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L’UE al MarostiCampus

A Marostica una settimana sull’Europa e il suo futuro. Lezioni e tavole rotonde tenute da ricercatori di fama internazionale su federalismo, sussidiarietà e sostenibilità con una curvatura sull’arte. Aperta a studenti liceali, universitari e alla cittadinanza

Michela Cola Michela Cola
  • Feb 6, 2026

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Il direttore artistico dell’associazione Teatris Maurizio Panici e il sindaco Matteo Mozzo

Marostica come un campus universitario. Sul piatto innovazione tecnologica e sociale, diritti e welfare, sviluppo economico e legame con il territorio.

Inizia lunedì prossimo, 9 febbraio, MarostiCampus, una settimana di alta formazione dedicata all’Europa e pensata come luogo di confronto aperto tra ricerca, scuola, università e cittadinanza. Un percorso di cinque giorni che metterà al centro i giovani nelle sfide civili del nostro tempo con uno sguardo all’Europa intesa come spazio vivo di idee, diritti e responsabilità.

Nelle sedi del Castello inferiore, di palazzo Baggio e della Chiesetta di S. Marco, si susseguiranno, fra mattino e pomeriggio, relatori di spicco che si metteranno in dialogo attraverso dibattiti e attività partecipative.  Sarà affrontato il tema dell’Europa con una lettura al passato, a questo momento storico, come essa si pone all’interno dell’attuale processo di cambiamento geopolitico ed economico, e alle possibili direzioni che prenderà.

Gli studiosi, attivi in istituzioni accademiche e di ricerca di primo piano tra cui la London School of Economics, Harvard University, il Cnr, la Scuola Normale Superiore di Pisa e provenienti dall’università La Sapienza, quelle di Genova e Torino e Link Campus di Roma, si rivolgeranno agli studenti liceali di Bassano e Nove nonché agli universitari di tutta Italia.

Dopo i saluti iniziali alle 9.30 di lunedì, Daniele Archibugi, economista e filosofo di spessore internazionale, aprirà i lavori con una riflessione su “Cosmopolitismo e federalismo nell’età della nuova restaurazione”. Sarà lui una delle presenze più qualificanti dell’intera settimana formativa.

Lezioni frontali e tavole rotonde saranno dedicate al rapporto tra federalismo ed ecologia, al Manifesto di Ventotene, alle prospettive dell’Unione europea tra integrazione e disgregazione, fino all’Europa delle regioni e delle comunità locali. Particolare attenzione sarà riservata inoltre ai temi della sussidiarietà e delle politiche di prossimità anche grazie al contributo di Eurac Research di Bolzano, centro di eccellenza europeo sugli studi federalisti e sull’autonomia territoriale.

Ma si parlerà anche dell’Europa con il linguaggio del teatro e del cinema a partire da Marostica considerata da Maurizio Panici, direttore artistico dell’associazione culturale Teatris, “uno tra i borghi più belli d’Italia” nonché “un reale palcoscenico con spazi attraenti da dedicare a questo tipo di iniziative. Una città che in più si sta dotando di strutture ricettive che proiettano una interessante visione di futuro”.

Proprio Maurizio Panici, assieme al bassanese Lorenzo Parolin docente universitario, giovedì mattina terranno una lezione su “L’Europa e l’arte” a cui seguirà venerdì la pratica e le esperienze vissute da alcuni imprenditori locali coinvolti in restauri e nella movimentazione di opere d’arte. La conclusione dei lavori è riservata invece al professor Mario Guderzo che porrà l’attenzione sulle buone pratiche di gestione del patrimonio artistico e culturale.

“MarostiCampus aggiunge valore alla nostra città che diventa luogo di dialogo europeo, capace di mettere in relazione il pensiero accademico internazionale con il territorio e la cittadinanza” le parole del sindaco Matteo Mozzo. “Si tratta della prima esperienza, che potremmo definire sperimentale, ma che vorrei far diventare un appuntamento fisso da ripetere ogni anno, anche sottoforma di master o summer school, per rafforzare il presidio culturale della nostra città e per mantenere solidi e continuativi legami con il mondo formativo universitario”.

Per il vicesindaco Valentino Scomazzon “Sostenere un progetto come MarostiCampus significa investire nella formazione e nei giovani in un’esperienza innovativa”.

L’iniziativa, inedita infatti per impostazione e respiro scientifico, è nata dalla proposta di Mario Guderzo, Lorenzo Parolin, Lucio Dinale, Roberto Xausa e Valentino Scomazzon riuniti nel comitato organizzatore. Essa vede come ente capofila l’associazione culturale Teatris ed è realizzata in collaborazione con l’Amministrazione comunale, con il Centro di studi storici europei Alizé di Roma e con il liceo d’arte De Fabris di Nove. Il progetto è inoltre retto dal percorso di educazione alla sostenibilità Radici Future e annovera tra i propri sostenitori la Fondazione Cuoa di Altavilla Vicentina, Business School di Confindustria Vicenza e alcune realtà industriali del territorio.

La partecipazione, gratuita, è aperta anche ai cittadini.

Michela Cola

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