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The Hateful Eight  

A Nove si dimettono otto consiglieri, di cui quattro di maggioranza: cade l’amministrazione del sindaco Luca Rebellato. Il Comune della Ceramica è di nuovo in cocci

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Feb 17, 2026

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Amarcord: Luca Rebellato con la sua squadra dopo l’elezione a sindaco nel 2023 (foto da ripartiamodanove.it)

Non è stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Diciamo che è stato un fulmine a ciel nuvoloso, dal momento che all’interno dell’amministrazione comunale di Nove il clima di maretta si respirava già da qualche tempo. Ieri mattina, però, si è passati dai mugugni ai fatti: otto consiglieri comunali, di cui quattro di maggioranza, si sono dimessi in blocco sfiduciando così il sindaco Luca Rebellato e facendo mancare i numeri per proseguire il mandato amministrativo in un consiglio comunale composto da tredici eletti. Tutti a casa.

Sul fronte della maggioranza hanno rassegnato le dimissioni l’assessore alla Cultura Anna Pesavento e i consiglieri Marco Carlesso, Francesca Termini e Paolo Zanon, tutti della lista “Ripartiamo da Nove-Luca Rebellato Sindaco”, espressione civica dell’area politica di centrodestra. E non ci hanno pensato neanche un minuto in più a dimettersi anche i quattro esponenti della lista di minoranza “Per Nove Futura” Franco Bordignon, Anna Gnoato, Roberto Sguario e Fabio Zanardello. Questa volta otto per Nove non fa settantadue ma fa precisamente zero, perché è stato sufficiente ad azzerare l’amministrazione. Per il Comune della Ceramica si profila quindi un nuovo commissariamento: la parola passa adesso al Prefetto.

All’origine della clamorosa decisione degli Hateful Eight, per citare il titolo del film di Tarantino, e in particolare dei quattro componenti di maggioranza, vi sarebbe stata “un’evidente carenza di metodo democratico nella condivisione delle decisioni”, come dichiarato oggi dagli stessi sul GdV. Accuse che Rebellato rispedisce seccamente al mittente, ricordando che tutte le deliberazioni di giunta “sono sempre state concordate all’unanimità” ed affermando che lo strappo che ha fatto cadere la sua amministrazione è stato il frutto di un accordo politico tra la Lega e il Partito Democratico.

Ognuno, come sempre accade in questi frangenti, espone la sua parte di verità ma intanto a Nove si è nuovamente rotto in mille pezzi il vaso di ceramica. Era già accaduto nel 2022 con la sindaca Raffaella Campagnolo, pure sfiduciata in massa e rispedita a casa. Ma in questi casi chi rompe non paga e i cocci sono dei cittadini, che dopo il periodo di commissariamento saranno chiamati a recarsi ancora una volta alle urne per eleggere in anticipo il loro nuovo sindaco.

 

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.