sturm, per la fatidica foto di gruppo con il Ponte sullo sfondo e le interviste varie con le televisioni. Non immediatamente, però: sin dall’uscita dalla Sala degli Specchi Raoul Bova viene infatti avvicinato a più riprese dai presenti (e soprattutto dalle presenti) per farsi fare una foto assieme a lui. Non sfuggono al rituale anche l’assessore Giada Pontarollo e l’assessore Marina Bizzotto, visibilmente contente – e ci mancherebbe altro – di farsi immortalare accanto al fascinoso attore.
Il C14 Day si conclude con un light lunch sulla terrazza supportato da Diesel Farm e da una nota marca di acqua minerale, anche se i bicchieri si riempiono perlopiù dei vini prodotti in quel di Marsan da Renzo Rosso. Prosit.
Da domani, dunque, partono i ciak. Entra così nel vivo la produzione Made in Bassano di Eriadorfilm in collaborazione con Rai Cinema e con il sostegno del Ministero della Cultura. E allora vai col thriller, un genere da sempre congeniale al cinema italiano, sin dai tempi di Dario Argento che ha diretto quel famoso film… Accidenti…come si intitolava? …ah, sì: Profondo Rosso.
